NOTE AL CAPITOLO V.
([Pag. 161.])
Do qui una nota degli scritti pubblicati dal Carducci nella Rivista italiana di scienze, lettere ed arti con le Effemeridi della pubblica istruzione, e nell’Ateneo italiano; ma non son sicuro che sia esatta, perchè nella copia dell’Ateneo che ho potuto far esaminare mancano tre fascicoli.
Rivista italiana.
Quattro articoli sulla Scelta di curiosità letterarie inedite o rare dal sec. XIII al XIX; Bologna presso Gaetano Romagnoli; 1861-63. Sono pubblicati tutti nell’anno IV; il primo nel n. 132 (30 marzo 1863), il secondo nel n. 136 (27 aprile 1863), il terzo nel n. 147 (13 luglio 1863), il quarto nel n. 148 (20 luglio 1863).
[Questi articoli furono ristampati in uno dei volumetti della Scelta di curiosità letterarie; ma lo scritto rimase ivi incompleto, come era nella Rivista, dove in fine dell’ultimo è stampato: continua.]
Rettificazione a una notizia pubblicata dal prof. A. De Gubernatis; anno IV, n. 196 (25 giugno 1864).
[La notizia riguardava una proposta di E. Teza a proposito di dialetti.]
Della lirica popolare italiana del sec. XIII e XIV e di alcuni suoi monumenti editi o trovati ultimamente (da lettera a G. Chiarini); anno VI, nn. 232 e 233 (6 marzo e 13 marzo 1865).
Recensione del libro: Niccolini, Monti, Giordani, Lettere inedite con note di Pietro Bigazzi, Firenze, Barbèra, 1865; anno VI, n. 246 (2 ottobre 1865).
Una collezione scolastica ad maiorem Dei gloriam anno VI, n. 247 (9 ottobre 1865).
Dei principii informatori dell’antica letteratura italiana: Avvertenza; anno VI, n. 248 (16 ottobre 1865).
Due Verbali di due sedute della R. Società di Storia patria di Bologna; anno VI, n. 249 (23 ottobre 1865).
Tre Sonetti:
«Io ’l vidi. Su l’avello iscoverchiato....»
«Ella ove incurva il ciel più alto l’arco....»
«Disse e movea.... Come ne’ turbin torti....» anno VI, n. 250 (30 ottobre 1865).
Nello stesso numero altri due Verbali come sopra.
Ateneo italiano.
Recensione dell’opuscolo: Quando Claudia Frullani si univa con fede di sposa a Vincenzio Mazzoni: sonetti IV di Emilio Frullani; Firenze, novembre 1865, Tipografia Le Monnier; n. 7, gennaio 1866.
Poesie fiorentine storiche del 1494; n. 14, gennaio 1866.
Articolo intitolato: Letteratura Dantesca, in cui si parla di: Sunto di tre letture pubbliche in preparazione della festa del Centenario di Dante, fatte da Stefano Bissolati per incarico del Municipio di Cremona; Cremona, Ronzi e Signori, 1865; Per il sesto centenario di Dante, Ricordo al popolo, Firenze, Bettini, 1865; n. 21, gennaio 1866.
Articolo Letteratura Dantesca, in cui si parla di: Vita di Dante Alighieri, scritta da Francesco Gregoretti; Venezia, Naratovich, 1864; Rapporto della Commissione istituita dalla Società senese di Storia patria municipale per la ricerca di tutto che in Siena si riferisce a Dante Alighieri e alla Divina Commedia; Siena, Moschini, 1865; Opere Dantesche appartenenti alla Biblioteca Franchetti in Firenze, pubblicate in occasione del sesto centenario di Dante; Firenze, Tipografia Capponi, 1865; n. 4, febbraio 1866.
Una poesia storica del sec. XVII; n. 11, febbraio 1866.
([Pag. 166.])
A titolo di curiosità, riferisco il decreto che istituiva la Società di Calandrino.
Considerando esser debito d’ogni nazione rendere onoranza a quelli uomini che più conferirono a fermarne la indole;
Item; che Nozzo di Perino altramente chiamato Calandrino dipintor da Fiorenza sia veramente quel che dicesi il tipo della stoltezza italiana, la quale pare avere aggiunto oggigiorno l’ultimo termine della sua perfezione;
Item; che, mentre la nazione fu troppo larga di facili onoranze a uomini di gran lunga men degni che Calandrino non fosse, questi fu al tutto e sempre dimenticato;
I sottoscritti, convenuti da ogni parte d’Italia, preso da sè, come già altri fece, il mandato del popolo italiano, hanno decretato e decretano:
I. È instituita una società intitolata da Calandrino e una festa annovale a commemorazione di lui da celebrare nel mese di Ottobre nei luoghi fatti solenni dalla memoria dell’uom semplice e di nuovi costumi.
II. La festa sarà tenuta con un simposio a cui si darà cominciamento con un piatto di lasagne, e si mangeranno oche, paperi e salciccie, il tutto affogando in un fiumicel di vernaccia.
III. Tutti i convitati si prepareranno al simposio udendo con gran compunzione la lettura di alcuna delle novelle in cui Messer Giovanni Boccaccio celebrò le azioni del gran cittadino.
IV. Nella sala del simposio dovrà essere un qualunque segno a ricordar Calandrino.
V. Ognuno dei convitati dovrà o leggere o dire parole o in rima o in prosa a gloria dell’eroe.
VI. In tutta la giornata è vietato ai componenti il convito dire o fare cose savie.
VII. I soci che fossero assenti da Firenze saranno per coscienza obbligati a partecipare in ispirito alla festa, mangiando divotamente vuoi lasagne, vuoi paperi, vuoi oche, vuoi salciccie, e soprattutto astenendosi dal dire e fare cose savie.
VIII. Ogni socio si adoprerà perchè cresca quanto più è possibile il numero degli adepti, e il nome di Calandrino viepiù sempre si augusti.
Dato al Ponto alla Badia in riva al Mugnone questo dì due Ottobre
dell’anno 1863 e 517 dalla composizione del Decameron.
[ INDICE]
| Proemio | [Pag. 1] |
| Capitolo I (1835-1854) | [5] |
| Ricordo d’infanzia: «Via, via, brutto te.» — La famiglia Carducci e il padre del poeta. — I primi anni e i primi studi a Bolgheri e a Castagneto. — La famiglia Carducci a Firenze e Giosue alle Scuole Pie. — Giosue a retorica dal Padre Barsottini — Il Carducci e il Nencioni. — Passione di Giosue pei libri. — Il primo passo. — Il Carducci a Celle. — Primi sonetti satirici. — Accademia dei Risoluti e Fecondi. — Canzone del Carducci su Dante letta all’Accademia. | |
| Capitolo II (1853-1856) | [31] |
| Il Carducci alla Scuola Normale Superiore di Pisa. — Pratiche religiose. — Burle dei compagni. — Riunioni al caffè dell’Ebe. — Il ponce nel guardaroba. — «Viva Giove! abbasso il successore!» — Il Poverello d’Assisi e i Fioretti di san Francesco. — Il mercato dei maialini. — Allocuzione ai maialini fratelli in Gesù. — La toilette per prepararsi a studiare Tito Livio. — Una lezione di letteratura italiana presa dal Nisard. — Prepotente bisogno di studiare. — Rigori disciplinari e beghineria. — Il beato Giovanni della Pace. — Lettera del Carducci sulla Scuola Normale. — Umor nero. — La cerimonia della laurea. — Gli esami di magistero. — Epopea sul padre Arno Dio etrusco dalla glauca capelliera. — Pratiche e raccomandazioni per la nomina del Carducci a maestro di retorica nel Ginnasio di San Miniato. | |
| Capitolo III (1856-1857) | [57] |
| Gli amici di Firenze. — L’ode alcaica A Giulio. — Prime prove letterarie nell’Appendice alle Letture di famiglia. — Fiori e spine di Braccio Bracci. — La Diceria di G. T. Gargani. — Scandalo sollevato dalla Diceria. — Gli amici pedanti e la Giunta alla derrata. — Giovinetto romantico inventato dal Carducci. — Il Carducci in famiglia a Santa Maria a Monte. — Mia visita al Carducci a Santa Maria. — Il Carducci va maestro di retorica a San Miniato al Tedesco. — Il Passatempo e gli amici pedanti. — La casa dei maestri. — Alla méssa in domo. — Processo per accusa d’empietà. — Il Cristiani propone al Carducci di stampare le sue poesie. — «Jacta est alea.» — Pubblicazione delle Rime. — «Viva Apollo Febo lungi-oprante, Patareo, Delio, Cinzio, e moia chi dice di no.» — Il Carducci lascia San Miniato. | |
| Capitolo IV (1858-1860) | [93] |
| Nomina del Carducci a professore nel Ginnasio d’Arezzo, non approvata dal Governo. — Critiche alle Rime del Carducci. — Sonetti satirici del Carducci. — Sonetto del Fanfani contro il Carducci. — Il Momo. — Il trionfo di Farfanicchio e la caricatura degli amici pedanti. — Una lettera del Guerrazzi. — Giudizio del Carducci intorno ai suoi critici. — Il Carducci si stabilisce a Firenze. — Francesco Menicucci. — Riunioni serali degli amici pedanti. — Morte improvvisa di Dante Carducci. — Il Padre Consagrata (Francesco Donati). — Riunioni e letture serali in casa Chiarini. — Il Carducci e Gaspero Barbèra. — I primi volumetti della Collezione Diamante, curati dal Carducci. — Polemica col Passatempo per una poesia di Isidoro Del Lungo. — Morte del padre del Carducci. — Giosue porta la famiglia a Firenze. — Prime speranze della guerra per l’indipendenza. — Gli amici pedanti fondano Il Poliziano. — La canzone A Vittorio Emanuele. — Il Carducci prende moglie. — Riunioni al caffè Galileo. — Silvio Giannini, l’ode Alla croce di Savoia e il Salvagnoli. — Nomina del Carducci al Liceo di Pistoia. — Nascita della figlia Beatrice. — Nuovi volumetti della Collezione Diamante. — Il Carducci a Pistoia. — Louisa Grace-Bartolini. — L’ode Sicilia e la rivoluzione. — «Oh i codici del Poliziano e dei poeti antichi in Riccardiana!» — Il ministro Mamiani offre al Carducci la cattedra di lettere italiane all’Università di Bologna. | |
| Capitolo V (1860-1871) | [133] |
| Il Carducci a Bologna. — Il Carducci ed Emilio Teza. — La toga a mezzo. — La prolusione e le prime lezioni del Carducci all’Università. — Altri lavori. — Canzone in morte di Pietro Thouar. — Il Gargani promesso sposo. — Morte del Gargani. — Lezioni su Dante, Petrarca e Boccaccio. — L’ode Nei primi giorni del 1862. — Evoluzione del Carducci da monarchico a repubblicano. — Periodo d’incubazione poetica. — Nuovi volumetti della Collezione Diamante. — L’ode Dopo Aspromonte. — L’Inno A Satana e la pubblicazione delle Poesie italiane del Poliziano. — Lezioni all’Università dall’anno 1862-63 in poi. — La Rivista italiana e l’Ateneo italiano. — La Festa di Calandrino e un sonetto inedito del Carducci. — Custoza e Lissa. — L’ode Agli amici della Val Tiberina. — Mentana. — L’epodo per Odoardo Corazzini. — La sospensione del Carducci. — Pubblicazione delle poesie Levia Gravia. — Il primo periodo dei Giambi ed Epodi. — Le poesie nella edizione Barbèra. | |
| Capitolo VI (1870-1878) | [178] |
| Morte della madre e del figlio Dante. — «Sono io l’ortolano delle monache?» — Le Nuove Poesie. — Critiche dello Zendrini e del Guerzoni, e risposte del Carducci in Critica e Arte. — La libreria Zanichelli. — Seconda edizione delle Nuove Poesie. — Discorso sulle poesie latine dell’Ariosto. — Primi tentativi d’imitazione dei metri antichi greci e latini. — Studi letterari editi dal Vigo. — Bozzetti critici e discorsi letterari, idem. — Saggio di un testo e commento delle Rime del Petrarca. — Prime Odi barbare. — Altre poesie in rima. — Candidatura alla Deputazione del Collegio di Lugo. — Nomina, ed esclusione per il sorteggio. — Giudizio del Carducci sul Parlamento. — Visita a Francesco Donati a Serravezza. — I Postuma di Olindo Guerrini. — Accoglienza dei critici italiani alle Odi barbare. — Il Carducci a Perugia e il Canto dell’amore. — L’ode Alla Regina d’Italia. — Eterno femminino regale. — L’ode per Eugenio Napoleone. | |
| Capitolo VII (1878-1883) | [212] |
| L’ode Saluto italico. — Visita a Trieste. — Scritti per Guglielmo Oberdan. — Il Fanfulla della Domenica. — Il Carducci a Roma. — Il Carducci e il Prati. — Enrico Nencioni. — Il Bothwell del Swinburne e il libraio Goodban. — Angiolino Sommaruga. — I saloni gialli del Capitan Fracassa e la corte letteraria alla Cronaca bizantina. — Il Carducci e la Cronaca bizantina. — La Domenica letteraria. — La Domenica del Fracassa. — Arresto del Sommaruga. — Opinione di Gandolin sul Sommaruga in America. — Il Carducci al Consiglio superiore dell’istruzione. — Vita del Carducci a Bologna dopo il 1870. — Le serate da Rovinazzi e da Cillario. — Il pasto del mago. — I dodici sonetti Ça ira. — Le critiche ai sonetti. — Il Ça ira in prosa. | |
| Capitolo VIII (1881-1888) | [244] |
| Matrimonio della figlia Beatrice. — Il Carducci alla Maulina. — «La gatta non istà del suo meglio.» — Gita a Volterra. — Il banchetto alla società democratica e il banchetto al Collegio degli Scolopii. — Visita a San Gimignano dalle belle torri. — «Sommaruga vuole la mia pelle, e non me la paga.» — Edizioni definitive delle poesie, Juvenilia, Levia Gravia, Giambi ed Epodi nella collezione elzeviriana Zanichelli. — Confessioni e Battaglie nella edizione Sommaruga. — Nuove Odi barbare. — Posto d’Ispettore Generale degli studi classici. — L’ode Scoglio di Quarto. — Disturbo nervoso. — Peregrinazione maremmana. — Debolezze e vertigini. — Il Carducci in Carnia. — Candidatura alla deputazione nel Collegio di Pisa. — Davanti a San Guido ed altre poesie. — Pubblicazione delle Rime nuove. — La cattedra dantesca a Roma. — Dante e l’Italia ufficiale. — Rifiuto della cattedra dantesca. — Discorso su Dante all’Università di Roma. — Discorsi su Jaufrè Rudel e su Lo studio di Bologna. — Il Carducci a Madesimo nell’agosto 1888. — Dichiarazione nel Resto del Carlino. | |
| Capitolo IX (1889-1891) | [281] |
| Il Carducci primo eletto al Consiglio comunale di Bologna. — Edizione delle opere complete. — Le Terze Odi barbare. — Raccolta e riordinamento di tutte le odi barbare in un solo volume. — Nomina a Senatore. — Una cena finita male. — Caduta del primo Ministero Crispi. — Vita del Carducci a Roma. — La trattoria in Via dei Sabini. — Il Castello di Costantino. — In casa di Adriano Lemmi. — «Scusi, lei non capisce niente.» — Evoluzione politica del Carducci spiegata da lui stesso. — Dimostrazione degli studenti radicali contro il Carducci. — Fischi all’Università. — «È inutile che gridiate abbasso: la natura mi ha messo in alto.» — Ripresa delle lezioni. | |
| Capitolo X (1892-1902) | [312] |
| Il Carducci al Senato. — Studi e lezioni sul Parini. — La Bicocca di S. Giacomo, La guerra, Il Cadore. — Lezioni all’Università su l’Alfieri e le tragedie di soggetto romano e italiano. — Ultimo Ministero Crispi. — Polemiche crispine. — Onoranze al Carducci per il giubileo del suo magistero. — Il Nencioni scrittore. — La paroletta misteriosa di un lucherino. — Malattia e morte del Nencioni. — Il Carducci presidente della Commissione per gli scritti inediti del Leopardi. — Studi leopardiani. — Morte di Carlo Bevilacqua. — Rime e Ritmi. — Due degli ultimi sonetti. — Il Carducci a Madesimo nel luglio del 1899. — La prefazione ai Rerum Italicarum Scriptores del Muratori. — Nuovo disturbo nervoso. — L’edizione delle poesie complete in un volume. — I volumi XI, XII e XIII delle Opere. — Lavori riserbati dal poeta agli ultimi anni della sua vita. — La biblioteca del Carducci. | |
| Capitolo XI. — Giosuè Carducci e il suo tempo | [351] |
| Carattere dell’uomo. — Condizioni dello spirito pubblico in Toscana dopo il 1849. — Precoce spirito d’opposizione. — Il Carducci e i primi fatti del risorgimento italiano. — L’Aleardi e lo Zanella poeti della nuova Italia. — Il poeta dei Giambi ed Epodi, esaltato dai repubblicani, maltrattato dai monarchici. — Nuove Poesie. — La critica del Guerzoni nella Gazzetta ufficiale. — La gioventù italiana si volge al Carducci. — L’Aleardi riconosce d’avere sbagliato strada. — Classicismo del Prati e del Dall’Ongaro. — Le Università italiane nella prima metà del secolo. — Il metodo storico negli studi letterari. — Le Odi barbare e la critica dei giornali. — Scrittori messi in satira dal Carducci. — Il De Amicis e il Giacosa. — Poca simpatia per il poeta delle Odi barbare, ed impreparazione del pubblico a gustarlo. — Reazione. — Edizioni elzeviriane dello Zanichelli. — La poesia verista e il Grido del Rizzi. — Novissima Polemica. — Idee del Carducci intorno alla poesia amorosa. — Il Manzoni e il Leopardi. — Vittorio Emanuele, Garibaldi e Cavour. — La cultura letteraria in Italia dopo la conquista di Roma. — L’Italia si accorge finalmente di possedere un poeta vero. — Gli scolari del Carducci. — Giovanni Pascoli e Giovanni Marradi. — Severino Ferrari e Guido Mazzoni. — Ugo Brilli. — Il Carducci non rappresenta, come scrittore, il suo tempo. — Passione del Carducci per la storia — Il mondo ideale del poeta. | |
| Capitolo XII. — Appendice (1903-1907) | [399] |
| Note al Proemio e al Capitolo I | [433] |
| Note al Capitolo III | [443] |
| Note al Capitolo IV | [453] |
| Note al Capitolo V | [497] |