SONETTO
Qual geme afflitta, e misera Città,
Se d'assedio la strinse, e circondò
Nemica schiera, e contro quella usò
Le più fiere crudeli ostilità;
E qual poscia riprende ilarità,
Se poich'in van l'assalitor tentò
E forza ed arte, il campo indi levò,
E guerra ed armi altrove a portar và.
O Crisofilo mio, allorchè tu
M'assediavi a cagion de' Giulj tre,
Il mio rancor, la tema mia tal fu;
Ed or ch'ito ne sei lungi da me,
Nè più mi angusti, e non ti veggio più,
Il mio piacer, la gioja mia tal'è.