SCENA XI. Detti e Hilda.

Dott. Herdal. Qualcuno batte.

Solness. (forte) Avanti. (Hilda Wangel entra dalla porta dell’antisala. È di media statura, slanciata, di fattezze delicate, un po’ annerita dal sole. Porta un costume da touriste, veste un poco corta con colletto alla marinara, un cappello alla marinara in capo. Una piccola borsa a tracolla, un plaid in una cinghia, e un lungo bastone da alpinista.)

Hilda. (si avvicina a Solness con occhi raggianti di gioia) Buona sera.

Solness. (guardandola incerto) Buona sera.

Hilda. (ridendo) Mi par quasi che lei non si ricordi più di me.

Solness. No — debbo confessare davvero, che così, al momento...

Dott. Herdal. (s’avvicina) Ma la riconosco io, signorina.

Hilda. (allegramente) Come, è lei che...?

Dott. Herdal. Sicuro son io. (a Solness) Noi ci siamo conosciuti quest’estate, lassù, tra i monti. (a Hilda) Che ne è delle altre signorine?

Hilda. Esse hanno continuato il loro cammino verso l’Est.

Dott. Herdal. Esse saranno rimaste scandalizzate del baccano che abbiamo fatto quella sera.

Hilda. Lo credo bene.

Dott. Herdal. (minacciandola col dito) Confessi che lei ha fatto un po’ la civetta con noi!

Hilda. È più divertente che far la calzetta con le vecchie zie!

Dott. Herdal. Sono perfettamente d’accordo con lei.

Solness. È arrivata stasera?

Hilda. Sì, in questo momento.

Dott. Herdal. Tutta sola, signorina Wangel?

Hilda. Certo.

Solness. Wangel? si chiama Wangel?

Hilda. (guardandolo con comica meraviglia) Appunto, col suo permesso.

Solness. Sarebbe forse la figlia del medico del circondario di Lissanger?

Hilda. (come sopra) Ma di chi altro dovrei esser figlia?

Solness. Ah! allora ci siamo incontrati già lassù, l’estate in cui venni a costruire la torre per la vecchia chiesa.

Hilda. (più seria) Sì, fu proprio allora.

Solness. È già un bel pezzo.

Hilda. (lo guarda fisso) Dieci anni precisi!

Solness. Lei era una bambina.

Hilda. (leggermente) Oh! avevo dieci o dodici anni.

Dott. Herdal. È la prima volta che viene in città, signorina?

Hilda. Certamente.

Solness. E forse non conoscerà nessuno qui?

Hilda. Nessuno, fuorchè lei e sua moglie.

Solness. Ah! conosce anche mia moglie?

Hilda. Assai poco. Siamo state insieme alcuni giorni allo stabilimento in cui essa faceva la sua cura.

Solness. Ah! sui monti.

Hilda. Essa mi ha fatto promettere di venirla a trovare, se mi fossi recata in città. (sorridendo) Del resto non vi era bisogno che m’invitasse.

Solness. Mi stupisce che non me ne abbia detto mai nulla.

Hilda. (mette il bastone accanto alla stufa, si toglie la piccola borsa e la pone sul divano insieme al plaid. Il dottore si prova ad aiutarla. Solness la sta a guardare senza muoversi).

Hilda. (avvicinandosi a Solness) Molto bene. Adesso le domando di tenermi qui questa notte.

Solness. Con gran piacere.

Hilda. È che non ho che i vestiti che mi vede addosso e un po’ di biancheria nel mio zaino. Bisognerebbe anzi farla lavare.

Solness. Oh, sì, penseremo a tutto. Bisogna soltanto ch’io avverta mia moglie.

Dott. Herdal. Io intanto andrò a fare le mie visite.

Solness. Più tardi però tornerà.

Dott. Herdal. (guardando allegramente Hilda) Non dubiti. (ridendo) È stato proprio profeta, signor Solness!

Solness. Perchè?

Dott. Herdal. La gioventù è venuta a bussare alla sua porta.

Solness. (scherzando) Sì, ma io non l’intendevo così.

Dott. Herdal. Certo, senza dubbio! (via per la porta dell’antisala. Solness apre la porta a destra e chiama nella stanza vicina).