SONETTO
Ben cento volte ho replicato a te
Questa istessa infallibil verità,
Che a conto mio da certo tempo in quà
La razza de' quattrini si perdè.
Tu non ostante vieni intorno a me
Con insoffribile importunità,
E per quei maledetti Giulj tre
Mi perseguiti senza carità.
Forse in disperazion ridur mi vuo',
Ond'io mi appicchi, e vuoi vedermi in giù
Pender col laccio al collo? o questo no.
Risolverommi a non pagarti più,
E in guisa tal te disperar farò,
E vò piuttosto, che ti appicchi tu.