AVVERTENZA.
Sono raccolti in questo volume i pochi racconti, che io venni scrivendo e stampando qua e là: piccolo rigagnolo che mando a perdersi nel grosso fiume della letteratura narrativa contemporanea.
Oggi si scrive e si legge in fretta, e anche più in fretta i lettori dimenticano. Ma se avvenga a qualcuno di rileggermi, ricordando abbastanza per instituire confronti, vedrà che io ho messo una certa cura nel correggere e talvolta anche nel rifondere quasi per intero questi brevi componimenti.
I quali ho voluto intitolare I miei Racconti, non certo per una esagerata affermazione di proprietà e di originalità. La ragione di quel loro pronome possessivo è solo in questo: che mentre alcuni di essi sono delle vere paginette autobiografiche, gli altri, generalmente, furono o pensati o scritti sulle rive amene della Savena, mentre io accoglievo nell’animo le memorie della mia fanciullezza e della mia prima giovinezza, e particolari vivi e fantasmi vaghi di fatti, di persone, di luoghi.
Gennaio 1900.
E. P.