SCENA SECONDA.

Simonetto, correndo verso la sorella.

Sorella mia! Sei tu! Di dove

vieni? Sei stata, fino ad ora nella

mia stanza?

Gigliola.

Sì.

Simonetto, sotto voce.

Si sentiva gridare

ancora?

Donna Aldegrina.

Sai, Gigliola? Simonetto

vuol ritornare a Cappadòcia.

Simonetto.

E tu

con me.

Gigliola.

Sì, caro.

Simonetto.

Domani.

Gigliola.

Bisogna

che prima ti rinforzi un poco. È troppo

disagiato il viaggio.

Simonetto.

Il mulo ha l'ambio

dolce.

Gigliola.

Tutti i torrenti

ora fanno rapina ai monti.

Simonetto.

Allora

tu mi prendi con te nella tua stanza

per queste notti, come m'hai promesso.

È vero?

Gigliola.

Sì, sì, caro.

Ella gli prende il capo tra le mani e lo bacia.

Simonetto.

Che mani fredde! Bada,

non t'ammalare anche tu come me.

Gigliola.

No. Me le son lavate

nell'acqua diaccia or ora.

Simonetto, guardandole le mani.

Hai su le dita

le macchie, che non se ne vanno... Tutte,

è vero? le hai gettate

dalla finestra: tutte quelle polveri

e quelle acquette! Nonna, sai? Gigliola

ha tolto via tutte le medicine,

non vuol più ch'io ne prenda.

Gigliola.

Erano troppe

e troppo amare...

Simonetto.

Oh sì!

Gigliola.

Non ti giovavano.

Donna Aldegrina.

Veramente, Gigliola?

Gigliola.

Erano guaste.

Bisognava gettarle.

Simonetto.

E le guardava contro luce a una

a una, e le agitava

e le versava a gocce

nel cavo della mano, e le fiutava

alla maniera degli speziali...

Egli ride d'un riso fievole.

Se tu l'avessi vista, nonna! Sa

le ricette Gigliola, sa le dosi

e le misture, tutto sa.

Gigliola.

È vero;

tutto so.

Simonetto.

Tu guariscimi, sorella!

Non mi lasciare mai.

Gigliola.

No, caro, caro!

Ella lo stringe a sè, lo accarezza, quasi materna.

Simonetto.

Benedetta, ritrova

quel paravento vecchio della China

figurato di tutte quelle giunche

con le vele di stuoia ed i pennoni

lunghi (sorella, non te ne ricordi?)

dove facemmo tanti bei viaggi

per tanti mari e porti

prima d'addormentarci...

Ritrovalo, nutrice;

e rimettilo al posto, tra i due letti,

là nella stanza verde. Vuoi, Gigliola?