XIII.
"Al signor Andrea Martinengo, Capitano d'artiglieria, 8º reggimento, 2º Corpo d'armata.
"Ferrara per la Mèsola.
"Non le posso scrivere altro che due righe sole e molto in fretta per mandarle, come le ho promesso, il mio indirizzo. Siamo arrivati ieri (ma son già stata alla posta e sono contenta) e il quartierino che abbiamo preso in affitto è ancora sossopra e orribile a vedersi con quell'aria antipatica e insopportabilmente borghese delle camere ammobiliate! Ma per altro è vicino alla spiaggia, e la vista è stupenda. In due o tre giorni spero ridurlo bene. Il salotto ha poi un piccolo terrazzo, e quando lo avrò assettato a modo mio con tutti i ritratti che ho portato da Villagardiana, e con tutti i miei bibelots (non ricordo come si dice in italiano) sarà grazioso assai.
"Povera Villagardiana!... Non la rivedrò più!...
"Certo, non potrebbe figurarsi in che stato mi trovo in questi giorni. Tutta sossopra anch'io, come il mio quartierino, ma non mi sarà tanto facile di assettarmi. Io stessa non mi riconosco più; sono un'altra donna. La marchesa di Collalto è sparita: non è rimasta che la povera Angelica.... La sua Angelica... (sempre—sempre—finchè vorrà lei!). Anche in mezzo allo sbalordimento, ciò che mi agita e mi preoccupa di più sono le notizie della guerra; e non mi lasciano quasi nè il tempo, nè la testa da pensare a tutto il resto. Mi sento come intronata....—E poi tutto è successo in un modo così improvviso e precipitoso, che mi par ancora di sognare. Ricordo solamente che quando partimmo da Villagardiana piangevano tutti.... La moglie e la figlia del fattore, parevano poi come matte: io ho voluto che mi abbracciassero, povere donne! Il giardiniere, si figuri, non è stato buono di dirmi nemmeno una parola... ma mi ha riempita tutta la carrozza di fiori...—i miei fiori di Villagardiana!—e ha detto alla Mary che voleva licenziarsi, perchè senza i suoi padroni non avrebbe più potuto vedersi in que' luoghi.
"Quanto a me, se le dicessi... devo proprio dirle tutto, Andrea? Se le dicessi che... è strano... ma tutti questi cambiamenti, non mi hanno fatto il senso che dovevano farmi. Non so perchè, ma tante sventure mi hanno resa più tranquilla, per un altro verso. In fine si ha il diritto di vivere!... Non è vero, Andrea?... E poi posso piangere liberamente; posso essere triste; non devo fingere un'allegria che non provo, una tranquillità che non ho. E questo è già un bene, un gran bene, che non sapevo di trovare nel mio nuovo stato. Tutti credono che io sia malinconica e nervosa per una ragione sola; ma invece... ce n'è un'altra.... Un'altra che....—Tanto se non l'indovina, Andrea, è proprio inutile che le dica di più.
"Oggi per altro, sono assai più calma. Ho letto i giornali (pensi, Andrea, che cosa sono giunta a fare!) e dicono che forse da noi non ci sarà nemmeno la guerra, perchè l'Austria abbandonerà il Veneto, volendo concentrare tutte le sue forze contro la Prussia. Sarà vero, mio Dio?... intanto questa speranza mi fa essere quasi contenta. Vedendomi un po' serena, mi dicono che sono una donna forte. Sono i primi complimenti che ricevo; e mi hanno fatto diventar rossa rossa, perchè proprio non li merito!...
"Com'è bella Santa Margherita Ligure, e come mi fa piacere ch'ella ci sia stato! Così, mi può vedere, non è vero, a Santa Margherita Ligure? Mi vede alla Cascatella, allo scoglio della Immacolata, a Villa Tarsia?...—Com'è bella Villa Tarsia!
"Mi dica per altro se a Santa Margherita c'è stato solo. Si ricordi che voglio saperlo. E poi questo soggiorno mi piace anche perchè non si vedono tutti quegli inglesi, uggiosi e antipatici, tutti colla stessa faccia di cartapesta, che guastano tanto la bellezza di San Remo e di Nizza riducendo quella riviera come un gran giardino d'hôtel; gente intenta, che consulta il Baedecker anche per guardare il tramonto, o il levar del sole!
"Vedesse... ma già li ha veduti, e non è vero che sono meravigliosi i tramonti di questi paesi?...—Avesse visto ieri sera che cosa è stato di bello!...—Bello per me, perchè appunto non era quello che si usa dire un bel tramonto. Ma mi piaceva di più! Mi piaceva tanto!... Il cielo aveva una striscia... ma proprio come un bel nastro d'oro; il resto tutto bleu cupo. Il mare nero, furioso; e sulla spiaggia un branco di pecore, che correvano spaventate!... Ho pensato che sarebbe piaciuto molto anche a lei. Io non posso descriverlo e poi... ho sempre paura di scrivere sciocchezze (e loro signori delle armi dotte, devono essere un pochino pedanti), ma mi ha fatto tanto, tanto pensare!...—Ci sono anche gli ulivi. Gli ulivi come a Villagardiana! (E la Casina delle Romilie, si rammenta?) A me piacciono tanto gli ulivi: sembrano figure vive. Che contrasto fra quei tronchi enormi, contorti, tormentati in mille guise, straziati, si direbbe, dal dolore, e quelle foglioline pallide e gentili!
"Ed io guardando il mare, il cielo, i miei fiori di Villagardiana (sono ancora belli: si conservano belli, poveri fiori, per farmi l'ultima festa) sento un nome salirmi dal cuore alle labbra, e riempirmi gli occhi di lacrime. Lacrime non più di dolore, ma di tenerezza, di beatitudine: Andrea, Andrea.
"Quante volte, in un giorno, dirò Andrea? È più forte di me... e quando guardo il mare, il cielo, i miei poveri fiori devo dire... no, non dico Andrea, ma mi esce dall'anima inconsapevole, come un sospiro.
"Sa? Vuol ridere? Le prime volte che scrivevo Andrea, mi sentivo diventar rossa rossa.... Ma adesso non mi succede più: Andrea, Andrea, Andrea, Andrea!
"Stefanuccio è stato molto buono in questi giorni. Qui poi ha trovato altri ragazzi coi quali ha subito fatto amicizia; e si mostra molto meno salvatico che a Villagardiana. Io ho ricominciato oggi stesso le mie lezioni. Lo fo leggere, e gl'insegno a scrivere. E, guardi combinazione: la lettera che scrive meglio è l'A grande. Ma sarà perchè è la prima dell'alfabeto... la prima che ha imparata, non è vero?
"Adesso bisogna proprio che finisca: è già tardi; o mi chiamano giù, alla spiaggia. Poi bisognerà trovar il modo di correre alla posta!... È qui vicino. Che vergogna ieri, quando ci sono andata a prendere la sua lettera. Era la prima volta, pensi, che andavo alla posta! Tremavo tutta!... devo essere diventata di mille colori.... Non ho avuto il coraggio di dire il mio nome; ho mostrato il biglietto di visita. Ma è una donna qui che dispensa le lettere (una donnina giovane, con una bella faccia da buona) e ciò mi ha dato coraggio. Poi, c'era la sua lettera (l'ho veduta subito nella casellina!) e non ho pensato più ad altro.—Com'è stato buono di scrivermi! Così ho cominciato la mia vita a Santa Margherita con lei.... La prima lettera ricevuta qui è stata la sua: la prima scritta da me è questa... per lei.
"Bisogna proprio che finisca. Le scriverò più spesso che potrò... sempre!... Il più difficile sarà l'uscire per impostare le lettere, e per andarle a prendere. Sapesse che diplomazia mi ci vuole, per uscir sola!
"Sempre Andrea, sempre."
"Riapro la lettera, perchè avevo dimenticato l'indirizzo. Per ora, scriva sempre al mio nome, ferma in posta. Ma mi scriva almeno tutti i giorni, e più a lungo. L'ultima lettera era di cinque pagine sole, e scrive così largo che bastano due parole per riempire una riga!
"Io non posso vederlo lei alla Mèsola; sapesse come mi rincresce di non esserci mai stata!... Dev'essere un bel posto, per altro. È così un bel nome: la Mèsola! E poi... non so figurarmi che possa esser brutto un paese dov'è lei!...
"Bisogna che finisca. Sempre! Sempre!
"Mi dica il nome dei suoi cavalli, e che cosa fa la sera alla Mèsola. Si ricordi che voglio saperlo!"