Note al Capitolo Decimo.

[52]. Cfr. Polyb., 6, 17, 2 sgg.; è questo uno dei passi più importanti dell’opera di Polibio.

[53]. Il divieto era fatto dalla Lex Claudia del 220 (Liv., 21, 63).

[54]. Plut., Cato major, 22, 1-2.

[55]. Su questi famosi processi degli Scipioni, è stato discusso lungamente. Riferiamo gli studi più importanti: Th. Mommsen, Die Scipionprozesse, in Römische Forschungen, II, 417 sgg.; C. Pascal, Il processo degli Scipioni e L’esilio di Scipione Africano, in Fatti e leggende di storia antica, Firenze, 1903, pp. 53-84. Il lavoro del Pascal è assai interessante, in quanto, con argomenti difficilmente contestabili, taglia corto alla tendenza della moderna critica tedesca e italiana di ritrovare, nello studio delle fonti di quei processi, infinite falsificazioni di età posteriore. Ad identico intendimento ci ispirano due studi posteriori: G. Bloch, Observations sur le procés des Scipions, in Revue des études anciennes, 1906, e A. Barbato, Il processo degli Scipioni in Livio, Aversa, 1913. Un altro voluminoso studio sull’argomento: Fraccaro, I processi degli Scipioni in Studii storici per l’antichità classica, 1911, pp. 217-414 è, viceversa, tutto informato alla ipercritica e alla così detta critica radicale, caratteristica dei seminari filologici di Germania e d’Italia.

[56]. Sull’argomento del presente paragrafo, cfr. G. Ferrero, Grandezza e decadenza di Roma, Milano, 1902, vol. I, cap. II.

[57]. Sulla battaglia di Pidna, cfr. I. Kromayer, Antike Schlachtfelder in Griechenland, Berlin, 1907, II, pp. 310 sgg.