SONETTO

Propizio il Ciel m'assista, e di lassù

Il guardo ognor volga benigno a me:

Ma perchè l'Uomo in vita sua non è

Dalle sventure esente, e mai nol fu;

Perciò se d'alto mai cadessi giù,

E il capo, o il collo mi ferissi, o un piè,

Dopo il dolor, che la ferita fe,

Poco vi penserei, o nulla più:

Ma benchè il tempo, e l'obbliosa età

Cancelli ogni pensier, non già così

Tormi il pensier del debito potrà;

Che viva la memoria ognor fin quì

Il Creditor me ne mantenne, e va

Più volte rinfrescandola ogni dì.