SONETTO
Giacchè quest'aere, che spirando vo,
M'influisce tristezza, e avversità,
E giacchè 'l Creditor, ovunque io sto,
Sempre crudele affanno al cor mi dà;
Sicuramente abbandonare io vò
Il patrio suolo, e la natìa Città,
E a ricercar sotto altro Cielo andrò
Quella pace, che il cor quivi non ha.
Ma partir deggio in guisa tal, che più
Non sappia il Creditor de' Giulj tre,
Ov'io mi sia, e cosa mai ne fu:
Che se lo giunge a discoprir, benchè
Ito fossi nell'Indie, o in Calecù,
Prende le poste, e se ne vien da me.