IV. NUOVI MOTIVI DI AGITAZIONE E STUPORE.

Rimaste sole le due donne si trovarono per dir vero sollevate di un gran peso e di conserto ringraziarono il cielo nella fiducia che un tal fatto non avrebbe conseguenze peggiori. Ma non ebbero il tempo di abbandonarsi fra loro a que’ parlari cui siamo soliti dopo essere stati spettatori ed attori d’uno strano avvenimento perchè non tardò ad arrivare Luigi. Mise un’esclamazione di gioia la Maria, tanto più che le sembrò scorgere in esso una cera più allegra di quella con cui l’aveva lasciata.

— Perchè non siete arrivato un po’ prima? — gli disse la Concezione. — Ci avreste trovate....

— Un affare di grande premura — rispose Luigi interrompendo il discorso alla nudrice — mi ha trattenuto, al certo contra ogni mia voglia. Mi stava troppo a cuore che la mia cara Maria non mi credesse dimentico delle mie promesse. Sì, mia diletta, le ricordo sempre e spero finalmente non lontano il momento in cui io non abbia a distrarre un solo istante i miei pensieri da voi.

— Se ciò è — rispose la Maria — non v’è sagrifizio passeggiero ch’io non veda compensato da una sì bella speranza.

— Bisogna bene — soggiunse la Concezione — che i vostri pensieri sieno gravi assai se non vi hanno dato il tempo nemmen di ascoltare quelli che hanno agitate noi povere donne.

— Oh Dio! che cosa è stato? — chiese ansiosamente Luigi.

— Nient’altro se non che abbiamo avuto qui l’uomo dalla mala guardatura! — fu presta a rispondere la Concezione.

— Come? — domandò Luigi con uno stupore che sentiva d’atterrimento.

— Cioè — soggiunse sorridendo la Maria — l’uomo cui attribuiva questa leggiadra prerogativa l’astrologa. Vi ricordate bene il racconto che vi ho fatto ier sera?

— Proseguite! proseguite! — disse Luigi con una voce che potea credersi fatta tremante dalla sola idea di disturbi, qualunque ne fosse la natura, sofferti dall’arbitra del suo cuore.

— Ma il mal occhio — continuava tuttavia sorridente la Maria — quel poveretto non lo ha fatto a noi che abbiamo saldato il tutto con un po’ di timore. Glielo hanno piuttosto fatto i suoi persecutori dai quali si è campato a stento rifuggendosi in casa mia mal concio dalle ferite ed in uno stato che bisognava non aver cuore per non sentirne pietà.

— Non comprendo — diceva Luigi pallido in volto e con una confusione che continuava ad apparire bastantemente giustificata dalla spiacevole stranezza del caso in cui la Maria si era trovata — non comprendo...... perchè nessuno mi ha detto che gli aggressori si fossero vôlti da questa banda...

— Ma non vi parlo d’aggressori; l’uomo rifuggitosi qui lo avrei detto piuttosto assalito che assalitore — la Maria soggiugneva.

— Per dir la verità poteva essere più la seconda cosa che la prima; era carico d’armi!

— Se non gli ho veduto altr’arma che un moschetto! ma cara Concezione!....

— Per altra parte io non ho dato ordini.... forse uno de’ miei aiutanti.... — susurrava a fior di labbro Luigi.

Tra le interruzioni che non potea starsi dall’intromettere Luigi, il quale si mostrava affannato forse più che le narratrici nol fossero, e tra quelle che per forza del suo carattere andava introducendo la Concezione, fu terminato dalla Maria più placida in aspetto degli altri il racconto dell’avvenimento di cui siamo stati or or testimoni.

Luigi allora rimase sì tacito, sì sopra pensieri che giustificò questa inchiesta della Maria:

— Ma dove sei or con la mente, Luigi? Io di questo fatto omai non me ne ricordo più. Tu dovresti esser contento poichè vedi che non me ne è venuto alcun danno. Perchè non ripigli quella giocondità che mostravi appena giunto?

— Mia cara, puoi immaginarti s’io non goda al vedere che non ti è occorso nulla di sinistro, s’io non ammiri la tua intrepidezza; ma il sapere che questa è stata posta a tal prova... poi.... tu lo vedi, il grado che occupo nelle milizie non mi permette di starmi dal far ricerche su ciò che sento ora accaduto. Più presto ch’io lo potrò sarò nuovamente da te. Maria! — e qui mise un sospiro e la voce di lui prese un accento soavemente patetico mentre baciandole con tenerezza la mano continuava: — Ah Maria! tu sei un angelo del paradiso! — e fu in un subito fuor della stanza.

— Sono un angelo del paradiso, e mi fugge via più che se fossi un demonio dell’inferno! Che ne pensi, Concezione?

— Ma, cara mia, egli ti ha pur data una ragione della sua istantanea partenza.

— Sì, ma non arrivo a spiegare a me stessa la confusione che dominava ne’ suoi discorsi e che appannava, per così esprimermi, gli accenti della sua tenerezza. Il solo momento in cui mi è sembrato leggergli negli occhi e nella fisonomia la forza del solo amore è stato quando mi ha lasciata. Ah sono ben infelice! —

La Concezione le avrebbe pur ripetuto volentieri che tutto le derivava dall’aver voluto farsi astrologar dalla zingara; ma vedea troppo reale il dolore della Maria per non temere di tribolarla di più, oltrechè era nata in lei stessa un’altra paura.

— È vero — ella pensava; — si scorgeva più la confusione che l’amore in que’ suoi discorsi. Parea che non vedesse l’ora d’andarsene. C’è mai pericolo ch’io mi sia ingannata nel credere Luigi innamorato da vero di lei e ch’io l’abbia innocentemente tratta a perdizione mantenendola in questo errore? Ah, Signore! non lo permettete! —

Povero Luigi! che torto gli si facea!