SONETTO

S'armi fortuna pur contro di me,

S'adiri pur quanto più puote, e fa,

Per me spaventi il suo furor non ha,

Per me più formidabile non è.

Che sì crudel vessazion mi diè,

Che a soffrire ogni fiera avversità

Con indolenza, e con tranquillità,

M'avvezzò il Creditor de' Giulj tre.

E il mal, che tanti guai mi cagionò,

Pur finalmente un ben mi partorì,

Che un ben spesso da un mal cavar si può.

Nè mai timor dell'empia sorte avrò,

Se lieto in mezzo ai guai canto, e così

Colle sventure mie scherzando vo.