SCENA IV.
Aglae e Crìside.
Crìs. (entra vivissima e gaia, e corre ad abbracciare Aglae) Buon dì, cara Aglae!
Agl. (andandole incontro e baciandola) O mia buona Crìside!...
Crìs. Sempre lavori?...
Agl. Passo le ore.
Crìs. Ho incontrato il giovane Elèo che usciva correndo come un disperato verso porta Ippade, sulla via di Colòno!... (gesto vivo di Aglae) O aurea Venere! altro che quelli che corron lo stadio!...
Agl. È stato qui dianzi a cercar di Mènecle...
Crìs. Che? è andato a Colòno il tuo Mènecle oggi?
Agl. Oh no... ma... (sviando il discorso) ma che grazie dovrò dirti, o mia Crìside, del tuo dono sì caro e gentile? (va a prendere lo specchio) Ma sai che è bello! tanto bello! perfino adulatore!...
Crìs. Ah, nessuno ti adulerà più di quello che Venere ti ha adulato nel nascere... Tranne il cinto d'oro, tutti i suoi doni t'ha dato...[107] Così t'avesse dato... anche di meglio impiegarli...
Agl. (con affettuoso rimprovero) Crìside!...
Crìs. (maliziosa) Ma sai che questo specchio ha anche una virtù tutta sua?
Agl. Davvero?
Crìs. (scherzosa) Esso riflette anche ciò che non si vede: ti svela i più bei contrasti pittorici che mente d'artista possa immaginare...
Agl. (vivissima) Ah! sì! me ne sono accorta!
Crìs. (con aria di malizia affettuosa) Allora, sai ciò che esso dice in questo momento? Che il sorriso del tuo volto è come il rovescio della tua anima: l'uno vorrebb'essere sereno, come lo sguardo della dea, tua protettrice; l'altra è triste come l'occhio della Parca. È un filo di luce che non sa rompere la nuvola. Questo dice lo specchio, e... nevvero... Aglae, che lo specchio... indovina?
Agl. (dopo una pausa, voltando discorso) E... come sta tuo marito?
Crìs. Tuo fratello... bene... grazie agli dei... ma non è la rispo...
Agl. (interrompendo) E da un po' non si lascia vedere... perchè?
Crìs. Esce così di rado... È tanto occupato in casa...
Agl. Molte aringhe per clienti da stendere?... Molti affari dell'Eliea?...
Crìs. (esitante) Oh sì... molti affari! molti!... fin troppi...
Agl. E ti vuol bene sempre?
Crìs. Sì... almeno... me lo dice...
Agl. Ah...! quando te lo dice?
Crìs. (con accento ingenuo) Oh varie volte!... La mattina, per esempio, quando apro gli occhi, e prima che mi alzi... poi... mentre mi alzo e mentre le fantesche mi vestono... mentre mi pettinano... e quando offro alla dea le divozioni del mattino... o quelle del vespero... e poi... così... alla sera... quando mi corico... me lo ripete fino a che mi sono addormentata... e poi... quando dormo... nella notte... per isvegliarmi...
Agl. (con serietà scherzosa) Infatti... son varie volte. E... ti bastano?
Crìs. (comicamente ingenua) Sì... sì...
Agl. Ah... proprio...?
Crìs. Ecco... dirò... alle volte... lì al momento... mi pare quasi... sì... che siano come troppe!... Ma poi nel dirmelo (abbassando gli occhi con grazia sorridente ed ingenua) siccome cambia tanto la voce... me lo dice in tante maniere diverse... con negli occhi tante espressioni diverse... così mi pare sempre una cosa diversa... che... insomma... fa piacere...!
Agl. (scherzosamente seria) Ah, già! sicuro!... i discorsi variati piacciono sempre...
Crìs. Oh, sì... tanto! Perchè, sai, quando non sa più come dirmelo in prosa, così per cambiare... anche in versi me lo dice...
Agl. Ah!...
Crìs. L'altra sera aveva studiato tanto... e io, nella notte, tanto di muso!... la mattina, nello svegliarmi, ho trovato questo sotto all'origliere:
Studiai del Meònio le pagine
Per dirti d'amor nova idea:
Quai dolci parole, nell'isola,
Ulisse a Calipso dicea:
D'amore in che accenti Anadiòmene
Col frigio pastor favellò:...
Studiai del Meònio le pagine...
E... t'amo! altro dirti non so.
Frugato ho ne' canti d'Orfeo
Per dirti d'amor novo stile:
Com'egli, fra 'l pianto letèo,
Chiamasse la sposa gentile:...
Qual voce a' suoi cantici amanti
La selva e 'l leon trascinò:...
Frugato ho d'Orfeo tutti i canti...
E... t'amo! altro dirti non so.
L'ho chiesto di Saffo al lamento
E al vecchio dai brindisi d'oro:
Ognun rispondeami: lo sento...
Ma come insegnartelo... ignoro.
E frugo!... e altre immagini chiamo!...
Ah!... un lampo qui alfin balenò!
Ah!... eccola! eccola!... è: t'amo!...
(battendosi la fronte come chi trova un'idea)
La nova parola ch'io so.
(Mentre Crìside va leggendo questi versi da un biglietto che s'è tolto dallo stròfio, Aglae apre e sfoglia, come rileggendo distratta, il libro che stava leggendo prima).
Ti piacciono?
Agl. Sì...
Crìs. Che cos'hai lì? (guardando) Le Trachinie di Sofocle! Dejanira abbandonata!... Oh che brutti argomenti!...
Agl. (con serietà scherzosa) Ah, sì!... c'è meno varietà che ne' tuoi... E come dicevi... Fania dunque è tanto occupato... Sono queste le molte occupazioni...
Crìs. Già!... anche queste!
Agl. (comicamente seria) Tutto il tempo che avanza è per i clienti dell'Eliea...
Crìs. (comicamente ingenua) Oh, tutto!...
Agl. (c. s.) I clienti sono ben serviti. Sicchè, di quelle preziose notizie che ti dà tuo marito... tu non resti priva... se non quando esci di casa... come oggi...
Crìs. Oh no... mi verrà certo a momenti qui a raggiungere...[108]
Agl. Ah, bravo Fania!... e dimmi... (sorridente con gesto espressivo) quando...?...
Crìs. Oh, quello... (nasconde tra sorridente e vergognosa la faccia sulle spalle di Aglae) quello... vedi... c'è tempo... (vivamente ripigliando) Ma tu che mi fai tutte queste domande, non hai però ancora risposto alla mia. Cattiva! tu scherzi... ma a nasconderti alla tua Crìside non ci riesci...
Agl. Già... lo specchio...
Crìs. No, no, è inutile. Tu non sei allegra... non lo sei mai...
Agl. Io qui in casa non ho per distrarmi tutte quelle tali novità della giornata...
Crìs. E questo è il male! e qualcuno ne ha colpa; e un po' anche tu — oh sì, per Cerere, anche tu — che per distrarti non fai nulla! Stai sempre chiusa invisibile come la Pitonessa... L'altro mese nè alle feste Scire nè alle Targelie non t'han veduta... all'ultima gara delle tragedie neppure... in casa mia da un mese non metti piede...
Agl. Dovrei venire a disturbare i profondi studî letterari di tuo marito?
Crìs. (affettuosamente corrucciata) Aglae!... (Si sente di dentro la voce di Fania che domanda: È qui da Aglae?) (con gioia) Oh eccolo! la sua voce!
Agl. (con serietà canzonatoria) È un pezzo che non vi vedete?
Crìs. Oh, è già quasi da un quarto d'ora!... (accorgendosi dal volto di Aglae dell'intenzione motteggiatrice) Cattiva!...