I. Madesimo (Chiavenna), 18 luglio 1897.
I.[1]
Signora contessa,
Grazie. Ricevei ieri la fotografia, bella molto.[2] Intanto dal Ministero di grazia e giustizia furono assegnate mille lire pe' restauri della chiesa di Polenta. Io, presso la vetta dello Spluga, a mille seicento su 'l livello del mare, poco posso fare.
Certo, non cogliere timi, come l'ape d'Orazio, circa nemus uvidique Tiburis ripas:[3] ma tra venti, rupi e torrenti, rapisco a volo qualche strofe; e vedremo.[4]
Io sto ora molto bene e non sono più zoppo. Tant'è: io non era fatto per la cattedra e l'accademia.
Ossequio Lei, e La prego de' miei saluti memori al conte, al figlio,[5] all'avv. Trovanelli.[6]
Dev.mo Giosue Carducci.
Alla gentildonna
Contessa SILVIA PASOLINI
Cesena.