SCENA IV.
Andrea, D'Almèna e detti.
D'ALMÈNA (mostrando ad Andrea la serra)
È vero che è bella?
ANDREA (vede Elena, fra sè)
Lei! (forte) Stupenda.
GEMMA
Che state guardando, Sarni?
ANDREA
Ah siete voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata, dacchè quasi nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra. D'Almèna ha voluto farmela ammirare.
GEMMA
La inauguro stassera. Vi piace?
ANDREA
Bellissima. Tanto bella che mi pare pericolosa.
GEMMA
Pericolosa?!
RULFI
ANDREA
Ah! c'è un infatti?
GEMMA
Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle.
(Filippo s'alza e s'avvia per uscire.
D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui).
MASINA
Una delle quali prende il volo in questo momento.
ANDREA
Ah il Barone Landucci?
RULFI
Quello non è un tortore, è un rondone.
ANDREA (ridendo)
Dite... Dite... e l'altra chi è?
GEMMA
Non siamo nè io, nè la Baronessa.
ANDREA (guardandosi intorno e vedendo che
le signore in scena sono tre sole)
L'incognita è presto trovata.
RULFI
È un'equazione di primo grado.
D'ASPRI
Anzi basta la regola del tre.
GEMMA
ANDREA
Ci si vede così poco!
MASINA
Le vada più vicino.
GEMMA
A meno che...
ANDREA
A meno che?
GEMMA
Le rincresca di accertare la persona.
ANDREA
Oh! (ridendo) Vado... (s'avvicina sbadatamente ad Elena).
DEL SANNIO
Suonano, se vuol fare un giro?.... (levandosi, ad Elena).
ELENA (Alzando alquanto la voce perchè Andrea
la possa sentire).
Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.
ANDREA
Con me, Marchesa? Ci dev'essere errore. Io aspetto che la contessa Gemma mi dia il braccio per un giro nelle sale.
DEL SANNIO (ad Elena)
ELENA
Grazie. Sono stanca. (Del Sannio s'allontana). Dottore...
DEL SANNIO (voltandosi — ad Andrea)
La contessa Gemma se n'è andata. (via).
ANDREA
Eccomi. Perdoni, Marchesa..... (per avviarsi).
ELENA
Andrea! Andrea!
(tutti gli altri sono usciti ridendo e discorrendo).