SONETTO
Se in compagnìa di vaghe Ninfe io sto,
Che liete stanno a ragionar con me,
Se in parte ascosa a passeggiar men vo,
Ove tumulto, ove romor non è.
E quando d'Oriente il Sol spuntò,
E quando nell'Oceano cadè,
Giammai lieto, e tranquillo il cor non ho,
Tornanmi sempre in mente i Giulj tre.
Sugli occhi l'odiosa ognor mi sta
Sembianza di colui; che sempre fu
Il turbator di mia tranquillità:
Sembianza, che a me par brutta assai più,
E più paura, e più terror mi fa,
Che se fosse Asmodeo, o Belzebù.