SCENA SECONDA.
MEROPE,
entrando da destra:
Oh! nutrice mia! aprimi le tue braccia....
Attaccandosi al collo della nutrice:
Il sole è già alto ormai.... e risplende per tutti.... soltanto per me è notte ancora!
Piange.
LA NUTRICE:
O dèi! che risento!... Ma questa è una frase del tuo poeta!... No, no! non piangere, bella Merope: pensa che quando poi verrà la notte e tutti staranno al buio.... allora quel sole che tu aspetti, starà alto per te solamente!
Cissibio ride, Merope sorride. Si ode Enopione ridere sgangheratamente dentro l'osteria.
CISSIBIO,
correndo subito verso lo schiavo che tiene la corba dei pampini:
Ecco il re! Schiavo! mano alla tua corba! lesto!
Inchinandosi.
Che la vite di Beozia distenda il suo mantello ai piedi del potente figlio di Bacco!
ENOPIONE,
traendosi, uno per mano, Zeto e Matusio accesi in volto e arruffati:
Ecco là.... ecco là!
Insegnando Merope:
Merope ha da decidere la vostra quistione!
MEROPE:
Io?!
CISSIBIO,
avvicinandosi:
Delicata quistione, certo!
LA NUTRICE:
Sentiamola!
MEROPE:
Ma, di che si tratta, padre mio?
ENOPIONE:
Si tratta dell'arte di fare figli maschi o femmine a piacere!
Tutti ridono.
Ambedue son d'accordo nel sostenere che la cosa è possibile....
ZETO e MATUSIO,
a un tempo:
Sicuramente!
ENOPIONE:
.... e ambedue sono d'accordo nel sostenere che dipende tutto dalla accortezza della donna!...
ZETO e MATUSIO,
a un tempo:
Sicurissimamente!
ENOPIONE:
.... ma dove non possono andar d'accordo....
ZETO e MATUSIO,
a un tempo:
Con un simile somaro!
Con una bestia come questa!
Merope raddoppia l'attenzione.
ENOPIONE,
scandendo le parole:
.... è nel modo.... di quell'accortezza!... Ora a te figlia: chi vuoi udire tu, di lor due?
MATUSIO:
Odi me.
ZETO:
Me odi, ch'io dico giusto.
MATUSIO:
Questi arzigogola col suo zuccone, e io ho studiato vent'anni in Caldea!
ZETO:
Di' su! quanti maschi hai fatto nascere?
MATUSIO:
Più di cento almeno!
ZETO:
Puff!... e io più di mille!
MEROPE:
Perchè gridate così, saggi miei? Io vi voglio udire tutti due.... e poi scegliere quel modo che più mi garberà!... Venite.
S'avvia verso destra circondata dalle moine dei due indovini.
LA NUTRICE,
accompagnandosi ai tre:
Anch'io voglio imparare!
ENOPIONE:
Sta qua, mio biondo Cissibio! A noi basta sapere con quali arti si invecchi il vino e si mantengano i troni.
MEROPE,
battendo rabbiosamente un piede in terra:
Ma perchè sempre tutti due a un tempo? Non potrò mai capir nulla!... Parli Matusio prima, e tu taci ora, Zeto!
A Zeto s'attacca la Nutrice avida di sapere.
MATUSIO,
trionfante, camminando lentamente sempre:
Dicevo dunque, o bellissima Merope, che bisogna prima di tutto sapere, come avvenga che l'uomo e la donna....
ENOPIONE:
Da bere!
CISSIBIO:
La tua tazza è qua.
ENOPIONE:
Bevo all'anfora!
Il Primo Schiavo porge l'anfora alla bocca del re, che, seduto, beve avidamente e lungamente.