NOTE:
[1]. Carducci, Opere. Bologna, Zanichelli, vol. IV, pag. 3 e seg.
[2]. Carducci, Opere. Bologna, Zanichelli, vol. III, pag. 143 e seg.
[3]. Borgognoni, Biografia del Carducci premessa alla terza edizione delle Poesie di lui. Firenze, Barbèra, 1878, pag. X.
[4]. Borgognoni, op. cit., pag. XIV.
[5]. Il Padre Pistelli le raccolse veramente per uso di Guido Biagi; il quale volle gentilmente comunicarmele; di che gli son grato.
[6]. Consule Planco, Lettera a Ferdinando Martini, pubblicata nella Domenica letteraria del 30 aprile 1882, come saggio del volume Il primo passo stampato a cura di quel giornale.
[7]. Borgognoni, op. cit., pag. XVII.
[8]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 7 e seg.
[9]. Borgognoni, op. cit., pag. XVIII.
[10]. Era il soprannome stato messo al Carducci alla Scuola Normale, «causa, dice egli stesso, un raddoppiamento spostato nella coniugazione del verbo πίνειν.» Vedi Carducci, Opere, vol. IV, pag. 19.
[11]. Ferdinando Cristiani, Il Carducci alla Scuola Normale, nella Rivista d’Italia, anno IV, fasc. V (maggio 1901), pag. 44 e seg.
[12]. Cristiani, Scritto citato, opera citata, pag. 46.
[13]. Cristiani, Scritto cit., op. cit., pag. 48 e 49.
[14]. Cristiani, Scritto cit., op. cit., pag. 49.
[15]. Vedi lo scritto di Guido Mazzoni, Giosue Carducci e Gaspero Barbèra, nel citato fascicolo della Rivista d’Italia, pag. 59.
[16]. Questi tre sonetti sono ristampati nel libro V dei Juvenilia sotto i n. LXXIII, LXXIV, LXXV, con poche modificazioni il 1º e il 3º, mutato assai, e scorciato d’un terzo nella coda, il 2º. Anche l’ordine loro è cambiato: viene primo quello Ai poeti odiernissimi, col semplice titolo Ancora ai poeti; secondo quello Ai filologi, col titolo A scusa d’un francesismo scappato nel precedente sonetto; terzo quello Alla musa odiernissima, il cui titolo è rimasto immutato.
[17]. Carducci, Opere, vol. V, pag. IV.
[18]. Carducci, Opere, vol. IV. pag. 19.
[19]. Ivi, pag. 20.
[20]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 20, 21.
[21]. Carducci, Opere, vol. cit., pag. 21, 22.
[22]. Carducci, Opere, vol. cit., pag. 35.
[23]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 36, 37.
[24]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 52, 53
[25]. Vedi Opere, vol. IV, pag. 29 e seg.
[26]. Vedi la lettera a pag. 51 e seg. del citato fascicolo della Rivista. L’autore anonimo degli articoli del Passatempo era, come poi sapemmo, e come il Del Lungo scrive nella sua lettera a me, Corrado Gargiolli, che in seguito cercò con grande insistenza l’amicizia di lui. Vedi nelle note a questo capitolo l’articolo del Carducci sulla poesia del Del Lungo.
[27]. Vedi Carducci, Opere, vol. IV, pag. 76 e seg.
[28]. Chiarini, Giosue Carducci, Impressioni e ricordi. Bologna, Zanichelli, 1901, pag. 303.
[29]. Vedi Carducci, Opere, vol. IV, pag. 72 e seg.
[30]. Rivista d’Italia, fascicolo del maggio 1901, pag. 62.
[31]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 44.
[32]. Rivista d’Italia, loc. cit.
[33]. Carducci, Opere, vol. II, pag. 441 a 484.
[34]. Poesie di Giosue Carducci. Bologna, Zanichelli, 1901, pag. 370.
[35]. Chi fosse curioso di maggiori particolari sulle case abitate dal Carducci a Bologna, li troverà nell’articolo di Ugo Pesci, Il Carducci intimo, nella Rivista popolare illustrata, Il secolo XX (n. VI, novembre 1902).
[36]. Nelle edizioni definitive delle Poesie fu messo nei Juvenilia.
[37]. Era la Rivista italiana di scienze, lettere ed arti, con le effemeridi della pubblica istruzione, che si pubblicava a fascicoli settimanali di 16 pagine in Torino, e della quale parlerò più avanti.
[38]. Doveva essere, e fu, pubblicato nel volume Dante e il suo secolo, messo insieme da Gaetano Ghivizzani e stampato dal Cellini in occasione del centenario dantesco.
[39]. Nel n. 33, anno III, del Giornale d’Italia (2 febbraio 1903).
[40]. Era la graziosa edizione di Virgilio, col comento latino ad imitazione di quelli del Bond, pubblicata da qualche anno, poco dopo quella dell’Orazio.
[41]. Si allude ad Alfonso La Marmora, allora Presidente del Consiglio.
[42]. Vedi due lettere del Carducci a Gaspero Barbèra nelle Memorie di un Editore, pagg. 569 e 572.
[43]. Vedi la difesa mandata dal Carducci al Consiglio Superiore, nel vol. V delle Opere a pag. 56 e seg., la quale fu contemporaneamente stampata nel giornale L’Amico del Popolo di Bologna del 7 aprile 1868. Vedi anche la prefazione ai Giambi ed Epodi nel vol. IV delle Opere.
[44]. Giuseppe Albini, Il Carducci nella scuola, in Rivista d’Italia, fascicolo del maggio 1901, pag. 91
[45]. Dal giornale di Bologna La Vedetta, anno I, n. 2 (20 ottobre 1876).
[46]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 464 e seg.
[47]. Carducci, Opere, vol. IV, pag. 357.
[48]. Carducci, Opere, vol. XII, png. 235, 238 e 239.
[49]. Carducci, Opere, vol. cit., pag. 242.
[50]. Ivi, pag. 243.
[51]. Mario Menghini, Il Carducci a Roma, nel fascicolo del maggio 1901 della Rivista d’Italia, pag. 126.
[52]. La Nuova Rassegna, anno I, n. 3 (5 febbraio 1893).
[53]. La Nuova Rassegna, num. cit.
[54]. La Nuova Rassegna, num. cit.
[55]. Maria Teresa Di Serego-Alighieri Gozzadini, con prefazione di Giosue Carducci. Bologna, Zanichelli, 1884.
[56]. Averardo Borsi, Il Carducci in Maremma; nella Rivista d’Italia, fascicolo del maggio 1901, pag. 33, 34.
[57]. Giulio Gnaccarini, che fu poi sposo della Lauretta.
[58]. Borsi, scritto cit., pag. 36, 37.
[59]. Livorno, Tipografia Giusti, 1895.
[60]. Insieme con la romanza spagnuola, La lavandaia di San Giovanni, il Carducci pubblicò in quel primo numero della Rassegna settimanale la ballata danese Sir Òluf (La figlia del re degli elfi), raccogliendole tutte due sotto il titolo Da mezzogiorno a settentrione. La stessa Rassegna pubblicò poi, i primi cinque capitoli dell’Intermezzo nel n. 5 (3 febbraio 1878), la prima parte della Canzone di Legnano nel n. 65 (30 marzo 1879), e le due odi barbare Ave e Nevicata nei nn. 120 (18 aprile 1880) e 170 (3 aprile 1881).
[61]. Carducci, Opere, vol. I, pag. 224, 225.
[62]. Il Libro delle prefazioni, stampato nel 1888 dall’editore Lapi di Città di Castello, fu fatto pubblicare, col consenso dell’autore, dagli scrittori del giornale Il Capitan Fracassa, che lo diedero in premio ai loro associati. Contiene, oltre la prefazione, i seguenti scritti: 1º Cino da Pistoia ed altri rimatori del secolo XIV, 2º Lorenzo de’ Medici, 3º Alessandro Tassoni, 4º Vita di Salvator Rosa, 5º Della poesia melica italiana e di alcuni poeti erotici del secolo XVIII, 6º La lirica classica nella seconda metà del secolo XVIII.
[63]. Le Terze Odi barbare di Giosue Carducci: articolo di Angelo Tomaselli nella Rassegna emiliana, anno II, fasc. V.
[64]. Mario Menghini, Il Carducci a Roma; in Rivista d’Italia fascicolo di maggio 1901, pag. 130, 131.
[65]. Menghini, scritto cit., pag. 133.
[66]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 440.
[67]. Vedi Carducci, Opere, vol. XII, pag. 568.
[68]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 569.
[69]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 570.
[70]. Carducci, Opere, vol. XI, pag. 369.
[71]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 572 e seg.
[72]. Vedi il giornale Il Marzocco, anno V, n. 19 (13 maggio 1900).
[73]. Ugo Pesci, generalmente bene informato delle cose riguardanti il Carducci, in un diligente e interessante articolo, Il Carducci intimo, pubblicato nel Secolo XX (n. VI, novembre 1902) scrive a proposito della morte del Bevilacqua: «Una mattina nella primavera del ’99 la morte lo colse all’improvviso, su la cattedra, mentre faceva lezione; ed i suoi due figli più grandi, ancora adolescenti, ascoltavano in una sala vicina la lezione d’un altro maestro!» Ciò non è esatto. Carlo Bevilacqua morì la mattina del 2 dicembre 1898 nel suo letto, per malattia quasi improvvisa (dissero una colica epatica) che gli si era manifestata con grande violenza due giorni innanzi. Nel giorno 30 novembre aveva fatto regolarmente le sue lezioni e preso parte attivissima ad una adunanza del Collegio degli insegnanti, senza accusare nessun disturbo. La notte gli prese il male; nel giorno di poi migliorò; la mattina seguente ebbe un improvviso peggioramento, e morì. Era nato a San Quirico di Moriano presso Lucca il 6 aprile 1849.
[74]. Vedi il libro di Giulio Padovani, A vespro. Bologna, Zanichelli, 1901, pag. 109.
[75]. Carducci, Opere, vol. III, pag. 271.
[76]. Carducci, Opere, vol. III, pag. 280.
[77]. Nuova Antologia, vol. XX (seconda serie), pag. 374.
[78]. Carducci, Opere, vol. XII, pag. 161.
[79]. Polemica novissima, per Luigi Alberti. In Firenze, pei tipi dell’Arte della Stampa, 1878.
[80]. Giovanni Rizzi, Un grido; quarta edizione con Appendice. Milano, Brigola, 1879.
[81]. Carducci, Opere, vol. XI, pag. 295.
[82]. Quelli scritti polemici furono poi raccolti in un libretto, intitolato: Alla ricerca della verecondia. Roma, Sommaruga, 1884.
[83]. Carducci, Opere, vol. III, pag. 436.
[84]. Ciò che è detto qui dei Saggi su l’Aminta serva di correzione e compimento a ciò che dei Saggi stessi è detto a pag. 317 di questo volume.
[85]. Il Carducci morì il 16 febbraio allo ore 1,28. Aveva avuto un attacco d’influenza l’8 febbraio, del quale il 12 pareva guarito, tanto che espresse il desiderio di alzarsi; ma il 14 tornò la febbre con bronchite e pneumonite, che tolsero subito ogni speranza di guarigione.
[86]. Data nella prima lettera, con la quale il Carducci parlava della malignità del suo critico.
[87]. Così sta questo verso nella prima edizione delle Rime (San Miniato, 1857); e così fu riprodotto in tutte le altre fino all’ultima delle Poesie complete in un volume. È singolare che l’autore non si accorgesse che la rima non è esatta, o che, se se ne accorse, credesse bene di non correggere.
[88]. Debbo le prime due di queste lettere alla cortesia del professore Adriano Augusto Michieli, che le copiò per me dalla Marciana di Venezia, ove conservansi con altre carte del Carducci. La terza fu stampata nel Giornale d’Italia 30 marzo 1907 a cura del signor G. Emilio Curàtulo. Le altre due le pubblicai io stesso nel fascicolo del maggio 1901 della Rivista d’Italia.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.