SONETTO
Forse al tempo, che Davide regnò,
Non v'eran Creditor fieri così,
Come pur troppo sonovi oggidì,
Fra' quali uno fierissimo io n'ho.
Che fra le imprecazion, che accumulò
Nel Salmo centottesimo, altresì
Un Creditor, che chieda e notte e dì
Danaro a chi non l'ha, non mentovò.
Ora se alcun tutto quel mal mi fa,
Che ad un nemico altro nemico fe,
Usando la più rea malignità.
Dir gli vorrei così; quegli, ch'or è
Mio Creditore, e attorno ognor mi stà,
Che Creditor divenir possa a te.