SCENA XII. Solness, Hilda, Signora Solness.

Solness. Alina! fammi il piacere di venire un momento qua. C’è la signorina Wangel che tu conosci. (La signora compare sulla porta).

Sig. Solness. Che cosa dici? (vedendo Hilda) Ah, è lei signorina? (le si avvicina e le dà la mano) Dunque è venuta ora?

Solness. La signorina Wangel è giunta in questo momento e desidera di trattenersi qui la notte.

Sig. Solness. Da noi? Ma ben volentieri.

Solness. Vorrebbe dare un po’ d’assetto alle sue cose, capisci.

Sig. Solness. Procurerò d’aiutarla meglio che so. È il meno che posso fare. Il suo baule, non è ancora arrivato?

Hilda. Non ho baule.

Sig. Solness. In qualche modo aggiusteremo, spero. Ma ora bisogna che lei si contenti della compagnia di mio marito. Vado a prepararle una camera.

Solness. Non potresti darle una delle stanze dei bambini? esse sono perfettamente in ordine.

Sig. Solness. Oh sì, c’è spazio a sufficienza. (a Hilda) Ora segga, signorina, e si riposi un poco. (esce da destra. Hilda con le mani dietro la schiena gira per la stanza, guardando qua e là. Solness in piedi, vicino al tavolo, con le mani pure dietro la schiena, la segue con lo sguardo).