MASTRO SPAGHI
I.
Mastro Spaghi era il boia—della città d'Urbino.
Contava cinquant'anni;—era smilzo e piccino;
Era calvo; il suo cranio,—da lontano, pareva
Una palla di vetro.—Sul petto gli cadeva
Una candida barba.—Avea gli occhi profondi,
L'orbite cavernose,—i pomelli rotondi
E violetti, le labbra—grosse e larghe.
Campava
Tirando il collo agli altri.
* * * * *
—La forca prosperava
Nell'Evo Medio!
Oh! Quelli—eran tempi bëati!
Nè i maggiori colpevoli—erano gli appiccati!
I furbi ed i potenti—facevano man bassa,
Come chi taglia spiche,—sui capi della massa.
Le tanaglie e l'eculeo,—le scuri ed i capestri
Fiorivan dappertutto.
—Perciò v'eran maestri
Nell'arte del carnefice!
—A Roma avea gran nome
Un boia, che sapeva—dal calcagno alle chiome
Tanagliare una vittima,—senza farla spirare.
La Santa Inquisizione—avea fatto educare
Molti allievi alla scuola—di cotanto maestro.
In quanto a mastro Spaghi—s'era dato al capestro.
* * * * *
Perchè vi spaventate,—o lettori cortesi,
S'io parlo di carnefici?
—Il nome lor lo appresi
Nella storia dei popoli,—in cui tengon gran parte,
Il dire mastro Spaghi—o il dire Bonaparte
Per me suona lo stesso.—Ammazzare al dettaglio
O in partita, gli è sempre—ammazzare.
Il barbaglio
Della gloria e del genio—pel filosofo è nulla!
Chè, sfrondati gli allori,—v'è la campagna brulla;
V'è la campagna brulla,—tutta a macchie di sangue;
Ove il forte sogghigna;—ove il debole langue;
Ove stanno i carnefici—e le vittime.
Evvia!
Perchè mai vi spaventa—questa novella mia?
Converrebbe abolire—la storia ed i cannoni
Per non parlar di boia!
—Abolirli?… Illusioni
D'anime semplicette!
—Togliam le guerre e il boia,
E impossibile è il dramma,—e morirem di noia!
L'umanità è un malato—che di salassi ha d'uopo!
Ma finiran le guerre—e i carnefici!…
E dopo?
Che faranno i mortali?—Quali saranno i temi
Degli umani discorsi—degli umani pöemi?
Saran la fede immensa;—l'amore universale;
I viaggi nell'aria,—e l'assenza del male;
Del male, che pei posteri—sarà l'egual chimera
Di quel che è il ben per noi!
—E s'anco fosse vera
Questa ideal famiglia—degli umani (fra mille
Miliardi di secoli)—figgiamo le pupille
Ancor più innanzi…
Il cèrebro—Mormora ancora: "E poi?…"
Siam daccapo alla noia!