II.
Già da più ore Virginia Albissola aspettava il verdetto che doveva decider della sorte di suo marito. Alle sei, dopo che suo cognato era venuto a dirle che secondo ogni probabilità le cose avrebbero tirato in lungo, ell'aveva, come il solito, mandato a Michele il desinare in prigione; indi, cedendo alle istanze di sua madre e d'un'amica d'infanzia che le tenevano compagnia, s'era indotta a sedere a tavola, ma non aveva preso che poche cucchiaiate di brodo. Adesso era ancora nel salotto da pranzo con la faccia tra le mani, coi gomiti sulla tavola sparecchiata; immobile quasi, se, ogni tanto, la sua persona non avesse come vibrato per un fremito che le correva tutte le membra.
La madre e l'amica avevano tentato più volte di scuoterla, d'intavolare una conversazione purchessia; visti riuscire inutili i loro sforzi, tacevano anch'esse, scambiandosi, di tratto in tratto, un'occhiata, o sfogliando macchinalmente una gazzetta, o regolando il lume a carcel che andava soggetto ad ecclissi parziali.
Adagio adagio un uscio s'aperse e la Luisa, la cameriera, spinse la testa fra i due battenti.
La signora Virginia balzò in sussulto, pallidissima:
— Che c'è?... È venuto qualcuno?... Gustavo?
Gustavo era il cognato che si trovava alle Assise.
— Nossignora; — rispose la cameriera. — È Carlino che s'è svegliato e vuole alzarsi a tutti i costi.
— Provo io a chetarlo, se credi; — disse, alzandosi in piedi, la signora Clara, la madre, ch'era una donna sulla sessantina, assai vegeta e fresca.
— No, no; — dichiarò risolutamente la Virginia. — Vado io stessa. Mi farà bene movermi un poco.
E s'avviò con passo fermo.
— Quel Carlino è così nervoso; — riprese la signora Clara, rivolgendosi alla Bianca Dorelli, l'amica della Virginia, moglie d'un impiegato di assicurazioni.
— Come somiglia al suo babbo! — osservò la Bianca.
— Non pei nervi, però; — ribattè l'altra. — Da questo lato tiene piuttosto dalla mamma.... Oh pel resto sì.... Pel fisico, per l'intelligenza, pel carattere....
— È un ragazzo precoce.... Perchè non ha che ott'anni e mezzo, mi pare.
— Appunto.... Saranno presto dieci anni dacchè la Virginia s'è sposata.... Ma!.... Quanta ragione aveva il mio povero Luigi di non veder di buon occhio questo matrimonio!
— È stata la Virginia?
— È stata proprio lei a volerlo.... Io l'ho secondata, e me ne pento.
— Fammi indovino e ti farò profeta; — disse la Dorelli.
— Ella n'era innamorata perdutamente; — continuò la signora Clara, abbassando la voce. — E anch'io, lo confesso, subivo il fascino di quel giovine di bell'aspetto, pieno di facondia, d'ingegno, d'attività.... Inoltre un nome rispettabile, una buona condizione economica.... Dio mio, con la difficoltà che c'è in questi tempi a maritar le figliuole!
— Cara signora, non deve aver rimorsi.... Tutti invidiavano la Virginia.... E dopo il matrimonio più ancora di prima....
La signora Clara tentennò la testa.
— In quanto a me, non ho tardato molto ad accorgermi dello sproposito commesso.... Gli affari di mio genero navigavano col vento in poppa, la Virginia poteva levarsi qualunque capriccio, ma.... zitto.... È qui che viene.
La Virginia si lasciò cader sul divano.
— Quel Carlino mi fa disperare.... Figuratevi che pretendeva ch'io lo mandassi col servitore alla Corte d'Assise! Già sapete che scena ha fatto oggi perchè Gustavo non lo ha preso con sè.... Ora, a furia di suppliche, l'ho indotto a rimanere a letto mezzo vestito con la promessa che se giunge il suo babbo lo chiamo subito, e che, in ogni caso, vado a portargli le notizie, e se mai dormisse, lo sveglio.
— Un bambino di ott'anni e mezzo, pare impossibile! — esclamò la signora Clara con tenerezza di nonna. — Lui ha capito tutto, lui ha seguito tutto il processo....
— Ha un'adorazione pel suo papà; — notò la Dorelli.
— Anzi non vuol bene ad altri; — disse la Virginia con una intonazione amara.
— Che idee!
— È positivo; — seguitò l'Albissola con lo stesso accento. — Già il suo papà lo secondava in tutto.... La fatica che ho durato in quest'anno per moderarlo!... Non deve veder l'ora di liberarsi dalla mia tirannia.
Ripiombò per poco nel suo mutismo; quindi, scattando di nuovo, proruppe:
— E non si sa nulla.... Non capita nessuno, nè mio cognato, nè Dorelli, nè Malerotti, nè Dal Torso.... nessuno.
— È meglio che aspettino sino all'ultimo; — replicò la signora Dorelli. — Speriamo che i giurati non ci faranno rimanere in pene tutta la notte.
— Oh Dio, Dio, che supplizio! — gemette la Virginia.
La signora Clara posò una mano sulla spalla della figliuola:
— Pazienza!
— Oh mamma, — rispose la Virginia, — tu non puoi accusarmi di non averne avuta, di non averne della pazienza.... Ma è un anno che soffro tutti i martirii.... è un anno che vedo il nostro nome vituperato, che non posso uscir di casa senza che mi segnino a dito, un anno che, tranne con te, con la Bianca e con qualche altra amica, devo misurar le mie parole, i miei gesti, le mie lacrime, i miei sorrisi.... Persino davanti i miei figliuoli sono costretta a pesare ogni frase.... persino in loro.... almeno in Carlino.... mi sembra d'aver dei giudici che mi leggano in cuore....
— Via, son sogni tuoi....
— Oh, quest'è il meno.... Il terribile è la macchia sul nostro onore.... Oh povero papà mio, come hai fatto bene a morire!... Se ti fosse toccata un'umiliazione simile!
Singhiozzando, la Virginia abbandonò la testa sul petto.
— Ecco una delle sue crisi adesso; — disse la madre. E prendeva sulla mensola la bottiglia dell'acqua di Melissa.
— Su, Virginia, — diceva intanto la Bianca Dorelli, — non ti smarrire d'animo vicino al porto.... Ho il presentimento che tutto finirà bene.... Mi assicurava Vittorio che anche i più ostili sono stati scossi dall'arringa di Maggesi.
— Oh, gli avvocati! — borbottò l'Albissola.
— E quando te lo avranno assolto come ne ho fede, — ripigliò la Dorelli senza badare all'interruzione, — non ci sarà più da discorrer di macchie sull'onore.
— Tu credi? — domandò la Virginia, rialzando il viso con una strana espressione negli occhi.
Ma non soggiunse altro.
Invece, rivoltasi alla madre che le si avvicinava per porgerle il calmante:
— No, grazie, — le disse, — è passato.