SCENA II.

D'Aspri, Rulfi, Rubaconti, Gemma, Masina e detti. Altri signori e signore che vanno e vengono.

GEMMA (a braccio con D'Aspri)

Ah qui si respira!

D'ASPRI

Finchè ci siete voi io seguito a sospirare..... (mette Gemma a sedere e le siede accanto).

GEMMA

..... Invano.

RULFI

Come! Filippo è qui!

FILIPPO (a D'Almèna)

Ci siamo!

RUBACONTI (che ha accompagnato Masina)

Cerca l'ombra....

MASINA

E la solitudine.

D'ALMÈNA

Scusate, Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che ci hanno sorpresi lo possono dire.

GEMMA

Voi D'Almèna vi farete una nemica.

D'ALMÈNA

Chi?

GEMMA

Quella cui rubate Filippo.

D'ALMÈNA

Oh Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti!

GEMMA

Io?

D'ALMÈNA

Sì, non ho detto una parola con D'Aspri in tutta la sera.

GEMMA

D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte.

D'ASPRI

Io pure me ne accuso.

GEMMA

Ah! gentile! Ve ne accusate?

D'ASPRI

Perchè è tempo perso.

GEMMA

Imparate da Filippo.

D'ASPRI

A far che?

GEMMA

A non perdere il tempo.

FILIPPO (a D'Almèna)

E picchia!

D'ALMÈNA

Ciò non dipende dagli uomini.

MASINA

E da chi?

D'ALMÈNA

Dalle signore.

VOCI

Ah vero! vero! (risa)

D'ALMÈNA

Mi spiego. Ci sono delle donne colle quali non si perde mai il tempo, anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle quali si perde sempre, anche essendone attirati.

FILIPPO

Bravo. Pensare che una volta avevo dello spirito anch'io.