SCENA IV.

Dorina e DETTI.

DORINA

(turbata, irritatissima, senza vedere nè Luigi nè Niccolino) Il maestro e... e anche lei sapeva tutto!... perchè mi ha lasciata andare?

ISABELLA

La nostra delicatezza, capirà, non si voleva influire! Ma su allegri: il sogno delle maschere, signorina!

DORINA

Lei sapeva tutto!

ISABELLA

(interrompendola) Improvvisata 37, amore 49, arrivo inaspettato 15; (voltandola verso Niccolino) Guardi che bel terno!

DORINA

Oh! (gli corre incontro con uno slancio, poi si ferma timida, arrossendo) Signor marchese... (gli dà la mano) Come sono contenta!

ISABELLA

È confusa, palpitante. (prende la mano di Luigi e la preme sul cuore) Senta come anche a me certe cose... — Come batte! — Sente? — tum, tum, tum!

LUIGI

Sento!

DORINA

Grazie!... in questo momento... dopo che... (ha un brivido di ribrezzo) Grazie!... Grazie!...

ISABELLA

È appena arrivato, fresco fresco; è arrivato l'altra sera.

LUIGI

(per venire in aiuto di Niccolino) Ha viaggiato molto, e si è divertito moltissimo. Ha passato sei mesi a Parigi, tre mesi a Londra, poi Montecarlo. Vede come s'è cambiato? Non è più il nostro Niccolino di una volta; adesso è diventato un viveur di primo ordine; socio del Jokey-Club.

DORINA

(senza badare a Luigi, ancora tutta animata e confusa) E le mie lettere?... Quando le ha ricevute?

NICCOLINO

Non ho mai ricevuto niente.

ISABELLA

Tre quattro le ho impostate io!

DORINA

(colpita) Ma allora, come ha fatto a sapere che io ero a Milano?

NICCOLINO

Me lo ha detto Luigi... ieri, a colazione.

DORINA

(sempre più colpita, e con un'altra espressione) È stato molto buono, Don Luigi!

LUIGI

(tra sè) Ancora più carina. — Troppo carina!

NICCOLINO

Già: Luigi mi ha detto che lei era qui, in pensione, a studiare il canto per andare sul teatro e... siccome mi fermo un paio di giorni, si voleva combinare... si voleva passare la serata insieme.

DORINA

(rimane scossa vivamente dal tono e dalle parole di Niccolino) Ma...

ISABELLA

Al Dal Verme!

DORINA

(pallida, guarda fissamente Niccolino per studiarlo, per capirlo bene).

NICCOLINO

(a Dorina, come per accomiatarsi) Allora dunque... possiamo sperare?

DORINA

(ha un impeto d'angoscia: poi frenandosi) Vorrei mi fosse compiacente, signor Marchese: due parole sole.

LUIGI

(fa un cenno significativo a Niccolino come per dirgli: «attento, sei preso»).

NICCOLINO

(ha capito - forte, a Luigi) Allora con te... per quell'appuntamento coll'avvocato?

ISABELLA

Ne approfitto tanto quanto per andare a fare un pochetto di toilette!

DORINA

(teme che Niccolino vada via).

LUIGI

(carezzevole) Sì... lo lascio qui; (tra sè) ma tornerò per portarlo via! (forte) Già che sono a due passi, vado a fissare il palco per stasera, poi (a Niccolino) torno a prenderti per andare insieme dall'avvocato (guarda il suo orologio e fa un moto come per dire che è tardi) il tempo vola; sicuro! (sospira) Anch'io ho la conferenza di un mio collega sulla politica estera.

ISABELLA

(a Luigi) Allora se torna a prendere il suo amico non lo saluto nemmeno!

LUIGI

Benissimo. (la saluta colla mano, sorridendo; Isabella va via) (tra sè) Genere nazionale, ma simpatico! (a Niccolino) Dunque vado e torno. (avvicinandosi a Dorina, che si è seduta sul canapè la guarda e fa capire che gli piace: fra sè) Carina assai!... Tornerò (a Niccolino) Giudizio, bimbo mio (via).