SCENA SESTA.
Da sinistra giunge Ireo con una forca e un coltello enormi, seguito da Trochilo con un grande catino pieno di erbe.
IREO:
Oh! mio amato Orione! Eh!... s'io avessi potuto saper questo, io non avrei pianto com'ho fatto, per te!... Ma pure, vedi? per essere proprio felice del tutto, vorrei da te una promessa.... Temo, capisci, che le cure del mio governo....
ORIONE:
Di qual governo?
IREO:
Come? non t'hanno detto che il potente re Enopione m'ha creato governatore della terra detta Arvise?...
ORIONE,
ridendo:
Ci fanno superbi cinghiali e belle donne! Ci verrò spesso!...
IREO:
Ora son felice davvero!... questo solo volevo da te.... che io ti potessi vedere.... qualche volta....
CISSIBIO,
gridando:
Il velo è bellissimo, anzi maraviglioso.... ma, piacendo al mio potente re, potremmo finalmente sedere a mensa!
ENOPIONE,
volgendosi e scorgendo Ireo:
Oh! Ireo! Sii oste per l'ultima volta! Scalca da par tuo!
Ireo, ringiovanito dalla gioia, si mette all'opera, mentre Cissibio colloca i convitati: a sinistra di Enopione, Merope, poi la Nutrice; a destra di Orione, Zeto, poi Matusio, i quali si siedono a malincuore vicini. Incomincia subito per gli schiavi la fatica del servir da bere.
TROCHILO,
che tiene ancora il gran catino, avvicinandosi al Primo Schiavo:
Se in Chio vi capitasse di parlare a qualche mercante che faccia viaggio per Tebe, ditegli che tenga la via dell'Ismeno, che è la via più comoda, e che domandi dell'o-ste-ria-di-Tro-chi-lo!
PRIMO SCHIAVO:
Il vecchio t'ha liberato?!
Gli altri mormorano.
TROCHILO:
Proprio ora, e m'ha regalato ogni cosa!
PRIMO SCHIAVO:
Beato te!
Gli altri fanno eco.
TROCHILO,
con ironia beffarda:
Come?! Ora ti par bella questa orrida spelonca?... Non ti piace più, la tua reggia di Chio?
IREO,
che intanto ha distribuito i pezzi di carne ai commensali, i quali già divorano e tracannano:
E tu, Trochilo! servi per l'ultima volta!
Trochilo reca il catino dinanzi al re inginocchiandosi. Il re prende un pizzico d'erba, Orione fa lo stesso, Merope anche; poi Trochilo si leva e, serviti gli altri, va a sedersi sotto la prima quercia di destra, e mangia tranquillamente l'erba che è rimasta. Cissibio, collocato Matusio, corre a sedersi vicino alla Nutrice e con lei ride e beve senza riposo. Nel fondo i soldati, le baccanti e i satiri mangiano uva e focaccie, e bevono allegramente, sparsi in terra fin sulla balza. Lo sciame impertinente dei satirelli passa a quando a quando in folle corsa su loro.
ENOPIONE,
posando la tazza:
Ma sai tu Ireo, che sopra la carne del cinghiale questo tuo vino è ancora più miracoloso!... Fa che cento anfore sian portate fino a Chio: vo' chiamare appositamente il padre mio Bacco, e Arianna, e tutte le baccanti a grande convito.... perchè assaggino il tuo vino!... Oh! sarà una notte memorabile!...
A Cissibio:
Apparecchierai la mia grande mensa dai piedi d'oro, Cissibio!!.. In mezzo alla mensa ci metteremo.... ci metteremo....
Pensando:
ci metteremo la testa di Ergasilo!... Sei contento Ireo?
Ireo guarda esterrefatto.
È un'idea bella, sì o no?!
CISSIBIO:
Infinitamente arguta!
ZETO:
Incredibilmente amabile!
ENOPIONE:
E poi voglio levar fuori di prigione quel tuo poeta, Merope: e guai a lui se non canta tutta la nottata!...
Merope ride.
ZETO:
Ci farai morire dal ridere!
CISSIBIO:
Io muoio solamente a pensarci!
ENOPIONE,
gridando sempre più:
E quella notte stessa, allontanati i profani, mentre le baccanti compiranno la sacra orgia, io, allora, dinanzi agli occhi del dio, porrò sul tuo capo la mia vecchia corona, o Orione!
TUTTI:
Gloria! Gloria! Gloria al re di Chio!
MATUSIO,
segnando con ambe le mani il cielo e gridando:
Ve'! Ve'! Un'aquila!
Tutti taciono e guardano in alto.
ZETO,
rabbioso per non averla prima veduta:
È femmina....
MATUSIO:
O maschio o femmina, fissavi gli occhi, Orione, chè, apparsa in quest'istante, non può non esser d'ottimo presagio per il tuo regno!
Si leva ancora romore tra la gente. Matusio che non ha lasciato di guardare in alto:
Ecco! là, vedete! Un fagiano dorato va per la via dell'aquila! La ricchezza pioverà sull'isola sotto il tuo regno!
Nuovo silenzio e nuovo rumore tra la gente.
ENOPIONE,
ridendo:
Zeto! Questa volta ti tocca esser d'accordo per forza!
ZETO,
livido di rabbia:
Sebbene malamente, egli dice la verità!
MATUSIO,
che non ha cessato ancora di guardare il cielo tra il fogliame della foresta:
Un avvoltoio! duo! tre! quattro! Ecco!!
Ancora una volta tutti taciono e guardano maravigliati.
Si librano sopra il tuo capo, Orione!
ZETO:
Eh! son fratelli! ben intendo io quel che significano! Sono i figli maschi che io....
MATUSIO:
Ma che fratelli!... Si gettano al volo verso i quattro venti!... Così tu guiderai il tuo esercito, Orione, sulle isole e sulle terre che circondano Chio, ritornando da ogni parte vittorioso!
I SOLDATI:
La Guerra! la Guerra!
TUTTI:
Gloria!...
ENOPIONE:
Ah! Domale! Domale! Che gran cosa hai fatto a mandarmi qua!...