SONETTO

O Sonno placidissimo, che se'

Ristoro dell'afflitta umanità,

Dalle Cimmerie cavernosità

Stendi il tacito vol sopra di me.

Ma quel tuo Morfeo non condur con te,

Che in tante guise trasformar si sa,

Ch'Ei nella fantasia mi sveglierà

La rimembranza delli Giulj trè.

Che se per vane imagini dovrò

In sogno ancor sempre tremar così,

Nè pur da te grato riposo avrò;

Sonno rimanti pur: Non vò, che tu

M'accresca l'inquietitudini del dì,

Io n'ho pur tante, ah non ne vò di più.