XV. Bologna, 5 decembre 1905.
XV.[52]
Signora contessa Silvia molto amata,
Oggi spedisco a Graz il mio ritratto, da accompagnarsi a quello dei veramente illustri e sacri:[53] ho scritto ai giovani che l'opera è di artista italiano, Casalboni; che vien loro in dono da gentildonna italiana, Silvia etc. Così il dono sarà più accetto e più gentile. Questo voglio che sappiate subito tanto Voi, che l'artista.
Ahimè! che brutta giornata! involuta di tenebre e di nebbia, quale da ormai due mesi è ridotta l'anima mia.
«Ma ci fu dunque un giorno
Su questa terra il sole?
Ci fur rose e vïole,
luce, sorriso, ardor?
«Ma ci fu dunque un giorno
la dolce giovinezza,
la gloria e la bellezza.
Fede, virtude, amor?»[54]
Pare che ci fossero; almeno io le ho cantate. Nel tedio invernale presente non pare davvero che ci siano. Sbaglio: sono nell'anima vostra.
Salve et ave.
Giosue Carducci.
Alla contessa
SILVIA PASOLINI-ZANELLI.
Bassano Veneto.