Note al Capitolo Settimo.
[33]. Le fonti non ci indicano con precisione nè il tempo nè il modo di questa riforma; e neppure ci attestano che, com’è verosimile, essa coincida con la riduzione del censo dell’ultima classe, che apprendiamo solo per via indiretta, da Polyb., 6, 19, 2. Gli eruditi hanno quindi oscillato nelle più varie opinioni, nè può aversene alcuna sicura. Noi abbiamo preferito pensare al 241, non solo per le ragioni di politica interna accennate nel testo, ma perchè questo fu l’anno in cui le tribù raggiunsero il numero di 35 e in cui la conquista della prima provincia transmarina dovette porre lo Stato romano di fronte a nuove necessità militari.
Circa poi il contenuto specifico della riforma stessa, intorno al quale gli accenni delle nostre fonti sono davvero insufficienti, noi abbiamo seguìto l’ipotesi che fu per primo avanzata da un umanista italiano, Ottavio Pacato (il Pantagato) parecchi secoli or sono, e ch’è ancor oggi la più sensata e la più diffusa. Cfr. G. Bloch, La République romaine, Paris, 1913, pp. 132 sgg.
[34]. Polyb., 1, 88, 8, 12; 3, 10, 3.
[35]. Polyb., 2, 8.
[36]. Liv., 21, 63.
[37]. Questo processo sarà compiuto alla metà del II secolo a. C., come risulta da Polyb., 6, 17.
[38]. Cfr. Cic. Phil., 3, 5, 13; Strab., 5, 1, 12.