P.

Pacioli fra Luca, B 438.

Padova (da) Monfiorito. Potestà di Firenze, A 103, 104.

Pagnini Giovanfrancesco. Suo libro sulla Decima, ricordato, B 141.

Palagio del Popolo, residenza della Signoria. Sua fondazione, A 104. Edificato da Arnolfo, 179. Allagato da una piena d’Arno, 209. Rifornito di vasellami e d’arazzi, e sgombratone il cortile, B 321. Lapide postavi sulla porta, C 220. Guardato da soldati tedeschi dopo l’Assedio e la resa della città, 312.

Paleologo Giovanni. Viene al Concilio di Firenze, B 258, 259. Privilegi da lui concessi ai Priori e alla Repubblica, 259. — Ved. Peruzzi.

Palmieri Matteo. Sue opere, B 434.

Panciatichi famiglia. Fautori de’ Medici, C 73, 260 — Ved. Cancellieri.

Panciatichi Gualtieri. Confinato, B 342.

Pandette. Quando recate in Firenze, B 116, 117.

Pandolfini Agnolo. Firma un atto di lega tra la Repubblica e Ladislao re di Napoli, B 133. Si oppone al consiglio di muover guerra al Signore di Lucca, 186. Dei Dieci della guerra, 188. Dissuade Palla Strozzi dal recarsi armato in aiuto di Rinaldo degli Albizzi, 222. Si ritira in villa, 247, 248.

Pandolfini Pandolfo. Si oppone al mandare in esilio molti cittadini, B 301.

Pandolfini Pierfilippo. Sua orazione, ricordata, C 223, 224.

Paolo II. Amico della Repubblica, poi si aliena da lei, B 338. S’adopra a metter pace tra essa e i Veneziani, 348, 349.

Paolo III. Ha in odio i Medici, C 328.

Paperini. Così è appellata la setta degli Albizzi opposta a quella dei Ricci, A 315.

Paradiso (del) suor Domenica, C 267.

Parentucelli Tommaso. Ripetitore dei figliuoli di Rinaldo degli Albizzi e di Palla Strozzi, B 290. Papa col nome di Niccolò V, ivi.

Parigi (Università di). Frequentata dai Fiorentini, A 252.

Parte Guelfa. Testo della forma di giuramento dei cittadini per essere ammessi come veri guelfi, A 418. Suoi uffici e loro riforme, B 477-481, 495. — Ved. Capitani di Parte Guelfa. Clemente IV.

Passavanti frate Iacopo, A 356, 362.

Passerini Silvio, cardinale. Nell’assenza di Giulio de’ Medici regge lo Stato di Firenze, C 145, 167. Suo malgoverno, 167, 209. Parte, 213. — Ved. Medici Clarice.

Paterini o Albigesi, in Firenze, A 32.

Pazzi. Vanno in esilio, A 52. Non posson tornare, 76. Seguon la parte dei Donati, 107. Due di loro confinati, 110. Capi, con altri, della parte dei guelfi neri, 126. Congiurano contro il Duca d’Atene, 231. Assaliti dal popolo, si arrendono, 240. Privati dei beni stati loro donati per antichi servigi resi al Comune, 244. Arsione del loro palagio, B 13. Aggravati dalle imposizioni, 313. Ingiurie fatte loro dai Medici di cui pensano vendicarsi, 369, 370. Loro congiura, 370 e segg. Molti di loro son uccisi, e gli altri rinchiusi nella torre di Volterra, 378. Dipinti per traditori, e altre condanne contro di loro, ivi, 379. È pattuita la loro liberazione dalla torre di Volterra, 400. — Ved. Porta San Piero (Sesto di). Strozzi Filippo.

Pazzi (Canto de’), B 379.

Pazzi Alamanno. Capo dei cittadini armatisi contro la Signoria negli ultimi giorni dell’Assedio, C 298.

Pazzi Alessandro. Brano di un suo discorso intorno a Lorenzo de’ Medici, B 423. Suo parere circa alla riforma del governo, ricordato, C 155. Sta fuori di Firenze e gli è intimato il ritorno, 249.

Pazzi Andrea. Alloggia Renato d’Angiò, B 368. Condanna contro i suoi discendenti, 378, 379.

Pazzi Antonio, B 368.

Pazzi Cosimo, vescovo d’Arezzo. Ambasciatore all’imperatore Massimiliano, C 36, 37. Oratore al Duca Valentino, 74. Ribellatosi Arezzo, rifugge nella rôcca, 77. Arcivescovo di Firenze, 126.

Pazzi Francesco. Sua natura, B 367-368. Tesoriere del Papa, 369. Congiura contro i Medici, 369-374. Impiccato, 376.

Pazzi Galeotto, B 376.

Pazzi Gaspare, B 103.

Pazzi Geri. Si adopra affinchè i grandi non abbiano il Priorato, A 238. Sua intromissione nelle contese tra Ricci e Albizzi, 287.

Pazzi Giovanni. Ha per moglie una figliuola di Giovanni Borromei, B 369. Condotto in Palagio dopo la Congiura de’ Pazzi, 376.

Pazzi Guglielmino. Muore a Campaldino, A 87.

Pazzi Guglielmo. Marito di Bianca sorella di Lorenzo de’ Medici, B 368. Non è noto se prendesse parte alla Congiura della sua famiglia, 371. Confinato, 378. Capitano d’Arezzo, C 77. Gonfaloniere, 126.

Pazzi Iacopo. — Ved. Abati Bocca.

Pazzi Iacopo. Capo della sua famiglia, B 368. Congiura contro i Medici, 370, 371, 375. Fugge, ed è ricondotto a Firenze ed ucciso, 377. Strazio che ne fa il popolo, ivi.

Pazzi Pazzino. Ucciso da uno dei Cavalcanti, A 154.

Pazzi Piero. Fa copiare libri antichi, B 235. Ricordato, B 368.

Pazzi Piero. Sua morte, C 285.

Pazzi Renato. Biasima la Congiura della sua famiglia, B 371. È impiccato, 376.

Pazzi di Valdarno. È loro vietato d’accostarsi ad Arezzo, A 215. Congiurano coi grandi di Firenze, dove tengono case e amistà, 222.

Peccioli. Assediato e preso dai Fiorentini, A 304. Torna di nuovo nelle loro mani, B 104.

Pecora, beccaio. Sua prepotenza, A 99, 103.

Pennonieri. Loro istituzione, A 188.

Pepi Francesco. Ambasciatore all’imperatore Massimiliano, C 36.

Pepoli Taddeo. Con lui fa lega il Duca d’Atene, A 231. Manda gente in suo aiuto, 232.

Pepoli Ugo. Comandante delle Bande nere, C 221.

Péron de Basche. Oratore del Re di Francia in Firenze, C 344.

Perugia. Ne son cacciati i soldati della Repubblica che v’erano a guardia, C 154. I Fiorentini mandano a difenderla contro il Principe d’Orange, 241.

Perugia (Vescovo di). Inviato dal Papa in Firenze per ottenere la liberazione del cardinale Raffaello Riario, B 381.

Perugia (da) Margutte, C 298.

Perugini. Loro brighe con la Repubblica, A 29. Rinforzano il campo dei Fiorentini a Montaperti, 47. Mandano aiuti a Firenze, 240. Fanno lega con la Repubblica, 293. Col suo aiuto si ribellano alla Chiesa, 326. Accolgono in città Urbano VI e cacciano la parte aderente ai Fiorentini, B 64. Collegati col Conte di Virtù contro della Repubblica, 72. — Ved. Scarperia.

Peruzzi. Tengono la parte dei guelfi neri, A 126. Albergano Roberto re di Napoli, 147. Falliscono, 211-212. Nella loro compagnia di commercio era Giovanni Villani, 212. Vengono armati in Piazza, B 212. Rimossi dagli uffici, 26. Alloggiano l’imperatore Paleologo, 259.

Peruzzi Ridolfo. Viene armato in Piazza, B 222. Va in Palagio a trattare un accordo, 223. Confinato, 225.

Peruzzi Simone. Pratica contro gli Albizzi e Ricci, A 317. Ambasciatore a Gregorio XI, 338. Degli Otto creati per la guerra contro di lui, ivi. Gli è arsa la casa dai Ciompi, B 19.

Pescia. Vi è firmata una pace tra i Fiorentini e i Pisani, A 307. — Ved. Orlandi.

Peste in Firenze, A 219, 246 e segg., 305, 321, B 59, 88, 208, 317, C 218, 286.

Petracco (ser) dall’Incisa, cancelliere della Repubblica e notaio delle Riformagioni. Sbandito, A 125.

Petrarca Francesco. Sua nascita, A 125. Dello scrittore e dell’uomo e del suo secolo, 357-361. Ricercatore e copiatore di antichi codici, B 228, 229.

Petrini Andrea. Uno degli ultimi Priori fatti dal Popolo, C 286.

Petroio (Signori di). È di quella famiglia Giovanni Gualberto fondatore dell’Ordine di Valombrosa, A 26.

Petrucci Antonio. Oratore dei Senesi alla Repubblica, B 193. Munisce Lucca assediata dai Fiorentini, ivi. Tende insidie ai loro oratori andati a Niccolò V, B 290-291. Lettere della Repubblica ai Senesi relative a lui, 542-544.

Petrucci Cesare. Potestà di Prato, B 250. Gonfaloniere al tempo della Congiura de’ Pazzi, 374, 375.

Petrucci Pandolfo. Amico dei Fiorentini, C 64, poi trama contro di loro, 77.

Piagnoni. Così detti i devoti del Savonarola, C 47. Sopraffatti dai loro avversari, 53. Parteggiano dopo la cacciata d’Ippolito e Alessandro de’ Medici, 216. Prodi nell’armi, 234. Loro fede incrollabile nella libertà della patria, 295.

Piano (del). Così è chiamata la parte dei Medici, opposta a quella del Poggio, loro nemica, B 333.

Picchena (Signori di). Il loro castello è smantellato, A 395.

Piccinino Niccolò. Al soldo della Repubblica, B 170, 171. Lascia i suoi servigi, 171, 172. Rompe il campo dei Fiorentini, 196. Espugna alcune castella del loro dominio, 198. Congiura contro lo Stato della Repubblica e contro Eugenio IV, mentre era in Firenze, B 249. Sconfitto da Francesco Sforza e Neri Capponi, 254. Sua vana impresa contro Firenze, 265-268. È di nuovo sconfitto, 269-270. Sua risposta a una lettera di Giannozzo Manetti, 287.

Piccolomini Enea Silvio. Viene in Firenze, B 306. — Ved. Pio II.

Pico Galeotto, signore della Mirandola. Al soldo dei Fiorentini, B 418.

Pico Giovanni della Mirandola, B 427. Sepolto in San Marco di Firenze, 443. Suo giudizio di Lorenzo de’ Medici come scrittore, 444; di Dante e del Petrarca, 446. Impressione che riceve da una predica del Savonarola, C 30.

Piero (ser) di ser Grifo, notaio delle Riformagioni, B 6. Gli è arsa la casa dai Ciompi, 19.

Pierozzi Antonio e Antonino, arcivescovo di Firenze. Muore, B 324. Suo carattere e sue opere, ivi, 325.

Pieruccio, C 267.

Pieruzzi ser Filippo, notaio delle Riformagioni. Chiama le Balìe del 1433 e 1434, B 212, 224. Cassato, B 283.

Pietrabuona. Tolta dai Fiorentini ai Pisani, e da questi ricuperata, A 303.

Pietramala. Viene in potere dei Fiorentini, B 58.

Pietrasanta. Ivi presso è il campo dei Fiorentini contro Lucca, B 189-191. Presa dai Fiorentini, B 415. Data da Piero de’ Medici a Carlo VIII, C 12. Cade in mano dei Lucchesi, 34. Restituita da essi alla Repubblica, 142. Viene alle mani di Clemente VII, 261.

Pietro Leopoldo granduca di Toscana. Vende tutti gli oggetti di curiosità raccolti dai Medici nel Palazzo Pitti, C 333. Stato della Toscana sotto di lui e del suo successore, C 336-339.

Pio II (Enea Silvio Piccolomini). Viene in Firenze, B 323. Sua vita ed opere, 435.

Pio signori di Carpi. Vengono contro lo Stato di Firenze, B 345.

Pio Rodolfo. Oratore di Clemente VII in Firenze, C 264. Tratta con Malatesta Baglioni, ivi, 269.

Piombino. Vi è per governatore un fiorentino, B 104, 156, 157. Assediato da Alfonso I d’Aragona e difeso dai Fiorentini, B 292, 293. Vi convengono a trattare Niccolò Machiavelli e alcuni inviati di Pisa assediata dalla Repubblica, C 106.

Piombino (Signore di). Fa lega coi Senesi contro la Repubblica, B 197.

Piombino (da) Bartolo. Sua risposta a un Discorso fatto da Gino Capponi in Pisa, conquistata dalla Repubblica, B 115.

Pippo Spano. — Ved. Scolari Filippo.

Pisa. Vi vanno a guardia i Fiorentini, A 11. In quel Duomo si celebra un trattato tra essi e l’imperatore Carlo IV, 271. Vi si aduna il Concilio per la cessazione dello scisma, B 125. È sede del commercio dei Fiorentini e vi risiedono due dei loro Consoli di mare, 143. Turpi atti che vi commettono i soldati della Repubblica, 523. Vi si aduna un altro Concilio detto il Conciliabolo, C 111. — Ved. Pisani.

Pisa (da) Anguillotto. Passa dal campo Imperiale sotto Firenze in quello de’ Fiorentini, ed è morto, C 270.

Pisa (da) Giovanni, scultore, A 176.

Pisa (da) Giunta, scultore, A 177.

Pisa (da) Niccolò, scultore, A 31, 176.

Pisa (da) Niccolò, capitano di ventura, B 265. Va con Neri Capponi contro il Conte di Poppi, 271.

Pisani. Regalano ai Fiorentini due colonne di porfido tratte dall’isola di Maiolica, A 12. Insieme con loro fanno guerra ai Lucchesi e Senesi, 13. Si collegano con la Repubblica, 14. In guerra con essa, 30, 31. Patti imposti loro dai Fiorentini, 39. Pace tra le due Repubbliche, 96. Nuova pace, 207. Rompono loro la guerra per toglierli dal possesso di Lucca, 220. Mandano aiuti in Firenze contro il Duca d’Atene, che vengono rimandati, 234. Nuova guerra tra essi e i Fiorentini, 300 e segg. Fanno lega con loro, 324. Sottoposti all’interdetto per cagione dei Fiorentini in guerra col Papa, 328. Pratiche e imprese dei Fiorentini contro di loro, B 95 e segg. Vengono in potere della Repubblica, 111, 112. Feste che si fanno in Firenze per tale acquisto, 116. Molti di loro con le famiglie costretti a venire in Firenze, 117. Loro condizione sotto il dominio della Repubblica, ivi, 118. Loro inutili sforzi per ridursi in libertà, 197. Quello che facesse per essi Lorenzo de’ Medici, B 426. Scuotono il giogo della Repubblica col favore di Carlo VIII, C 13, 14. Donde abbiano aiuti e loro provvedimenti, 19. Guerra tra essi e la Repubblica, 34-36, 64-70, 73-74, 97, 98, 104-106. Si arrendono, 106. Anche la loro fortezza torna in mano dei Fiorentini, 218. Non oppongono resistenza alle armi di Carlo V, 311.

Pistoia. Segue parte ghibellina, A 37. È in lega coi Fiorentini, 47, 67. Vi è potestà Giano della Bella, 102. Ne prendono la signoria i Fiorentini, 106. Ne son cacciati i neri, 112. Difesa da uno degli Uberti contro i Fiorentini e i Lucchesi, 125. Ferocissima nelle parti cittadine, 128. Fiorentini e Lucchesi se ne spartiscono la signoria, 137. Taglieggiata dai Fiorentini, 150. Si dà al re Roberto di Napoli, 160. Tributaria di Castruccio, 185. Signoreggiata da Filippo Tedici, 192. Occupata da Castruccio, ivi. Se ne impadroniscono i Fiorentini, poi è ricuperata da Castruccio, 200, 201. Liberata, fa pace coi Fiorentini, 207. Questi vi mandano un Capitano, 213; poi l’occupano a forza, ivi. Si dà al Duca d’Atene, 227. Gli manda doni, 230. Torna a libertà, 237. I Fiorentini l’hanno per accordi, 261. Manda oratori a Carlo IV, 269. Vi viene papa Alessandro V, B 127. Suo capitanato, ricordato, 484, 493. I Fiorentini vi fomentano le parti de’ Cancellieri e dei Panciatichi, che vengono a guerra tra loro, C 73. Torna all’ubbidienza della Repubblica, 78. Viene alle mani di Clemente VII, 260.

Pistoia (Montagna di). Vi ha gran seguito Neri Capponi, B 205. Suo capitanato, ricordato, 484, 493.

Pistoia (Vescovo di). È del Consiglio del Duca d’Atene in Firenze, A 230.

Pistoia (da) Cino, A 173. Condotto a leggere nello Studio di Firenze, 368.

Pistoiesi. — Ved. Pistoia.

Pitti. Uno di quella famiglia è mandato in bando, B 350.

Pitti Bonaccorso. Imprigionato in Avignone, A 328. Oratore al Re di Francia, B 85. Ha grande familiarità in quella corte, ivi. Oratore all’imperator Roberto, 89; a Genova, 96. Ha grandi aderenze in Francia, 127. Sua Cronaca, e altre notizie di lui, 233.

Pitti Giannozzo, B 223. Ambasciatore a Niccolò V, 290. Fautore di Francesco Sforza, 299.

Pitti Iacopo. È dell’Accademia del Piano, di cui dà ragguagli alla Regina d’Inghilterra, C 331.

Pitti Luca. De’ Priori, B 221. Figliuolo di Bonaccorso, 233. Sua commissione a Roma, 264. Oratore a Francesco Sforza, 303. Autore di gravezze imposte ai cittadini, 314. Neri Capponi lo oppone nei Consigli a Cosimo de’ Medici, 317. Quello che operasse in un suo gonfalonierato, 319-322. Premi ed onori che ne riceve, 322. Edifizi da lui innalzati, e sua impresa gentilizia, ivi. Uomo vano e fastoso, 331. Si fa capo della fazione contraria ai Medici, 333. Congiura contro Piero, poi se gli accosta, 341. Sua oscura fine, 313. Dei Venti creati per la ricuperazione di Volterra, 360. — Ved. Pitti (Palazzo dei). Scarampi.

Pitti (Palazzo dei). Edificato da Luca Pitti, B 242, 322.

Pittori (Compagnia o Confraternita dei) in Firenze, A 369.

Podere (Vicariato del), B 484, 493.

Poggibonsi. Quelli uomini stanno contro ai Fiorentini, A 15. Confine tra i dominii di Siena e di Firenze, 30. Espugnato dai Fiorentini, 70. Si regge da sè, poi torna sotto la loro giurisdizione, 97. Vi viene ostilmente Iacopo dal Verme, B 71, — Ved. Della Carda Bernardino. Poggio Imperiale.

Poggibonsi (da) Cecco d’Iacopo. Parte da esso presa nel Tumulto de’ Ciompi, B 16.

Poggio a Caiano (Villa del). In quel salone è dipinto il ritorno in patria di Cosimo de’ Medici, B 226. Edificata da Lorenzo il Magnifico, col disegno di Giuliano da San Gallo, 426. Si vuol darle fuoco, C 250.

Poggio Imperiale, castello di Poggibonsi, restaurato e così appellato da Arrigo VII, A 159. Tolto ai Fiorentini nella guerra contro Sisto IV, B 395.

Poggio Imperiale, già villa de’ Baroncelli presso Firenze. Vi alloggiano i Lanzi di Carlo V, C 257. Vi segue il duello tra Lodovico Martelli e Giovanni Bandini, 271.

Poggio (del). Nome di fazione. — Ved. Piano (del).

Pogna. Intorno a un antico trattato tra gli Uomini di quel castello e i Consoli di Firenze, A 10. Abbattuta dai Fiorentini, 17. Di nuovo del predetto trattato, 441, 442.

Poliziano Angelo. Osservazione sul tempo in cui scrisse il poemetto sulla giostra combattuta da Giuliano de’ Medici, B 364. Descrive la Congiura de’ Pazzi, 374. Muore, 428. Altre notizie di lui e delle sue opere, 443, 447, 459. Maestro a Piero di Lorenzo de’ Medici, C 3.

Pollaiolo (del) Simone detto il Cronaca, scultore e architetto. Autore del palazzo degli Strozzi, B 439, C 118,119.

Pontadera. Perso e ricuperato dai Fiorentini, B 200.

Pontadera (da) Antonio. S’adopra invano per sottrarre Pisa al dominio della Repubblica, B 196, 197.

Ponte alla Carraia. Sua fondazione, A 31. Ivi presso era una porta, C 1. Rovina, 129; e di nuovo, 210.

Ponte a Rubaconte. Sua fondazione, A 31. Danneggiato da una piena, 210.

Ponte a Santa Trinita. Rovina, A 210.

Ponte Vecchio. Era il solo ponte in Firenze, nel primo cerchio, A 8. Vi è ucciso il Buondelmonti, 27. Ricordato, 131. Rovina, 210. Il Duca d’Atene ne interrompe la riedificazione, 228. Le pigioni di quelle botteghe vengono assegnate a Salvestro de’ Medici, B 22.

Ponte Carali (da) Maffeo, potestà di Firenze. Persuade i grandi, congiurati tra loro, a partirsi dalla città, A 222.

Pontetetto. Espugnato dai Fiorentini, B 189.

Pontormo (Conti di). Mandano doni al Duca d’Atene, A 230.

Popolani. Cognome assunto da Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, C 39, 166.

Popolo di Dio e Popolo Santo. Così chiamato il popolo minuto nel Tumulto dei Ciompi, B 30.

Poppi. Il Duca d’Atene vi ratifica l’atto di rinunzia alla signoria di Firenze, A 236. Si arrende al Principe di Orange, C 243.

Poppi (Conte di). — Ved. Battifolle (da) Francesco.

Porcari. Uno di quella famiglia è potestà di Firenze, A 24.

Por Santa Maria (Via di), A 131.

Porta San Piero (Sesto di), detto degli Scandali. Vi hanno le case i Pazzi e i Donati, A 105.

Portinari. Mercanti in Ungheria, B 134. Come divengano ricchi, 315.

Portinari Beatrice, A 167, 179.

Portinari Folco padre di Beatrice. Fondatore dello Spedale di Santa Maria Nuova, A 179.

Portinari Giovanni. Compra una schiava per conto di Cosimo dei Medici, B 326.

Portinari Pier Francesco. Ambasciatore a Clemente VII, C 244. Va a capitolare nel Campo Cesareo sotto Firenze, 299.

Portofino. Vittoria ivi ottenuta dai Fiorentini, B 199.

Portogallo (di) don Pietro. Viene in Firenze, B 144.

Porto Pisano. Occupato dai Fiorentini, che ne recano le catene in Firenze e le appendono alle colonne dinanzi alla porta di San Giovanni, A 304. — Ved. Talamone.

Potestà. Prime notizie di quel magistrato, A 23-25. Dà annualmente le insegne al popolo, 36. Ne sono eletti due, uno guelfo e l’altro ghibellino, 57; poi mandati via, 61. Scema la sua autorità, 138. Cessa durante la signoria del re Roberto, 160. Edificazione del suo Palagio, 179. Rieletto, 184. Ridotto a mero giudice salariato, 189. Capo del Consiglio del Comune, 203. Il suo Palagio è allagato da una piena d’Arno, 209. Le sue scritture sono arse dal popolo, 234. Suo salario, 256. Costituzione del suo ufficio, 379 e segg., B 529, 530. Nuova arsione delle sue scritture, 21. Scade d’autorità, 321, 365. Va a offerta a San Giovanni il giorno di quel Santo, 533. Abolito, C 92, 93.

Pozzolatico, presso Firenze. — Ved. Barbiano (da) Alberico.

Pratesi. — Ved. Prato.

Pratica Segreta. Nome di un Magistrato eletto dai Fiorentini per il governo di Pistoia, A 213.

Pratiche che si tenevano dalla Repubblica, descritte dal Varchi, C 247.

Prato. Disfatto dai Fiorentini, A 9. In lega con essi, 47, 67. Multato da loro in una somma di danari, 97. Gli è bandita la croce addosso dal Cardinale Niccolò, 128. Rinnova lega con la Repubblica, 150. Vi cavalcano i Fiorentini in guerra con Castruccio, 185. Si dà a Carlo duca di Calabria, 198. Manda aiuti a Firenze contro il Duca d’Atene, 234. Comprato dai Fiorentini, 260. Di un trattato per ribellarlo alla Repubblica, 322. Vi viene papa Alessandro V, B 127. Riforme della sua potesteria, 484, 493. — Ved. Cardona (da) Raimondo. Nardi Bernardo.

Prato (da) Niccolò, cardinale. Paciere in Firenze, A 128. Danna i Fiorentini all’interdetto, ivi. Persuade Clemente V a mandare due suoi Legati in Firenze, 137. Da lui riconoscono i cronisti l’elezione all’Impero del conte Arrigo di Lucemburgo, 156; che egli poi, insieme con altri due Cardinali, incorona in Roma, 156.

Prestanze. — Ved. Gravezze.

Priori delle Arti poi di Libertà. Succedono ai Buonuomini, A 78. È aggiunto ad essi un Gonfaloniere di giustizia, 95, 204. È tolto loro ogni ufficio e autorità dal Duca di Atene, 226. Creati senza il Gonfaloniere, 227, 228. Sono di nome e non di fatto, 230. Portati al numero di dodici, di cui quattro de’ grandi, 238. Restano otto, cacciati i grandi, e rifanno il Gonfaloniere, 239. Riforme del loro ufficio, 242, B 26, 36, 49, 54, 213, 514-518. Altre notizie, e costituzione del loro ufficio, A 379-389, 420-423, 524 e segg. Cominciano a esser chiamati Priori di Libertà, 321. — Ved. Signoria.

Proconsolo. Era sopra ai Consoli dell’Arte dei Giudici e notari, B 524.

Procuratori. — Ved. Dodici Procuratori.

Provenza. I Fiorentini vi mandano ad armar galere, A 301.

Pucci Antonio. Della sua destrezza ed ingegno fa suo pro Lorenzo dei Medici, B 354. Degli Accoppiatori, 357. Commissario in campo sotto Pietrasanta ove muore, 414-415.

Pucci Antonio, vescovo di Pistoia. Condottiero di Svizzeri al soldo del Papa, C 150.

Pucci Dionigi. Oratore a Napoli, C 4.

Pucci Giannozzo. Decapitato, C 40, 41.

Pucci Giovanni. Ricordato in lettere di Rinaldo degli Albizzi, B 205. Confinato, 216. Restituito, 225.

Pucci Lorenzo. Oratore del Papa in Firenze, C 116. Creato cardinale, 134. Si comporta eroicamente nell’assalto dato a Roma dal Contestabile di Borbone, 181-182.

Pucci Puccio. De’ Dieci della guerra, B 188. Amico a Cosimo de’ Medici, 210. Confinato, 216. Restituito, 225. Suo consiglio intorno agli antichi ordini contro i nobili, 246. Come divenga ricco, 281.

Puccini. Nome della parte dei Medici, B 209, 210.

Puccini Pandolfo, soldato. Messo a morte, C 218.

Pulci. Vanno in esilio, A 52. Tengono la parte dei guelfi neri, 126. Arsione delle loro case, 131.

Pulci Bernardo, B 442.

Pulci Luca, B 442.

Pulci Luigi. Legge il suo Morgante Maggiore in casa i Medici, B 427. Si parla di quel poema, e per incidenza dell’autore e dell’età in cui scrisse, 442.

Pulci Uberto. Uno dei maggiori cittadini di Firenze, A 60.

Puliciano nel Mugello. Assalito dai fuorusciti ghibellini di Firenze, A 133.

Pupilli (Ufficiali dei), B 528.