SCENA QUINTA.
Da sinistra e dall'orto escono a frotte i soldati, i satiri, le baccanti, con le mani e la bocca piene d'uva, e invadono il fondo gridando.
TUTTI:
Gloria! Gloria!
I satirelli da ogni parte corrono intorno a Orione festanti: si impadroniscono delle sue grandi armi e ci ruzzano tra loro.
CISSIBIO,
di dentro l'osteria e uscendo poi precipitosamente:
Gloria al divino Orione! Sia reso a lui l'omaggio regale secondo l'usanza di Chio!
Afferrando lo schiavo dalla corba, e spingendolo:
Spargi.... spargi.... a piene mani sul suo cammino!...
Lo schiavo sparge pampini dinanzi a Orione.
Ma ecco....
Profondamente inchinandosi:
giunge quella che t'è più cara di ogni onore e d'ogni gloria! la divina nepote dell'eccelso Bacco!
Merope viene da destra correndo e si getta nelle braccia aperte di Orione. Gli occhi dell'eroe assetati corrono lungo tutte le sue belle membra pregne di desiderio.
I SOLDATI:
Il re! Il re! Ecco il re!
Enopione appare sulla soglia dell'osteria.
ZETO,
prosternandosi:
Veneriamo il grande figlio di Bacco!
CISSIBIO:
Consacra con le tue mani questo tenero amore!
ENOPIONE,
facendo cenno di voler parlare, sì che tutti tacciono:
Vedeste mai correre il vin dolce, con gambe d'uomo?... Ora lo vedrete!
Si precipita ridendo sgangheratamente verso Orione e Merope. I satirelli fuggono lasciando le armi di Orione. Giunto, si ferma e con improvvisa gravità ieratica, alza le mani su loro, mentre tutti d'intorno si prosternano: anche la Nutrice e Matusio che in quel momento giungono da destra.
Vi proteggano i nostri Immortali Parenti, e lunghissimamente vi mantengano uniti, figli miei!
CISSIBIO:
Così proteggano te, e la terra sacra di Chio!
ZETO:
Gloria al futuro re di Chio!
TUTTI:
Gloria! Gloria! Gloria!
CISSIBIO,
levandosi:
E adesso, a mensa! con l'anima scoppiante di giocondità!
Tutti si levano e vanno verso la mensa: non Orione e Merope che restano, parlando breve e concitato tra loro.
ENOPIONE,
camminando appoggiato alle spalle di Cissibio:
A mensa, a mensa! dove i tristi pensieri non han via di scampo: o si strozzano o s'affogano!
CISSIBIO,
accomodato il re nel sasso di mezzo:
Il grande e divino Orione alla destra del possente Enopione!
ORIONE,
a Merope:
Questo velo? Vuoi questa prova del mio amore? Ch'io ti doni il velo di Diana?... E prendilo!... È ancora tiepido delle sue anche.... senti!...
Glie l'attorciglia al collo.
Sei forse meno bella di lei, tu?
Trascinandola fino al re:
Enopione, guarda! non ho trovato un guinzaglio degno della figlia tua?!
MEROPE,
a Enopione:
Egli ha levato questo velo dai fianchi di Diana, padre!... Qual regina potrà vantare un simile monile?
Zeto per primo, poi Matusio e la Nutrice si precipitano per vedere e toccare il velo. Si diffonde un gran mormorio di maraviglia. Cissibio, appena collocato Orione a destra di Enopione, corre anch'egli ad annusare il velo.
ENOPIONE,
commosso, urlando sopra gli altri:
Ha ben detto tua madre, che un tal uomo ci farebbe tutti felici!
Tutti si radunano attorno al velo, fuorchè Orione che beve.