SCENA TERZA.
Entrano da sinistra Ireo e Trochilo che portano, a fatica, il cinghiale cotto infilato allo spiedo, verso il trogolo.
MEROPE,
rispondendo alle premesse di Matusio:
Ma queste son tutte cose che so da un pezzo! Vieni al modo.... al modo.... presto!
Escono, seguiti da Zeto che parla alla nutrice.
IREO:
È veramente bella la sposa del mio Orione, non ti pare?... Ha negli occhi una così gran tenerezza, ch'io giurerei ch'ell'è più innocente d'una nidiata!
ENOPIONE,
allontanando finalmente l'anfora e asciugandosi la bocca con la sua rossa veste:
Oste! sai che a digiuno, questo tuo vino, è sincero néttare?
IREO,
inginocchiandosi con Trochilo:
Su queste zolle, un tempo, passò il carro risonante dell'eccelso padre tuo Bacco e della fiorente Arianna tua madre.... Di loro, non mio, è il merito!
ENOPIONE,
assumendo un'aria compiutamente regale:
Da loro ti venne la vite: ma a te spetta il merito della perfetta arte con cui lo preparasti. Oh! no! finchè Enopione avrà dritto il senno e sacro il culto della Giustizia, non potrà rimaner senza premio una così rara virtù!
IREO,
confuso:
Ma.... ma per un povero oste, come me....
ENOPIONE,
come meditando:
No.... no.... no.... no.... Ho trovato!... il luminoso colle Arvise!... la perla del mio regno, ti spetta!! Tu governerai sopra quella terra e sopra le sue genti in mio nome. Résomi un tributo di mille anfore all'anno, altra cura non avrai che far giustizia a tuo senno.... e tu potrai invecchiare felicemente e tranquillamente, poi che tali cariche, nel mio regno, sono a vita.
IREO,
ancora più confuso:
Ma.... come posso io.... meritare un governo?!..
ENOPIONE,
a Cissibio:
Pensa tu che vino saprà cavar costui dalla China Dorata, con l'arte sua!... Pensa! da quei chicchi che sembrano tanti soli.... ah! Cissibio!.... costui è capace di ridarci la giovinezza!... Uhm!... fremo di giusta ira se penso che ormai la vendemmia è fatta, e per quest'anno, bene o male, ci toccherà trangugiare le mille anfore che ci manderà quella bestia malnata di Ergasilo!!.. Ma il giorno stesso lieto, in cui riporremo il piede nella nostra alta reggia di Chio, io vo' che subito Ergasilo se ne vada e lasci ogni cosa nelle mani di costui!
IREO,
maravigliato e tremante:
Ecco.... se pur mi sia permesso.... dalla potenza tua.... mi sembra.... s'io non ho male udito.... che pur dianzi tu dicessi che tali cariche sono da te date per la durata della vita?
ENOPIONE:
Non devi temere! le mie parole son legge che nessuno può mutare!
Fa per andarsene.
IREO,
tremando ancor più:
Ergasilo.... allora.... dovrà anche rimanervi, fino a che non muoia....
ENOPIONE,
fermandosi:
È giusto quel che dici, Ireo: occorre, prima di tutto, tagliare la testa ad Ergasilo. A te questa cura, Cissibio!
Va verso l'osteria.
IREO,
scattando spaventato:
Ahimè! no, no! Non voglio!...
CISSIBIO,
facendolo tacere a forza:
Ma taci, pazzo! Esiste forse altra giustizia da quella del re?
IREO,
quasi piangendo:
Ma io.... son presso a morire.... e non ho ucciso mai nessuno.... da tanti anni che vivo....
ENOPIONE:
Cissibio!
Cissibio corre e insieme rientrano nell'osteria.
TROCHILO,
battendo subito la spalla d'Ireo:
E vorresti dare un calcio a così gran fortuna che ti capita?
IREO,
mentre Trochilo lo aiuta a levarsi:
Tu dici bene.... ma nell'Erebo.... io ho paura della vendetta....
TROCHILO:
L'avrai forse ucciso tu, o fatto uccidere per tua voglia? No!... dunque di che tremi?... E poi mi fu detto, che nelle città, tutte queste nostre paure di montanari non costumano.... E tu, quando tra poco, ti troverai ad esser governatore, crederesti mai di poterti guadagnare l'amore dei tuoi sudditi, senza farne ammazzare nessuno?
IREO,
che ha aiutato Trochilo a porre a modo il cinghiale, mentre s'incammina con lui per ritornare donde sono venuti:
Ma pure.... non si guidan le gregge.... senza bisogno di uccider pecore?
TROCHILO:
Questo succede perchè le pecore sono come noi schiavi: per cambiare idea basta che vedano il bastone. Ma gli uomini liberi.... quelli son cocciuti, padron mio! vedrai!... quelli bisogna ammazzarli perchè cambino idea!
IREO:
Tu credi così?
TROCHILO:
Lo so di certo!
Escono.
PRIMO SCHIAVO:
Non è stupido come pare quel servo!
SECONDO SCHIAVO:
Zitto!...
Stando un poco in ascolto, poi andando a corsa verso il fondo, seguito dagli altri:
Non vi pare.... da questa parte.... come un gran passo sulle foglie secche?