SCENA III.

Luigi, Niccolino e DETTI.

ISABELLA

(di dentro) Oh che bella improvvisata! — Ho parlato di lei, tanto quanto colla signorina!

MAESTRO

(fa un movimento di mesta contrarietà perchè non è il vino del Cimozza).

ISABELLA

Quella sera, si ricorda? aveva promesso di venirla a trovare, invece, fu vano il desio! (entrano tutti — Luigi sempre eguale e Niccolino coi baffetti e con un'aria d'importanza).

LUIGI

Mah! sono stato legatissimo, a Roma.

ISABELLA

A Roma? — C'è la Sonnambula colla Donadio?

MAESTRO

Al Costanzi: e al Valle la Judich: oh, deliziosissima!

ISABELLA

Permettano, signori, che io faccia la presentazione del maestro Costantini, mio marito.

MAESTRO

(levandosi il cappello con gravità solenne) Onoratissimo di ricevere la loro bella visita... nella mia famiglia!

ISABELLA

(continuando la presentazione) Il signore... il nome non lo ricordo più, ma fa lo stesso. Sono amici della signorina.

MAESTRO

Onoratissimo (accennando alla gola, domanda il permesso di mettersi il cappello) Soffro... facilmente.

LUIGI

Faccia, faccia pure. Quell'organo prezioso, merita tutti i riguardi.

MAESTRO

Verissimo! (si copre).

NICCOLINO

(a Luigi, indicando Isabella) Non c'è male.

LUIGI

Cerchiamo di condurle al Dal Verme, poi si vedrà!

ISABELLA

(indicando il canapè) Ma prego, signori, si accomodino senza complimenti. (getta via lo strofinaccio che trova sul canapè) Quella mia cameriera è tanto disordinata; (sforzandosi per essere disinvolta, signorilmente) Favoriscano, prego: tanto quanto non mi vorranno levare l'incomodo finchè non torna la signorina!

MAESTRO

(nel frattempo, senza essere visto, avrà nascosto lo zampone e gli asparagi sotto il mantello: levandosi il cappello con gran dignità) Ho una lezione al Continental... una gran dama straniera...

LUIGI

Ma si figuri, non deve far complimenti, egregio signor Maestro!

MAESTRO

(c. s.) Allora... rimangano... colla mia signora.

LUIGI

Faccia pure! (scambio di saluti. Il Maestro va via. Isabella prende Don Luigi per mano e lo conduce verso il canapè e lo fa sedere).

ISABELLA

Lì!

LUIGI

(la tira giù a sedere, imitandola) Qui!

ISABELLA

(indicando Niccolino) Anche il suo amico!

LUIGI

Anche lui! C'è posto per tutti! — Senta, signora Isabella: noi siamo venuti qui con un grande progetto!

NICCOLINO

Stasera si va al Dal Verme (si riscalda un po' perchè l'Isabella non gli dispiace).

ISABELLA

A sentire la Dobrinsky? Bel divertimento!

NICCOLINO

Si ride.

LUIGI

E poi c'è il ballo! Prendiamo un palco: lei e la signora Dori si trovano là; io verrò più tardi, (con serietà ad Isabella) appena sarò libero. Ho la noia di un pranzo ufficiale.

ISABELLA

Tanto presto non potrei venire nemmeno io, perchè noi pure, oggi, abbiamo a pranzo il cavalier Cimozza. Non l'ha mai sentito? Canta sempre in Russia! è grande amico dello Czar!

LUIGI

Allora restiamo intesi così, e lei lo dice a nome nostro anche alla signorina.

ISABELLA

La signorina? (si fa seria e sospira) sarà difficile!

LUIGI

Cerchi lei di persuaderla. Le dica che il marchese Nicola è arrivato da Parigi...

ISABELLA

(interrompendolo vivamente) Il marchese Nicola? Niccolino? — Allora è lei il Niccolino della signorina?

NICCOLINO

Io?

ISABELLA

Il promesso sposo, volevo dire?

NICCOLINO

(con impeto) Promesso sposo?

ISABELLA

Insomma, quello che la voleva sposare: Edoardo, mi ha detto tutto. — Edoardo, quello che veniva alla sua villa a dare lezione di pianoforte alla sua sorellina!

NICCOLINO

(seccato) Che sorellina? Io non ho nè sorelline nè fratellini!

ISABELLA

Ah, come sarà felice quel caro angelo quando ritorna a casa! Non ha fatto altro che pensare a lei, ed aspettarlo colle lagrime e coi sospiri! Perchè non ha risposto alle sue lettere?

LUIGI

(guardando Niccolino, significativamente) Ti aveva scritto?

NICCOLINO

Io non ho mai ricevuto lettere...

ISABELLA

Tre; almeno tre le ho impostate io! — Bravo; è un uomo di cuore e di onore: così mi piace. Io poi le posso assicurare che la signorina ha sempre tenuto una condotta modello: può domandarlo anche al signor Domenico, il nostro portinaio. È vero che in casa nostra, col maestro Costantini, non si scherza!

LUIGI

Hai capito, Niccolino?

NICCOLINO

(seccato e inquieto) Ma io non so niente! È una combinazione: è stato lui; mi ha detto che la signorina Dori... (Luigi gli fa un segno: Niccolino s'interrompe):

ISABELLA

Non faccia misteri con me; il cuore lo conosco e lo compatisco. Io e il maestro abbiamo fatto un'immensità di sacrifici, prima di tutto perchè le vogliamo un bene dell'altro mondo e poi, un talento, una voce!... come la mia, prima che facessi la bronchite: toccavo il sì, appena aprivo bocca! (scampanellata) Eccola, tanto quanto appena nominata! — Che giubilo per quell'anima benedetta!... Si nascondino, si nascondino in fondo che le facciamo un'improvvisata (Isabella cerca la chiave, poi esce).

LUIGI

(piano e rapidamente a Niccolino) Non mi hai detto la verità? L'hai riveduta ancora, dopo che tua madre l'ha licenziata?

NICCOLINO

No, te lo assicuro!

LUIGI

Allora sta attento, Niccolino: io credevo una cosa... molto diversa! Altro che andare a cena: se ti agguantano, non te ne liberi più!

NICCOLINO

(vivamente) Sei stato tu a seccarmi!

LUIGI

L'avevo vista in giro colla signora Isabella; era molto carina e dopo tre mesi di pensione dai Costantini la credevo... educatissima.

NICCOLINO

Andiamo via!

LUIGI

Non conviene, così, su' due piedi.

ISABELLA

(di dentro) Venga, venga a vedere signorina; e aspetti ad infuriarsi!