NOTA CIRCA ALL’ATTO DI PROMISSIONE TRA I CONSOLI DI FIRENZE E GLI UOMINI DI POGNA.

(Vedi pag. [10].)

Nel Capitolo II ho scritto non doversi tener conto di un instrumento pel quale tra i Consoli di Firenze e gli abitanti del castello di Pogna in Valdelsa si sarebbero fatte certe promissioni; e in nota ho accennato alla falsità di quel documento, di cui il giovane Ammirato si era valso in un’aggiunta alla Storia del vecchio Scipione. Dopo avere scritto, mi è venuto fatto di sapere come il documento non è altrimenti falso e che solo per errore di data fu da quello Storico riferito all’anno 1102. Esso si trova a c. 74 t. del Registro XXVI dei Capitoli del Comune di Firenze. La Direzione dell’Archivio di Stato, da cui ebbi la notizia, si è pure occupata di veder bene la cosa; ed è chiaro per l’esame fatto, che il documento deve riportarsi al 1182, ossia al marzo del 1181 secondo lo stile fiorentino.

Il notaro che si roga di quell’instrumento è un Bernardo, il cui nome ricorre parimente in due instrumenti dei Conti Alberti, relativi a Pogna, Semifonte e Certaldo, e che hanno la data del novembre 1184. L’instrumento è dato il giorno quarto non. martii, indictione quintadecima; ma l’indizione XV corrisponde non al 1102, ma al 1182 stile comune. A queste due evidenti ragioni possiamo aggiungere, che il notaro Iacopo, cui dobbiamo la copia del documento (fatta senza dubbio nella seconda metà del secolo XIII), non è stato così diligente copista da non aver bisogno che nello stesso documento egli medesimo correggesse i propri errori. Uno dei quali, da lui non avvertito, fu appunto quello di omettere nella data millesimo centesimo primo la parola octuagesimo. — Nel Registro XXIX della stessa serie de’ Capitoli, a c. 79 t., è un’altra copia del medesimo instrumento, fatta sul cadere dello stesso secolo, da un Belcaro, che dice di averla tratta dalla copia del notaro Iacopo, il cui errore nella data fu trascritto fedelmente.

Fine del Tomo Primo.