SCENA NONA.
Ferdinando, Cocle, Müller, Holtmann, 2º Ufficiale, Gaetano, Carmine, Agnese. Nel giardino Servi, Contadini, e Soldati.
Ferdinando al Cocle.
Monsignore, vi bacio le mani, e umilmente mi prostro, implorando indulgenza e perdono.
Cocle.
Non a me, ma al Signore, che rappresento, per suo volere, sebbene indegno!
sollevandolo.
Io sono. Maestà, il più devoto e sottomesso dei vostri sudditi!
impartisce in giro un'altra benedizione.
Tutti si alzano e si allontanano, meno il Müller, il tenente Holtmann e il 2º ufficiale.
Cocle a Ferdinando.
La buona e savia Regina?
Ferdinando.
Teresa sta à letto, e se raccomanda a vuie, Monsignò, perchè possa ottenere 'a grazia dalla Madonna del Parto, la venerata Schiavotella di Pozzuoli, tanto miracolosa!
Cocle.
Per sua Maestà, rifulgente delle più belle virtù e veramente Pia Regina, noi abbiamo sempre ottenuto specialissime grazie dalla infinita bontà del Signore. Egli ha voluto manifestare il suo pieno aggradimento, per questa vostra seconda unione santificandola con la fecondità, che dà tanta gioia e sicurezza alla vostra casa.
Ferdinando.
Volete, Monsignore?... Su... nelle vostre camere?...
Cocle.
No, no, mai! Non vi deve recare il benché minimo disagio la mia povera persona. Ovunque si trova il Re e la reggia, ovunque si trova un ministro del Signore, è la chiesa...
Ferdinando a Müller.
Come gli altri giorni, nessuno può avvicinarsi: nemmeno Sua Altezza il principe Francesco!
Müller saluta militarmente; parla con i due ufficiali, che manda uno a destra e l'altro a sinistra, poi richiude i battenti.