SONETTO

O Nisa bella, or che vicin ti sto,

Il volto a rimirar, che m'invaghì,

Interamente dal mio cor partì

La noja, che finor mi tormentò.

D'ogni pensiero io vò spogliarmi, e vò

Or or cantarti la canzon, che un dì

Già piacque ad Amarillide così,

Ch'ella stessa di un serto il crin m'ornò.

E tu, Lesbìn, dammi quel nappo, e giù

Versavi quel liquor, che infonde in me

Contro il fiero destin forza, e virtù.

O dolce vin, mi scenda in sen da te

Piena letizia, arma fatal sii tu

Contro il mio Creditor de' Giulj tre.