SONETTO
Io non bramo il Tesor d'Attalo Re,
Che il Popolo Romano ereditò,
Nè gli onori di Cesare, allorchè
Trionfator del gran Pompeo tornò;
Nè chiedo o Ciel, che tu conceda a me
Felicità, quanta bramar si può:
Ch'esser l'Uom felicissimo non de,
Nè senza amaro il dolce mai gustò.
Ricchezze non mi dar, nè povertà;
Dammi un mediocre stato: ho anch'io virtù
Da soffrir le mediocri avversità.
Ma dal mio Creditor scampami tu,
Che questo è un mal, che paragon non ha,
Io ne son stanco, e non ne posso più.