NOTE:
[1]. Il Tallone di ferro è un diario che l’autore immagina scritto da Avis, la mirabile compagna del rivoluzionario Ernesto Everhard, dopo la morte di costui, che sarebbe avvenuta nel 1932. Varie date, come questa, con anticipo di secoli, ricorrono nel libro, perchè l’autore immagina che questo diario sia pubblicato sette secoli dopo il nostro. Le note, quindi, bisogna considerarle come scritte dai felici e lontani posteri che, a giudizio del London, guarderanno alla nostra epoca come a una delle più crudeli e barbare della Storia.
[2]. Varie opere documentano inconfutabilmente il tradimento dei socialisti tedeschi: tra le altre: «L’Internationale Socialiste a vecu» di Omer Boulanger, Librairie Ollendorf, Paris; Le Socialistes du Kaiser, La fin d’une mensonge di E. Laskine, Paris 1915, Democratie allemande et austro-hongroise et les socialistes belges di Emilio Boyer, deputato di Tournai, Ed. du Coin de France — Gree Street. Leicester Square, Londra 1915. Il Jouhaux, segretario della C. G. T. francese, raccontò nella Bataille Syndacaliste la drammatica scena avvenuta il 25 Luglio 1914 a Bruxelles, in un convegno segreto che egli ebbe col deputato tedesco e noto organizzatore operaio Legien, che rappresentava le organizzazioni operaie della Germania, e col Segretario della Commissione Sindacale belga, Martens. Il Jouhaux rivolse le seguenti domande: «1º Che intendete fare per evitare la guerra?. 2º Siete decisi a una risoluta azione rivoluzionaria? Poi soggiunse. Noi francesi e belgi siamo pronti a rispondere al vostro appello ed agire con voi se la decisione sarà affermativa.» A quelle domande, ripetute parecchie volte, il tedesco Legien non rispose. Il Jouhaux e il Martens troncarono la conversazione convinti d’essere stati premeditatamente traditi dal proletariato tedesco.
[3]. La Seconda Rivolta fu, in massima parte, opera di Ernesto Everhard, quantunque egli abbia collaborato, naturalmente, con i dirigenti il movimento socialista europeo. L’arresto e la segreta esecuzione di Everhard costituirono l’avvenimento saliente della primavera del 1932. Ma egli aveva preparato così minuziosamente quella sommossa, che i suoi compagni cospiratori poterono agire secondo i suoi disegni, senza confusione o indugio. Fu dopo l’esecuzione di Everhard, che la vedova si ritirò a Wake Robin Lodge, piccola casa sulle colline della Sonoma, in California.
[4]. Allusione evidente alla prima rivolta, quella della Comune di Chicago.
[5]. Senza smentire Avis Everhard, si può osservare che Everhard fu semplicemente uno dei capi numerosi ed abili che concepirono la Seconda Rivolta. Oggi, a distanza di secoli, possiamo affermare che quel movimento, anche se si fosse sviluppato, sarebbe ugualmente fallito.
[6]. La Seconda Rivolta fu veramente internazionale. Era un disegno troppo vasto per essere elaborato da un solo uomo. In tutte le oligarchie del mondo, i lavoratori erano pronti a sollevarsi al segnale convenuto. La Germania, l’Italia, la Francia e tutta l’Australia erano paesi di lavoratori, Stati socialisti, pronti ad aiutare la rivoluzione degli altri paesi. E lo fecero. Per questo, soffocata la Seconda Rivolta, furono anch’essi soffocati dalla lega mondiale delle oligarchie, e i loro governi socialisti sostituiti da governi oligarchici.
[7]. John Cunningham, padre di Avis Everhard, era professore dell’Università di Stato di Berkeley, in California. S’era specializzato nello studio delle scienze fisiche, ma faceva molte altre ricerche originali, ed era ritenuto uno scienziato di molto valore. I suoi contributi alla scienza furono: gli «Studî sull’Elettrone» e, soprattutto, la sua opera gigantesca intitolata: «Identità della Materia e dell’Energia», in cui ha stabilito, senza contestazione possibile, che l’unità ultima dalla materia e l’unità ultima della forza sono la stessa cosa.
Prima di lui quest’idea era stata intravista, ma non dimostrata da Sir Oliver Lodge e da altri studiosi nel nuovo campo della radioattività.
[8]. In quel tempo, gli uomini usavano sfidarsi a colpi di pugni per avere un premio. Quando uno di essi cadeva privo di sensi, o era ucciso, l’altro guadagnava il premio.
[9]. Musicista negro, cieco, che ebbe un istante di notorietà negli Stati Uniti, nell’ultima metà del diciannovesimo secolo dell’Era Cristiana.
[10]. Federico Nietzsche, il filosofo pazzo del secolo XIX dell’Era Cristiana, ebbe fantomatiche visioni della verità, ma la sua ragione, a forza di girare nel gran circolo del pensiero umano, sfuggì dalla tangente.
[11]. Un noto educatore della fine del diciannovesimo secolo e del principio del ventesimo dell’Era Cristiana. Era rettore dell’Università di Stanford, università fondata per lascito privato.
[12]. Monista, idealista che imbarazzò, per molto tempo, i filosofi suoi contemporanei, negando l’esistenza della materia, ma i cui ragionamenti sottili finirono per crollare quando le nuove scoperte empiriche della scienza furono filosoficamente generalizzate.
[13]. Il grande terremoto che distrusse S. Francisco, nel 1906 A. D.
[14]. Durante questo tempo parecchi ministri furono messi fuori della Chiesa per aver predicato delle dottrine inaccettabili, soprattutto se intinte di socialismo.
[15]. Guardie di palazzo, mercenarie straniere, di Luigi XVI, re di Francia, decapitato dal popolo.
[16]. A quell’epoca, la distinzione fra le famiglie nate nel paese e quelle venute di fuori, era nettamente e gelosamente segnata.
[17]. Questo libro ha avuto nuove edizioni segrete, durante i tre secoli del Tallone di Ferro. Esistono parecchie copie delle due diverse edizioni alla Biblioteca Nazionale d’Ardia.
[18]. A quel tempo, delle società formate da uomini di rapina possedevano tutti i mezzi di trasporto, e il pubblico doveva pagare forti tasse per servirsi di questi mezzi.
[19]. Queste contestazioni erano molto comuni in quei tempi caotici ed anarchici. Talvolta gli operai rifiutavano di lavorare; talvolta i capitalisti rifiutavano di lasciare lavorare gli operai. Nella violenza e nel disordine di questi dissidi, molta proprietà veniva distrutta e molte vite umane perivano.
[20]. Proletariato — da proletario, latino proletarius, nome dato nel censimento di Servio Tullio a quelli che avevano valore per lo Stato soltanto perchè facevano figlioli (proles); in altre parole, non avevano alcuna importanza nè per ricchezza, nè per condizione sociale, nè per eccezionale abilità.
[21]. Autore di numerosi scritti economici e filosofici. Inglese di nascita e candidato al governatorato della California, nelle elezioni del 1906, compreso nella lista del partito Socialista, di cui era uno del capi.
[22]. Non c’è nella storia, pagina più orribile del trattamento dei fanciulli e delle donne, in ischiavitù nelle officine inglesi, nella seconda metà del secolo XVIII dell’èra cristiana. E in quell’Inferno industriale nacquero parecchie dalle più insolenti fortune dell’epoca.
[23]. Everhard avrebbe potuto meglio illustrare la difesa della schiavitù fatta dalla Chiesa Meridionale prima della «Guerra della Ribellione». Diamo qui alcune notizia tolte da documenti del tempo.
Nell’A. D. 1835, l’Assemblea Generale della Chiesa Presbiteriana decise così: «la schiavitù è riconosciuta tanto nel Vecchio come nel Nuovo testamento e non è condannata dall’autorità di Dio». La «Charleston Baptist Association» affermò in una conferenza, nel 1835. A. D.: «Il diritto dei padroni di disporre del tempo dei loro schiavi fu chiaramente riconosciuto dal Creatore di tutte le cose, il quale è certamente libero di investire del diritto di proprietà su qualunque oggetto chiunque a Lui piaccia». Il reverendo E. D. Simon, Dottore in teologia e professore nel Collegio Metodistico di Randolph-Macon, in Virginia, scrisse: «Estratti dalle Sacre Scritture asseriscono inequivocabilmente il diritto di proprietà degli schiavi, con tutte le conseguenze derivanti da tale diritto. È chiaramente stabilito il diritto di acquistarne e di venderne. Nell’assieme, dunque, sia che si consulti la politica ebrea Istituita da Iddio stesso, o l’uniforme opinione e la pratica del genere umano in tutte le età, o i comandamenti del Nuovo Testamento e la legge morale, noi siamo costretti a concludere che la schiavitù non è immorale. Stabilito il fatto che i primi schiavi africani furono lealmente condotti in ischiavitù, il diritto di mantenere i loro figli in servitù segue come indispensabile conseguenza. Cosicchè noi vediamo che la schiavitù esistente in America è fondata sul diritto».
Non è punto da meravigliarsi che un simile linguaggio sia stato tenuto dalla Chiesa, una o due generazioni dopo, in rapporto alla difesa della proprietà capitalistica. Nel grande museo di Asgard, esiste un libro intitolato: «Saggi in Applicazione» scritti da Enrico Van Dyke. Il libro fu pubblicato nel 1905 dell’Era Cristiana, ed è un buon esempio di ciò che Everhard avrebbe chiamato mentalità borghese. Si noti la somiglianza tra l’elocuzione della «Charleston Baptist Association» citata sopra, e la seguente elocuzione di Van Dyke settant’anni dopo: «La Bibbia insegna che Dio possiede il mondo. Distribuisce a tutti gli uomini secondo gli piace, conformemente alle leggi generali».
[24]. Esistevano, a quel tempo, migliaia di poveri merciaiuoli ambulanti, che offrivano di porta in porta la loro mercanzia. Era un vero spreco di energia. I sistemi di distribuzione erano confusi e irrazionali, come tutto l’insieme del sistema sociale.
[25]. A quei tempi le ruberie erano incredibilmente comuni. Tutti rubavano la proprietà degli altri. I dirigenti della Società rubavano legalmente o facevano legalizzare le loro ruberie, mentre le classi più povere rubavano illegalmente.
Nulla, che non fosse custodito, era sicuro. Un numero enorme di uomini era impiegato come guardiani per proteggere la proprietà. Le case dei benestanti erano depositi di sicurezza, sotterranei e fortezze insieme. L’appropriarsi di cose personali altrui, che osserviamo oggi nei nostri figli, è considerato come un retaggio istintivo del caratteristico furto comunissimo in quei tempi.
[26]. I lavoratori erano chiamati al lavoro e lasciati in libertà mediante il fischio di sirene a vapore, che urlavano così furiosamente da guastare i nervi.
[27]. Il compito degli avvocati delle società anonime era di servire, con metodi di corruzione, le tendenze di queste ad afferrar danaro ad ogni costo. È storico che Teodoro Roosevelt, a quel tempo Presidente degli Stati Uniti, disse, nell’A. D 1905, in un discorso di apertura dell’Anno accademico, all’Università di Harvard: «Tutti noi sappiamo che, come stanno attualmente le cose, molti del più influenti e meglio retribuiti membri del Foro, in ogni centro di ricchezza, si dedicano particolarmente al compito speciale di trovare il modo più ardito e più ingegnoso che permetta ai loro ricchi clienti, individui o società, di eludere le leggi fatte per regolare, nell’interesse del pubblico, l’uso delle grandi ricchezze.
[28]. Esempio tipico della lotta micidiale che minava l’intera società. Gli uomini si predavano l’uno l’alto, come voraci lupi. I grossi lupi divoravano i piccoli, e nel branco sociale Jackson era uno dei più trascurabili e piccoli lupi.
[29]. Diciamo, per spiegare, non la bestemmia di Smith, ma il verbo energico adoperato da Avis, che quella brutalità di linguaggio, comune in quell’epoca, esprimeva perfettamente la bestialità della vita che si conduceva allora, vita di felini anzichè di esseri umani.
[30]. Allusione al totale di voti ottenuti dalla lista socialista nelle elezioni del 1910. L’aumento progressivo di questo totale indica la rapida crescita del partito della rivoluzione negli Stati Uniti. Era di 2068 voti, nel 1888; di 127.713 nel 1902; di 435.040 nel 1904: di 1.108.427 nel 1908 a nel 1910 di 1.688.211.
[31]. In quella perpetua lotta, nessuno, per quanto ricco fosse, poteva essere sicuro dell’avvenire. Appunto per il pensiero del benessere della famiglia, gli uomini inventarono le assicurazioni. Questo sistema, che al nostro tempo illuminato sembra assurdo e comico, era allora una cosa seria. Il più buffo si è che i fondi delle Compagnie di assicurazioni erano di frequente svaligiati e dissipati dalle persone stesse incaricate di amministrarli.
[32]. Prima della nascita di Avis Everhard, John Stuart Mill, scriveva nel suo saggio, «Sulla Libertà»: «Ovunque esiste una classe dominante, dagli interessi di questa classe e dai suoi sentimenti di superiorità di classe nasce gran parte della morale pubblica».
[33]. Le contraddizioni verbali, chiamate Irish Balls, sono state per lungo tempo un piacevole vizio degli antichi irlandesi.
[34]. I giornali del 1902 attribuiscono al Sig. George F. Baer, presidente dell’Anthracite Coal Trust, l’enunciazione di questo principio: «I diritti e gli interessi delle classi lavoratrici, saranno protetti dai cristiani ai quali Dio, nella Sua infinita sapienza, ha confidato gli interessi della proprietà in questo paese».
[35]. La parola società è adoperata qui in senso ristretto, secondo l’abitudine del tempo, per indicare i fannulloni dorati, che senza lavorare si concedevano tutti i godimenti. Gli uomini di affari e i lavoratori manuali non avevano nè il tempo, nè l’occasione di giocare a un simile gioco di società.
[36]. «Portate il vostro infetto danaro», era il sentimento della Chiesa, espresso in parole, durante questo periodo.
[37]. Nelle colonne dell’Outlook, rivista critica settimanale di quegli anni (18 Agosto 1906), è riferita la storia di un operalo che perdette un braccio nelle stesse condizioni di fatto di Jackson.
[38]. Non si era ancora scoperta la vita semplice, e c’era l’usanza di riempire gli appartamenti di ninnoli. Le camere erano dei musei la cui pulizia richiedeva un lavoro continuo. Il diavolo dalla polvere era il padrone di casa: c’erano mille modi di attirare la polvere, e pochi per sbarazzarsene!
[39]. L’annullamento del testamenti era una delle caratteristiche del tempo. Coloro che avevano accumulato grossi patrimonî, non sapevano in che modo disporne per dopo la loro morte. La redazione e l’annullamento dei testamenti, erano specializzazioni complementari come quelle delle corazze e degli obici. E così si ricorreva a uomini di legge finissimi per redigere i testamenti in modo che fosse impossibile annullarli. Ma erano poi annullati ugualmente dagli avvocati stessi che li avevano redatti.
Ciò nonostante, i ricchi persistevano nell’idea che fosse possibile fare un testamento inattaccabile, e quest’illusione fu mantenuta per generazioni intere dagli uomini di legge, nei loro clienti. Fu una ricerca analoga a quella del dissolvente universale, che fecero gli alchimisti del Medio Evo.
[40]. Curiosa serie di romanzi sui generis, destinati a propagare, fra i lavoratori, idee false sulla vera natura della classe oziosa.
[41]. Gli uomini di quel tempo erano schiavi di alcune formule, e l’abbiezione di questo servilismo è strana. C’era, nelle parole, una magìa più forte di quella dei giocatori di bussolotti. Le menti erano così confuse, che una semplice parola aveva il potere di annientare le conclusioni di tutta una vita di pensiero e di ricerche. La parola «Utopista» era di queste: e bastava pronunciarla per condannare i disegni meglio concepiti di miglioramento o di rigenerazione economica. Popoli interi erano presi da una specie di follìa, alla semplice enunciazione di certe espressioni come: «un dollaro onesto» o «un sacco pieno di mangiure» la cui invenzione era considerata una trovata di genio.
[42]. In origine, erano dei detectives privati; ma divennero ben presto sostenitori salariati dei capitalisti e poi finirono per essere i mercenari dell’Oligarchia.
[43]. I rimedî brevettati erano veri inganni patentati, ma il popolo ci credeva come alle grazie e alle Indulgenze del Medio Evo. La sola differenza era che i rimedî brevettati costavano dippiù, ed erano nocivi.
[44]. Fin verso il 1912 la maggior parte del popolo conservò l’illusione di avere essa il paese, per mezzo delle elezioni. In realtà, il paese era governato dal cosidetto meccanismo politico (political machine). In principio, i capi o imprenditori (bosses) di questi meccanismi, estorcevano ai capitalisti grosse somme per influire sulla legislatura; ma i grossi capitalisti non tardarono a capire che sarebbe stato più economico per loro avere direttamente nelle loro mani quel meccanismo, e pagare essi stessi i capi.
[45]. Roberto Hunter, in un libro intitolato «Poverty», pubblicato nel 1906, diceva che in quel tempo c’erano negli Stati Uniti dieci milioni di individui viventi in povertà.
[46]. Secondo il censimento del 1900, negli Stati Uniti (l’ultimo le cui cifre siano state pubblicate) il numero dei fanciulli che lavoravano era di 1.752.187.
[47]. La tendenza di questo pensiero è dimostrata dalla seguente definizione tolta da un’opera intitolate «The Cynic’s Word Book», pubblicata nell’A. D. 1906 e scritta da un certo Ambrose Bierce, noto misantropo: «Grape-shot (shrapnel). Argomento che l’avvenire prepara in risposta alle domande del socialismo americano».
[48]. Gli schiavi africani e i criminali avevano attaccata alla gamba una catena di ferro, che trascinavano. Solo dopo l’avvento della Fratellanza dell’Uomo, simili usi barbari furono abbandonati.
[49]. C’erano stati, prima di Everhard, uomini che avevano presentito quell’ombra, quantunque, come lui, fossero incapaci di precisarne la natura. John C. Calhoun diceva: «Un potere superiore a quello dello stesso popolo è sorto nel Governo. È un fascio d’interessi numerosi, diversi e potenti, combinati in una massa unica e mantenuti dalla forza di coesione dell’enorme riserva che esiste nelle banche». E il grande umanista Abraham Lincoln dichiarava qualche giorno prima del suo assassinio: «Prevedo nel prossimo avvenire una crisi che mi fa tremare per la sicurezza del mio Paese... Le Società anonime sono state inalzate al trono: ne seguirà un’êra di corruzione nelle classi elevate, e il potere capitalista del Paese si sforzerà di prolungare il suo regno appoggiandosi sui pregiudizi del popolo, sinchè la ricchezza non sia agglomerata in poche mani e la Repubblica distrutta». (Nota dell’Autore).
[50]. Questo libro: «Economia e Educazione» fu pubblicato durante l’anno. Ne esistono tre esemplari: due ad Ardia ed uno ad Asgard. In esso egli trattava particolareggiatamente d’uno dei fattori di conservazione dell’ordine, cioè del presupposto capitalista nella cultura delle Università e delle scuole secondarie. Era un atto di accusa logica e schiacciante, lanciato contro tutto un sistema di educazione che sviluppava nella mente degli studenti solo idee favorevoli al regime, escludendo ogni idea avversa o sovversiva. Il libro fece colpo e fu soppresso dall’oligarchia.
[51]. Non esiste nessun indizio che possa farci conoscere il nome dell’organizzazione rappresentata da queste iniziali.
[52]. È un sonetto di Oscar Wilde, uno dei Maestri della letteratura del Secolo XIX dell’êra cristiana.
[53]. At cut rate significava abbassare i prezzi di vendita sino alla pari del costo della merce, e, talvolta, anche al disotto. Una grossa Società poteva vendere in perdita più a lungo di una piccola; ed era un mezzo adoperato spesso per vincere la concorrenza.
[54]. Furono tentati numerosi sforzi, in quel tempo, per organizzare la classe decadente del fittavoli, in un partito politico, allo scopo di distruggere i trusts con severe misure legislative, ma tutti gli sforzi fallirono.
[55]. Il primo gran trust che riuscì, circa una generazione prima degli altri.
[56]. Dichiarare fallimento o bancarotta: istituzione speciale che permetteva all’industriale che non era riuscito, di non pagare i suoi debiti, e che aveva per effetto di addolcire le condizioni feroci di quella lotta a colpi di unghie e di zanne.
[57]. Everhard aveva detto il vero. Solo sbagliando la data della presentazione del disegno di legge, che ebbe luogo il 30 giugno e non il 30 luglio. Esistono, a Ardis, gli Annali del Congresso, «Congressional Record», dove si parla dì questa legge, con questi termini: 30 Giugno; 9, 15, 16 e 17 Dicembre 1902; 7 e 14 Gennaio 1903.
L’ignoranza manifestata a quel pranzo da uomini di affari, non era affatto eccezionale. Pochissimi conoscevano l’esistenza di detta legge. Nel luglio 1903, un rivoluzionario, E. Untermann, aveva pubblicato a Girard, nel Kansas, un opuscolo che trattava della legge sulla milizia. L’opuscolo fu venduto fra i lavoratori, ma, data la separazione delle classi, non fu diffuso nella classe media, che ignorò l’esistenza dell’opuscolo, e rimase nell’ignoranza della legge.
[58]. Everhard sviluppa qui chiaramente la causa di tutti i movimenti operai di quel tempo. Nella divisione del frutto della cooperazione fra capitale e lavoro, il capitale voleva quanto più poteva avere e il lavoro pure. Il dissidio su questa divisone era inconciliabile. In regime di produzione capitalistica, il lavoro e il capitale avrebbero continuato a litigare nella divisione del prodotto. È per noi uno spettacolo vergognoso, ma non dobbiamo dimenticare che sono trascorsi sette secoli da quel tempo.
[59]. Teodoro Roosevelt, Presidente degli Stati Uniti, qualche anno prima del tempo di cui si tratta, fece in pubblico questa dichiarazione:
«Ci vuole una reciprocità più estesa, più liberale nella compera e vendita delle merci, in modo che si possa disporre in maniera soddisfacente, nei paesi stranieri, della produzione superflua degli Stati Uniti».
Naturalmente la produzione eccessiva, cui accennava, era costituita dal guadagno dei capitalisti eccedente la loro capacità di consumo. Nello stesso tempo. Il senatore Mark Hanna diceva:
«La produzione della ricchezza negli Stati Uniti è annualmente superiore di un terzo al consumo».
Un altro senatore, Chauncey Depew, dichiarava:
«Il popolo americano produce annualmente due miliardi di ricchezza di più di quanto consumi».
[60]. Carlo Marx, il grande eroe intellettuale del socialismo, era un ebreo tedesco del secolo XIX, contemporaneo di John Stuart Mill. Stentiamo a credere oggi, dopo l’enunciazione delle scoperte economiche di Marx, che, durante molte generazioni egli possa essere stato deriso dai pensatori e scienziati più considerevoli e stimati. Egli, in seguito alle sue scoperte, fu bandito dal suo paese natale e morì in esilio, in Inghilterra.
[61]. È la prima volta, secondo noi, che simile nome fu adoperato per designare l’oligarchìa.
[62]. Questa divisione di Everhard è conforme a quella di Luciano Sanial, una delle autorità del tempo, in fatto di statistica. Ecco, secondo il censimento del 1900, negli Stati Uniti, il numero di persone ripartite nelle tre classi, secondo la loro professione:
- Classe della plutocrazia: 250.261.
- Classe media: 8.429.845
- Classe proletaria: 20.393.137.
[63]. Fino al 1907, si considerava il paese come dominato da undici gruppi; ma il loro numero fu ridotto, per la fusione dei cinque gruppi delle ferrovie in un unico gruppo.
I cinque gruppi amalgamati, e gli altri loro alleati finanziarii e politici erano:
a) James J. Hill, colla direzione del Nord-Ovest.
b) Il gruppo delle ferrovie di Pennsilvania, con a capo Schilf, Direttore finanziario, e di alcune grosse banche di Filadelfia e di New-York.
c) Harriman, con Frick, avvocato consulente, e Odell, luogotenente politico, dirigente le linee di trasporto del centro continentale del Sud-Ovest e del Sud-Pacifico.
d) Gl’interessi ferroviarii della famiglia Gould.
e) Moore, Rejd e Leeds, conosciuti col nome di Rock-Island-Crowd. Queste potenti oligarchie, nate dal conflitto della concorrenza, dovevano seguire inevitabilmente il cammino che conduce all’associazione.
[64]. Lobby, istituzione speciale avente lo scopo di intimidire e corrompere i legislatori incaricati di rappresentare gli interessi del popolo.
[65]. Una diecina di anni prima di questo discorso di Everhard, la Camera di Commercio di New-York aveva pubblicato un rapporto dal quale riportiamo queste righe: «Le ferrovie dispongono assolutamente del potere legislativo della maggioranza degli Stati dell’Unione: fanno e disfanno a loro piacere i senatori, i deputati, i governatori, e sono i veri detentori della politica governativa».
[66]. Rockefeller sorse dal proletariato, e a forza di risparmio e di scaltrezza, riuscì ad organizzare il primo trust perfetto, quello che è conosciuto col nome di Standard Oil. Non possiamo esimerci dal citare una pagina notevole della storia di quel tempo per dimostrare come la Standard Oil, per la necessità di impiegare la sua ricchezza esuberante, abbia schiacciato i piccoli capitalisti, affrettando il crollo del sistema capitalistico. David Graham Phillips era uno scrittore radicale d’allora, e questa citazione è tolta da un suo articolo nel Saturday Evening Post del 4 ottobre 1902. Abbiamo questo solo esemplare del giornale, dalla forma e dalla tiratura del quale dobbiamo però concludere che era uno dei periodici popolari più in voga.
«Dieci anni or sono, il reddito di Rockefeller era valutato a trenta milioni di dollari, da un’autorità competente, impiegati nei petrolii. Ormai, somme enormi, più di due milioni di dollari al mese, incassa il solo John Davidson Rockefeller. Il problema dell’impiego di questo danaro diventava un cruccio. Il reddito del petrolio ingrossava, si gonfiava sempre, ed il numero dei possibili impieghi sicuri era limitato, più di ora.
«Ma non fu l’avidità di nuovi guadagni a spingere i Rockefeller verso altri rami di affari, oltre il petrolio: essi furono trascinati per forza dal flusso di ricchezza, che attirava la calamita del loro monopolio irresistibilmente. Dovettero organizzare un personale apposito per fare delle ricerche e delle inchieste circa nuovi impieghi di denaro. Si dice che il capo di questo personale riceva uno stipendio annuo di 125.000 dollari.
«La prima escursione, o incursione notevole di Rockefeller, avvenne nel dominio della ferrovia. Nel 1895, essi disponevano di un quinto di tutta la rete ferroviaria del Paese. Che cosa possiedono oggi, e che cosa dirigono come principali proprietari?
«Hanno ingerenza nella maggior parte delle grandi linee di viaggi che si dipartono da Chicago; dominano parecchie reti che si estendono fino al Pacifico. I loro voti formano la potenza del signor Morgan, ora, ma bisogna aggiungere, però, che essi hanno bisogno del suo cervello più ch’egli non abbia bisogno dei loro voti: così che questa combinazione risulta, in larga misura, da comunità d’interessi».
Ma le sole ferrovie non bastavano ad assorbire rapidamente quelle enormi ricchezze. I 2.500.000 dollari di J. D. Rockefeller non tardarono a diventare cinque, sei milioni il mese, fino a 75.000.000 di dollari l’anno. I petrolî si mutavano in continuo guadagno, e i guadagni, a loro volta impiegati in altre imprese, davano nuovi milioni ogni anno.
I Rockefeller entrarono, allora, a fare parte dell’industria del gas e dell’elettricità, appena queste industrie, abbastanza sviluppate, costituirono un sicuro impiego. Ed ora gran parte del popolo americano, qualunque sia il genere di illuminazione che adopera, è costretto ad arricchire i Rockefeller, quando il sole tramonta. Poi si lanciarono nell’impresa delle ipoteche sulle fattorie. Si racconta che qualche anno fa, quando la prosperità aveva permesso ai fittavoli di liberarsi dalle ipoteche, J. D. Rockefeller ne fosse addolorato fino alle lacrime; otto milioni di dollari che egli credeva bene impiegati, a un buon interesse, per degli anni, gli venivano rigettati sulle braccia, e domandavano un nuovo impiego. Questo aggravio inatteso del suo perpetuo cruccio di trovare un impiego a favore dei bimbi, dei nipoti, e dei pronipoti del suo petrolio, era più di quanto potesse sopportare un uomo afflitto da cattive digestioni...
I Rockefeller misero capitali nello sfruttamento delle miniere di ferro, carbone, rame e piombo, poi in altre società industriali, nei tranvai, nell’acquisto di titoli nazionali di Stato e municipali, per lo sfruttamento delle grandi linee marittime, dei battelli a vapore, dei telegrafi, dei bassifondi, per la costruzione dei grattacieli, delle case, degli alberghi e delle grandi costruzioni per uffici, nelle assicurazioni sulla vita e nelle banche. Non ci fu, ben presto, un solo campo dell’industria dove i loro milioni non fossero in opera...
La Banca Rockefeller — la National City Bank — è la più importante degli Stati Uniti. Ed è superata solo dalla Banca d’Inghilterra e dalla Banca di Francia. I depositi oltrepassano, in media, cento milioni di dollari al giorno; essa domina il mercato dei valori di Wall Street, come la borsa dei fondi pubblici. Ma non è sola: costituisce il primo anello di una catena di Banche Rockefeller che comprende quattordici banche e consorzi nella Città di New-York, oltre le banche fortissime e influentissime in tutti i grandi centri monetarî del paese.
J. D. Rockefeller possiede fondi della Standard Oil, per un valore di quattro o cinque milioni di dollari. Ha cento milioni di dollari nel trust dell’acciaio, quasi altrettanto in un altro, e così via, al punto che la mente si stanca nell’elencarne le ricchezze.
Le sue entrate furono, l’anno scorso, di cento milioni di dollari circa; e sembra che tutte le entrate di Rockefeller insieme, raggiungano una somma maggiore, che aumenta a sbalzi continui.
[67]. Le Centurie Nere, «the Black Hundreds», (le Camice Nere di quel tempo) erano delle bande reazionarie organizzate dalla plutocrazia decadente, durante la Rivoluzione Russa. Questi gruppi reazionari attaccavano i gruppi rivoluzionari. Inoltre, al momento opportuno sollevavano il popolo e distruggevano le proprietà per fornire all’autocrazìa un pretesto per chiamare i Cosacchi.
[68]. Sotto il regime capitalista i periodi di crisi erano tanto inevitabili, quanto assurdi. La proprietà era sempre causa di calamità. Il fatto era dovuto, naturalmente, all’eccesso di guadagno non consumato.
[69]. In teoria e in pratica, in tutto, fuorchè nel nome, i crumiri erano i soldati segreti dei capitalisti. Perfettamente organizzati e armati, erano sempre pronti ad essere lanciati con treni speciali, sui paesi dove i lavoratori si mettevano in isciopero o erano messi in riposo dai loro padroni. Solo un’epoca così straordinaria poteva dare lo spettacolo di un certo Farley, noto capo dei crumiri, che nel 1906 attraversò gli Stati Uniti con treni speciali, da Nuova York a San Francisco, alla testa di un esercito di 2500 uomini armati ed equipaggiati per ostacolare lo sciopero dei carrettieri di quest’ultima città. Quest’atto era un’infrazione pura e semplice alle leggi del paese. Ma il fatto che la cosa rimase impunita, come migliaia di atti consimili, mostra fino a qual punto l’autorità giudiziaria fosse sotto il dominio della plutocrazia.
[70]. Durante uno sciopero di minatori dell’Idaho, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, molti scioperanti furono richiusi dalla truppa, in un parco bestiame. La cosa ed il nome si perpetuarono nel ventesimo secolo.
[71]. Il solo nome, non il concetto, è d’importazione russa. Le Centurie Nere avevano origine dagli agenti segreti del capitalismo e comparvero la prima volta nelle lotte dei lavoratori del secolo XIXº. Questo è certo, ed è stato confessato da un’autorità non inferiore al Commissario del Lavoro degli Stati Uniti, a quel tempo, il signor Carrol D. Wright. Nel suo libro intitolato: «Le lotte del lavoro», è questa dichiarazione: «In alcuni grandi scioperi storici, gl’impiegati stessi hanno incitato alla violenza»; ed è detto che gli industriali hanno volontariamente provocato gli scioperi per sbarazzarsi del soprappiù della loro merce, e che dei treni sono stati bruciati dagli agenti dei padroni durante gli scioperi delle ferrovie, per accrescere il disordine. Da simili agenti nacquero le Centurie Nere, che diventarono poi l’arma terribile dell’oligarchia, gli agenti provocatori.
[72]. Nome di una via della vecchia Nuova York, dove era la Borsa e dove l’ingiusto ordinamento della Società permetteva la manipolazione clandestina di tutte le industrie del Paese.
[73]. Uno del primi bastimenti che trasportarono i primi coloni in America, dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Per lungo tempo, i discendenti di questi furono straordinariamente orgogliosi della loro origine; poi, quel sangue prezioso si diffuse a tal punto che attualmente circola, senza dubbio, nelle vene di tutti gli americani.
[74]. L’autore di questo poema dovrà rimanere per sempre sconosciuto. Questo brano è il solo che sia pervenuto sino a noi.
[75]. Idolo del dio indiano Vishnu, sotto il cui carro i devoti s’immolavano.
[76]. Cibi messicani dei quali si parla spesso nella letteratura del tempo. Si suppone che fossero conditi con molte droghe. La ricetta non è giunta sino a noi.
[77]. «William Randolph Hearst», giovane milionario di California, divenne il più potente proprietario di giornali della regione. I suoi giornali, pubblicati in tutte le città importanti, si rivolgevano alla classe media decadente, e al proletariato. La sua clientela era così vasta, che egli riuscì a impadronirsi della conchiglia vuota del vecchio partito democratico. Egli occupava una posizione anormale e predicava una specie di socialismo all’acqua di rose, mitigato da non so quale forma di capitalismo borghese: una specie di petrolio mescolato con acqua. Non aveva alcuna probabilità di riuscire a cose concrete, ma durante un breve periodo suscitò serie preoccupazioni nella plutocrazia.
[78]. La pubblicità era molto onerosa, a quei tempi. La concorrenza esisteva solo fra piccoli capitalisti, che ricorrevano, perciò, alla pubblicità, della quale i trusts non sentivano il bisogno.
[79]. La distruzione delle classi paesane romane fu molto meno rapida di quella del fittavoli e piccoli capitalisti americani, perchè il movimento del secolo XXº procedeva con forza acquisita, come non esisteva nell’antica Roma. Moltissimi fittavoli, spinti dalla passione per la terra, e desiderosi di mostrare fin dove potevano giungere nel ritorno alla vita selvaggia, cercarono di sfuggire all’espropriazione desistendo da qualsiasi accordo commerciale. Non vendevano nè comperavano più nulla. Fra loro cominciò a rinascere un sistema primitivo di scambio in natura. Le loro privazioni e le loro sofferenze erano orribili, ma resistevano, ed il movimento acquistò una certa importanza. La tattica del loro avversarî fu originale, quanto logica e semplice: la plutocrazia, forte del possesso del Governo, aumentò le imposte. E erano i tributi il punto debole dell’edificio del fittavoli. Avendo cessato di comperare e di vendere, non avevano danaro: cosicchè, alla fine, dovettero vendete le loro terre per pagare i tributi.
[80]. Da lungo tempo si sentivano quei rumori. Fin dal 1906 Lord Arebury aveva detto alla Camera dei Lords: «L’inquietudine dell’Europa, il propagarsi del socialismo e la sinistra apparizione dell’anarchia, sono avvertimenti fatti ai Governi e alla classi dirigenti e segno che la condizione delle classi operaie diventa intollerabile e che se si vuole evitare una rivoluzione, bisogna fare in modo di aumentare i salarî, ridurre le ore di lavoro, e abbassare il prezzo delle cose necessarie alla vita». Il Wall Street Journal, organo degli speculatori, commentava in questi termini il discorso di Lord Arebury: «Quelle parole sono state pronunciate da un aristocratico, da un membro dell’organo più conservatore dell’Europa. Perciò hanno più valore. La politica economica che egli raccomanda ha molto maggior valore di quella insegnata nella maggior parte dei libri: è questo un segnale d’allarme. Fatene tesoro, signori del Ministero della Guerra e della Marina!». Nello stesso tempo, Sydney Brooks scriveva in America, nel Harper’s Weekly: «Non volete sentir parlare di socialisti a Washington. Perchè? I politicanti sono sempre gli ultimi del Paese a vedere ciò che accade sotto il loro naso. Rideranno della mia predizione, ma lo dico con certezza che alle prossime elezioni presidenziali, i socialisti avranno più di un milione di voti.»
[81]. Fu al principio del secolo XXº che l’organizzazione socialista internazionale formulò definitivamente la condotta da seguire in caso di guerra e che si può riassumere così: «Perchè i lavoratoti di un paese combatterebbero contro i lavoratori di un altro paese? per il bene dei loro padroni capitalisti?». Il 21 Maggio 1905, quando si parlava d’una guerra tra Austria e Italia, i socialisti d’Italia, di Austria e d’Ungheria tennero un Congresso a Trieste e lanciarono la minaccia d’uno sciopero generale dei lavoratori dei tre paesi, se la guerra fosse stata dichiarata. Quell’avvertimento fu rinnovato l’anno dopo, quando l’affare del Marocco sembrò trascinare in guerra la Francia, la Germania e l’Inghilterra.
[82]. L’«Our Benevolent Feudalism» apparve nel 1902. Si è sempre detto e sostenuto che fu Ghent a far nascere l’idea dell’oligarchia nelle menti capitaliste. Questa credenza persiste nella letteratura di tre secoli del Tallone di Ferro, e perfino nel primo secolo della Fratellanza dell’Uomo. Sappiamo oggi che cosa pensare di quel principio; ma rimane il fatto che Ghent fu uno degli innocenti più calunniati di tutta la Storia.
[83]. Ecco, per esempio, alcune sentenze di tribunali che rivelano la ostilità dei giudici contro la classe operata. L’impiego dei fanciulli era un fatto normale nelle regioni minerarie. In Pensylvania, nel 1905, i lavoratori poterono fare approvare una legge per la quale la dichiarazione giurata dei parenti circa l’età e il grado d’istruzione dei fanciulli doveva, da allora, essere confermata dai documenti. Questa legge fu immediatamente denunciata come incostituzionale dalla Corte cantonale di Lucerna, col pretesto che violava il Quattordicesimo emendamento, stabilendo una distinzione fra persone della stessa classe, ossia fra i fanciulli di circa quattordici anni; e la Corte di Stato confermò tale decisione. La Corte di Nuova York, nella sessione speciale dell’A. D. 1905, denunciò come incostituzionale la legge che proibiva alle donne e ai minorenni di lavorare nelle officine dopo le nove di sera, col pretesto che era quella «una legislazione di classe». Anche in quel tempo, poichè i panettieri erano oppressi da un lavoro eccessivo, la Camera legislativa di Nuova York emanò una legge che limitava il lavoro di questi operai a dieci ore al giorno, ma nel 1906, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò questa legge incostituzionale, adducendo, fra gli altri motivi, questo, che: «Non v’è ragione valida per limitare la libertà delle persone o dei contratti, determinando le ore di lavoro nel mestiere del fornaio.»
[84]. James Farley, celebre a quell’epoca, era un uomo dotato di grande capacità, ma più di coraggio che di moralità. Si inalzò molto, sotto il dominio del Tallone di Ferro, e finì per farsi ammettere nella casta degli oligarchi. Fu assassinato nel 1832, da Sarah Jenkins, il cui marito era stato ucciso trent’anni prima dai compagni di Farley, che impedivano gli scioperi.
[85]. Le predizioni sociali di Everhard erano degne di nota. Con la stessa chiarezza, come leggeva gli avvenimenti, prevedeva le defezioni dei Sindacati privilegiati, la nascita e la lenta decadenza delle caste operaie, come la lotta fra queste e l’oligarchia, per la direzione della macchina del Governo.
[86]. Dobbiamo ammirare l’intuito di Everhard. Molto prima che la semplice idea di città meravigliose, come Ardis e Asgard, nascesse nella mente degli oligarchi, egli intravedeva queste città splendide e la necessità della loro creazione.
[87]. Da quel giorno, sono passati tre secoli di dominio dell’Uomo, e oggi calpestiamo le vie e abitiamo le città edificate dagli oligarchi. È vero che abbiamo continuato a costruire, ma le città degli oligarchi sussistono; io scrivo queste righe, in Ardis, una dalla più belle fra tutte.
[88]. Tutti i Sindacati delle ferrovie entrano in questa associazione. È interessante osservare che la prima vera applicazione della politica delle «parti dell’avanzo» era stata fatta nel Secolo XIX da un Sindacato di ferrovieri, «l’Unione Fraterna del Meccanici delle locomotive», della quale un certo P. M. Arthur era da vent’anni il capo. Dopo lo sciopero della Pennsylvania Railroad nel 1877, egli sottopose ai meccanici delle locomotive un disegno secondo il quale avrebbero dovuto intendersi colla Direzione, staccandosi dagli altri Sindacati. Questo disegno egoistico riuscì perfettamente; donde la parola «Arthurisation», per significare la partecipazione dei Sindacati alla spoliazione. L’origine di questa parola è stata per molto tempo dubbia per gli etimologi; ma mi pare che tale origine sia ormai ben chiara.
[89]. Alberto Pocock, altro Farley, godeva, in quei lontani tempi, della stessa notorietà; e fino alla morte riuscì a tenere soggetti tutti i minatori dal Paese. Suo figlio, Levis Pocock, gli successe, e durante cinque generazioni, il rinomato lignaggio del guardiaciurma ebbe la supremazia sulle miniere di carbone. Pocock, il vecchio, conosciuto col nome di Pocock Iº, è stato dipinto così: «Una testa lunga e sottile, mezzo circondata da una frangia di capelli scuri e grigi, con zigomi salienti e un grosso mento... Colorito pallido, occhi grigi senza splendore, voce metallica, e un atteggiamento languido.» Era nato da genitori poveri e aveva cominciato la sua carriera come garzone di bar. Divenne in seguito poliziotto privato al servizio di una corporazione di tranvieri e al trasformò a poco a poco in crumiro di professione.
Pocock Vº, l’ultimo della casata, morì in una camera, per lo scoppio di una bomba durante una rivolta di minatori sul territorio indiano. Questo avvenimento ebbe luogo nel 2073 dopo Gesù Cristo.
[90]. Quei gruppi di azione furono modellati in genere sul tipo delle organizzazioni consimili della Rivoluzione Russa, e, nonostante gli sforzi incessanti del Tallone di Ferro, durarono tre secoli, per tutto il periodo di dominio del Tallone stesso. Composti di uomini e di donne ispirati da propositi sublimi, e impavidi davanti alla morte, i Gruppi di Combattimento esercitarono una prodigiosa influenza e moderarono la brutalità dei governanti. La loro opera non si limitò a una guerra invisibile contro gli agenti dell’oligarchìa. Gli oligarchi stessi e spesso, persino i sottocapi degli oligarchi, ufficiali dell’esercito e capi delle caste operaie, furono obbligati a prendere in considerazione i decreti dei Gruppi.
Le sentenze di questi rivendicatori organizzati erano conformi alla più rigorosa giustizia; e soprattutto notevole era la loro procedura senza passione e perfettamente giuridica. Non c’erano giudizi improvvisati. Quando un uomo era preso, lo si giudicava lealmente e gli si lasciava la possibilità di difendersi. Necessariamente, molti furono processati e condannati per procura, come nel caso del generale Lampton, nel 2138 dopo G. C. Questi era forse il più sanguinario e il più crudele dei mercenarii dell’oligarchia. Fu informato dai Gruppi di Combattimento che era stato giudicato, riconosciuto colpevole e condannato a morte; e questo avvertimento gli venne dato dopo di averlo tre volte esortato a cessare dal trattare ferocemente il proletariato. Dopo questa condanna, Lampton si circondò d’ogni mezzo di protezione, e, per anni ed anni i Gruppi di Combattimento si sforzarono invano di eseguire la loro sentenza. Molti compagni, uomini e donne, fallirono successivamente nei loro tentativi e furono crudelmente condannati dall’oligarchia. Perciò fu rimessa in vigore la crocifissione come mezzo di esecuzione legale. Ma alla fine il condannato trovò il suo boia nella persona di una giovinetta di diciassette anni, Maddalena Provence, che per ottenere il suo scopo, serviva da due anni nel palazzo, come guardarobiera. Essa morì dopo torture orribili e prolungate, in una cella. Ma oggi la sua statua di bronzo sorge sul Pantheon della Fratellanza, nella meravigliosa Città di Serles.
Noi che, per esperienza personale, non sappiamo che cosa sia un omicidio, non dobbiamo giudicare troppo severamente gli eroi dei Gruppi di Combattimento. Essi hanno dato la loro vita per l’umanità; per la quale nessun sacrificio sembrava troppo grande. E, d’altra parte, una necessità inesorabile li obbligava a dare al loro sentimento una forma sanguinosa, in un’epoca sanguinaria. I Gruppi di Combattimento furono l’unica freccia nel fianco che il Tallone di Ferro non potè mai estirparsi. A Everhard spetta la paternità di questo strano esercito. I suoi successi e la sua resistenza, durante trecento anni, mostrano la saggezza con la quale egli organizzò, e la solidarietà della fondazione legata da lui ai costruttori avvenire. Da certi punti di vista, questa organizzazione può essere considerata come la sua opera principale, a parte il grande valore dei suoi lavori economici e sociali e le sue gesta di capo supremo della Rivoluzione.
[91]. Condizioni simili si osservano in India, nel secolo XIX, sotto il dominio britannico. Gli indigeni morivano di fame a milioni, mentre i loro padroni li privavano del frutto del lavoro e lo spendevano in cerimonie e cortei feticisti. Non possiamo non vergognarci, in questo secolo di lumi, della condotta dei nostri antenati, e dobbiamo limitarci a pensare filosoficamente che nell’evoluzione sociale lo stadio capitalistico sia, pressa poco, come l’età scimmiesca all’epoca dell’evoluzione animale. L’Umanità doveva superare quei periodi per uscire dal fango degli organismi inferiori; e le era naturalmente difficile liberarsi interamente di quella viscida feccia.
[92]. Questa espressione è una trovata dovuta al genio di H. G. Wells, che viveva alla fine del Secolo XIX. Era un veggente, in fatto di sociologia, uno spirito sano e normale, e nello stesso tempo un cuore veramente umano. Numerosi frammenti delle sue opere sono giunti fino a noi, e due delle sue opere migliori: «Anticipations» e «Mankind in the Making», ci sono state conservate intatte. Prima degli oligarchi, e prima di Everhard, Wells aveva preveduto la costruzione di città meravigliose di cui parla nel suoi libri chiamandole «pleasure cities», città del piacere.
[93]. Persuasa che le sue memorie sarebbero state lette, nel suo tempo, Avis Everhard ha tralasciato il risultato del processo per alto tradimento. Ci sono nel manoscritto molte altre lacune del genere. Cinquantadue membri socialisti del Congresso, furono giudicati e ritenuti colpevoli. Cosa strana, però: nessuno fu condannato a morte. Everhard e undici altri, fra cui Teodoro Donnelson e Matthew Kent, furono condannati al carcere a vita.
Gli altri quaranta furono condannati, chi a trenta, chi a quarantacinque anni; e Arturo Simpton, che il manoscritto dice ammalato di tifoidea al momento dell’esplosione, non ebbe che quindici anni di carcere. Secondo la tradizione, fu lasciato morire di fame nella sua cella per punirlo della sua intransigenza ostinata, e del suo odio ardente ed assoluto contro tutti i servi del dispotismo. Morì a Cabanas, nell’Isola di Cuba, dove tre altri de’ suoi compagni erano detenuti. I cinquantadue socialisti del Congresso furono rinchiusi nelle fortezze militari sparse sul territorio degli Stati Uniti: così, Dubois e Woods furono rinchiusi a Porto Rico; Everhard e Merryweather nell’isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, che da molto tempo serviva da prigione militare.
[94]. Avis Everhard avrebbe dovuto aspettare molte generazioni prima di ottenere la rivelazione del mistero. Quasi cento anni fa, e quindi più di seicento anni dopo la sua morte, fu scoperta negli archivi segreti del Vaticano, la confessione di Pervaise. Non è forse inopportuno fare un cenno di quest’oscuro documento sebbene esso non abbia per gli storici più alcun valore, ormai.
Pervaise, un americano di origine francese, nel 1913 era prigioniero a Nuova York, in attesa di essere processato per omicidio. Sappiamo, dalla sua confessione, che senza essere un criminale indurito, aveva un carattere impulsivo, impressionabile ed appassionato. In un impeto di gelosia folle aveva ucciso la moglie, cosa abbastanza comune, a quel tempo. Il terrore della morte si impadronì di lui, come raccontò egli stesso; e per sfuggirle si sentì disposto a fare qualunque cosa. Gli agenti segreti, per ridurlo alle loro mire, gli confermarono che si era reso colpevole di omicidio di primo grado, delitto che era punito colla pena capitale, giacchè il condannato veniva legato a una poltrona apposita, e per cura di medici specialisti era ucciso dalla corrente elettrica. Questo modo di esecuzione chiamato elettrocuzione, era molto in voga, a quel tempo: solo tempo dopo, fu sostituito dall’anestesia. Quest’uomo, che non aveva cuore cattivo, ma una natura superficiale improntata a un’animalità violenta, a che aspettava in una cella l’inevitabile morte, si lasciò facilmente convincere a gettare una bomba alla Camera. Dichiara, anzi, nella sua confessione, che gli agenti del Tallone dì Ferro gli affermarono che l’ordigno sarebbe stato inoffensivo, e che non avrebbe ucciso nessuno. Egli fu introdotto di nascosto in un palco ostentatamente chiuso col pretesto ch’era in riparazione, e, incaricato di scegliere il momento opportuno per gettare la bomba, conferma ingenuamente che tanto era l’interessamento pel discorso di Ernesto e pel tumulto suscitato da questo, che per poco non dimenticò il compito affidatogli.
Non soltanto Pervaise fu liberato, ma gli fu concessa una pensione per tutta la vita. Ma non potè fruirne a lungo: nel settembre del 1914 fu colpito da reumatismo al cuore e morì dopo tre giorni. Allora mandò a chiamare un prete cattolico, al quale fece la confessione. Il Padre Durban, considerandola molto grave, la scrisse e la firmò, come testimonio. Noi possiamo soltanto fare delle congetture su quanto avvenne dopo. Il documento era certo abbastanza importante per trovare la via di Roma. Potenti influenze furono messe in movimento per evitare la divulgazione. Soltanto nel secolo scorso, Lorbia, il celebre scienziato italiano, durante le sue ricerche, lo scoprì. Oggi, dunque, non rimane alcun dubbio che il Tallone di Ferro sia il responsabile dell’esplosione del 1913. Ed anche se la confessione di Pervaise non avesse mai veduto la luce non vi sarebbe potuto essere dubbio ragionevole: quell’atto che mandò in prigione cinquantadue deputati, è della stessa natura degli altri innumerevoli delitti commessi dagli oligarchi, e, prima di essi, dai capitalisti.
Come esempio classico di massacri di innocenti, commessi con ferocia e indifferenza, bisogna citare quello dei cosiddetti anarchici di Haymarket, a Chicago, nella penultima decade del secolo XIX. Bisogna considerare a parte l’incendio doloso e la distrazione dei possedimenti capitalistici compiuti dai capitalisti medesimi. Per delitti di questo genere furono puniti numerosi innocenti, messi in ferrovia, (railroaded) secondo un’espressione usata allora, nel senso che i giudici si erano intesi prima, per liquidare i conti.
Durante le rivolte del lavoro che scoppiarono nella prima decade del secolo XX fra i capitalisti e la Federazione Occidentale dei Minatori, fu adoperata una tattica simile, ma più sanguinosa. Gli agenti dei capitalisti fecero saltare in aria la stazione della ferrovia a Indipendenza: tredici uomini furono uccisi, e molti altri feriti. I capitalisti che guidavano il meccanismo legislativo e giudiziario dello Stato del Colorado, accusarono di questo delitto i minatori e per poco non li fecero condannare. Romaines, uno degli strumenti di questo «affare», era in prigione in un altro Stato, nel Kansas, quando gli agenti del capitalisti gli proposero il colpo. Ma le confessioni di Romaines furono pubblicate durante la sua vita, al contrario di quelle di Pervaise. Nello stesso tempo, vi fu ancora il caso di Moyer e Haywood, due capi di lavoratori, forti e risoluti: l’uno presidente e l’altro segretario della Federazione Occidentale dei Minatori. L’ex Governatore dell’Idaho era stato assassinato misteriosamente; i socialisti e i minatori avevano apertamente incolpato di questo delitto i proprietarî delle miniere. Pure, violando le norme costituzionali statali, in seguito a una intesa fra i governatori dell’Idaho e del Colorado, Moyer e Haywood furono presi, gettati in carcere e accusati dell’omicidio.
Questo fatto provocò la seguente protesta di Eugenio V. Deba, capo del Socialismo americano: «I capi del lavoratori, che non si possono corrompere, si arrestano o si assassinano. Moyer e Haywood, sono colpevoli soltanto del reato di fedeltà tenace e inconcussa alla classe operaia. I capitalisti hanno spogliato il nostro paese, corrotto la nostra politica, disonorato la nostra giustizia; ci hanno calpestato coi loro scarponi ferrati, ed ora si propongono di ammazzare coloro che non sono così abbietti da sottomettersi al loro brutale dominio. I governatori del Colorado e dell’Idaho non fanno che eseguire gli ordini dei loro padroni: i plutocrati. La lotta è incominciata fra i lavoratori e la plutocrazia. Questa può, sì, assestare il primo colpo violento, ma noi daremo l’ultimo».
[95]. Questa scena ridicola costituisce un documento tipico dell’epoca, e dipinge bene la condotta di quel padroni senza cuore. Mentre il popolo moriva di fame, i cagnolini di lusso avevano delle speciali cameriere. Il travestimento dì Avis Everliard era una cosa ben pericolosa, ma era un caso di vita o di morte ed era in gioco la causa, ed è perciò da considerarsi veritiero.
[96]. Pullman, si chiamavano così le vetture più lussuose dei treni di quel tempo, dal nome del loro inventore.
[97]. Nonostante i continui pericoli, quasi inimmaginabili, Anna Roylston raggiunse la bella età di anni novantuno. Come i Pococks sfuggirono agli esecutori del Gruppi di Combattimento, essa sfidò quelli del Tallone di Ferro. Prospera in mezzo ai pericoli, la suo vita sembrava protetta da un sortilegio. Essa stessa si era fatta giustiziera per conto di Gruppi di Combattimento: la chiamavano la Vergine Rossa e diventò una delle eroine della Rivoluzione. All’età di sessantanove anni, uccise Halcliffe «il sanguinario», circondato da una scorta, e scappò, senza neppure una scalfittura. Morì di vecchiaia nel suo letto, in un rifugio segreto e sicuro di rivoluzionarî, sulle montagne di Ozark.
[98]. Socialista Labor Party.
[99]. Nonostante tutte le ricerche fra i documenti dell’epoca, non abbiamo potuto trovare nessuna allusione al personaggio in questione. Non ne parla che il manoscritto di Everhard.
[100]. Il viaggiatore curioso che si dirigesse verso il Sud, partendo da Glen-Ellen, si troverebbe su un viale che segue precisamente l’antica strada di sette secoli or sono. Un quarto di miglio da Glen-Ellen, dopo aver passato il secondo ponte, vedrebbe a destra un botro che si estende come una cicatrice, attraverso un gruppo di monticelli boscosi. Questo botro rappresenta il posto dove si esercitava l’antico diritto di passaggio che esisteva in quel tempo di proprietà individuale attraverso i terreni di un certo signor Chauvet, pioniere francese venuto in California all’epoca del cercatori d’oro. I monticelli boscosi, sono quelli di cui parla Avis Everhard. Il grande terremoto del 2368, staccò il fianco di uno di quei rialzi che riempì il baratro ove gli Everhard avevano il loro rifugio. Ma dopo la scoperta del manoscritto sono stati fatti degli scavi, ed è stata trovata la casa con le due camere interne contenenti gli utensili accumulati durante una lunga residenza. Fra le altre reliquie degne di nota, è stato trovato l’apparecchio distruttore del fumo, di cui si parla in questo racconto. Gli studiosi che si interessassero dell’argomento in questione, potrebbero leggere il volume di Arnold Bentham, che uscirà in questi giorni.
A un miglio a nord ovest dei monticelli, si trova l’area della Wake Robin Lodge, alla confluenza della Wild Water e della Sonoma. Osserviamo di sfuggita che la Wild Water si chiamava un tempo Graham Greek, come si legge in alcune vecchie carte. Ma il nuovo nome perdura. A Wake Robin Lodge, Avis Everhard dimorò, poi, a parecchie riprese, quando, mutatasi in agente provocatore del Tallone di Ferro, potè rappresentare impunemente la sua parte, in mezzo agli uomini e agli avvenimenti. Il permesso ufficiale le fu concesso da un signorotto non meno autorevole del signor Wickson, l’oligarca secondario di cui tratta il manoscritto.
[101]. In quest’epoca il travestimento diventò una vera arte. I rivoluzionarî avevano delle scuole di attori in tutti i loro rifugi. Sdegnavano gli accessorî degli artisti ordinari come false barbe e parrucche, ch’erano una trappola. Il travestimento doveva essere fondamentale, intrinseco, doveva costituire nell’individuo come una seconda natura. Si racconta che la Vergine Rossa fosse diventata seguace di quest’arte, alla quale si deve il successo della lunga carriera di lei.
[102]. Queste sparizioni erano uno degli orrori dell’epoca. Di esse si parla continuamente, nelle canzoni e nelle storie. Erano un risultato inevitabile della guerra insidiosa che infuriò durante quei tre secoli. La cosa era però frequente anche presso gli oligarchi e le classi operaie. Senza preavviso, senza chiasso, uomini, donne e bambini sparivano; non si rivedevano più, e la loro fine rimaneva avvolta nel mistero.
[103]. Du Bois, attuale bibliotecario di Ardis, discende in linea diretta da quei rivoluzionarî.
[104]. Oltre le caste operaie, vi era la casta militare formata da un esercito regolare di soldati di professione, i cui ufficiali erano membri dall’Oligarchia, conosciuti tutti col nome di Mercenarî. Questa istituzione sostituiva la milizia, divenuta impossibile sotto il nuovo regime. Era stato istituito un servizio segreto di Mercenarî, oltre quello del Tallone di Ferro, ch’era un che di mezzo fra l’esercito e la polizia.
[105]. Solo dopo la sconfitta della seconda rivolta, il gruppo dei Rossi di San Francisco ricominciò a prosperare; e per due generazioni fu fiorente. Allora un agente del Tallone di Ferro riuscì a farsi ammettere in esso e a penetrarne tutti i segreti, conducendolo così alla fatale distruzione. Ciò accadde nel 2002. I membri del Gruppo furono giustiziati, ad uno ad uno, a tre settimane d’intervallo, e i loro cadaveri furono esposti nel Ghetto del Lavoro di San Francisco.
[106]. Il rifugio di Benton Harbour era una catacomba la cui entrata era abilmente dissimulata da un pozzo. È stata conservata in buono stato; così che i visitatori possono attualmente percorrere il labirinto dei corridoi fino alla sala delle riunioni, dove certamente avvenne la scena descritta da Avis Everhard. Più oltre, sono le celle dove erano tenuti i prigionieri, e la camera mortuaria dove avevano lungo le esecuzioni; più lontano ancora, il cimitero: un insieme di lunghe e tortuose gallerie scavate nella roccia, aventi, a ogni lato, nicchie dove riposano i Rivoluzionari ivi deposti dai loro compagni, da tanti anni ormai.
[107]. A quest’epoca vi era ancora la poligamia in Turchia.
[108]. Il fior fiore del mondo artistico e intellettuale era composto di rivoluzionarî. Ad eccezione di pochi musicisti e cantanti e di qualche oligarca, tutti i grandi creatori dell’epoca, tutti coloro i cui nomi sono giunti sino a noi, appartenevano alla rivoluzione.
[109]. Anche in quest’epoca la panna e il burro si estraevano ancora dal latte di vacca, con procedimenti grossolani. Non era incominciata la preparazione chimica del cibi.
[110]. Nei documenti letterarî dell’epoca si parla costantemente dei poemi di Rudolph Mendenhall, che i suoi compagni chiamavano «La Fiamma». Era di grande ingegno, però, tranne qualche frammento fantastico, citato da altri autori, di lui non ci è giunto altro. Fu giustiziato dal Tallone di Ferro, nel 1928.
[111]. Il caso di questo giovanotto non è straordinario. Molti figli d’oligarchi, moralmente o romanticamente, votarono la loro vita all’ideale rivoluzionario, spinti da un sentimento di onestà o dal fatto che la loro fantasia era stata sedotta dall’aspetto glorioso della rivoluzione. Già prima molti figli di nobili russi avevano fatto lo stesso, durante la lunga rivoluzione del loro paese.
[112]. I Mercenarî ebbero una parte importante, negli ultimi tempi del Tallone di Ferro. Essi mantenevano l’equilibrio del potere nei conflitti fra Oligarchi e caste operaie, gettando il peso della loro forza sull’uno o sull’altro piattello, secondo il gioco degli intrighi e delle cospirazioni.
[113]. Dall’inconsistenza e incoerenza del capitalismo, trassero tuttavia gli Oligarchi una nuova etica coerente e definita, decisa e rigida come l’acciaio, la più assurda e la meno scientifica e nello stesso tempo la più possente che abbia mai servito una classe di tiranni. Gli oligarchi credevano nella loro morale, sebbene essa fosse smentita dalla biologia e dall’evoluzione, e per tre secoli poterono arrestare il movimento potente del progresso umano: esempio profondo, terribile, sconcertante per il moralista metafisico, e che deve ispirare al materialista molti dubbi e ritorni su se stesso.
[114]. Ardis fu terminata nel 1924, e Asgard nel 1984. La costruzione di quest’ultima durò cinquantadue anni, e occorse un lavoro continuo di mezzo milione di servi. In certi periodi, il loro numero superò il milione, senza tener conto delle centinaia di migliaia di lavoratori privilegiati e di artisti.
[115]. Fra i Rivoluzionarî, c’erano numerosi chirurghi che avevano acquistato una grande abilità nella vivisezione. Secondo le parole stesse di Avis Everhard, potevano letteralmente trasformare un uomo in un altro. Per essi l’eliminazione di cicatrici e deformità era un gioco. Mutavano le linee del volto con tale cura minuziosa, che non rimaneva traccia dell’operazione. Il naso era uno degli organi preferiti per tali operazioni. Innestare la pelle e trasportare i capelli era una cosa ordinaria per essi, che ottenevano cambiamenti d’espressione, con un’abilità strana, e modificavano radicalmente gli occhi, le sopracciglia, le labbra, la bocca, le orecchie. Mediante speciali procedimenti, alla lingua, alla gola, alla laringe, alle fosse nasali, poteva essere modificato persino il modo di parlare. A quell’epoca di disperazione occorrevano rimedî disperati, e i medici rivoluzionarî assurgevano all’altezza del tempi. Tra gli altri prodigi, era la possibilità d’ingrandire un adulto di tre o quattro pollici o rimpicciolirlo di uno o due. La loro arte oggi è perduta. Non ne abbiamo più bisogno.
[116]. Chicago era il pandemonio industriale del XIX secolo.
Viene riferito in proposito un curioso aneddoto di John Burns, grande capo socialista inglese, che fu per qualche tempo membro del Gabinetto. Egli visitava gli Stati Uniti quando, a Chicago, un giornalista gli domandò cosa pensasse di questa città: «Chicago! — rispose, — è un’edizione tascabile dell’inferno». Poco tempo dopo, mentre s’imbarcava per ritornare in Inghilterra, un altro reporter lo avvicinò per chiedergli se avevo modificato la sua opinione su Chicago: «Sì, certamente! — rispose John Burns — La mia opinione attuale è che l’inferno è un’edizione tascabile di Chicago».
[117]. Nome del treno reputato, a quell’epoca, il più rapido del mondo.
[118]. A quell’epoca la popolazione era così rada che pullulavano le bestie selvatiche ed erano un vero flagello. In California si introdusse l’uso delle cacce battute contro i conigli. A un dato giorno, tutti i fittavoli d’una località si riunivano e percorrevano la contrada in linee convergenti, spingendo i conigli a ventine di migliaia verso un recinto preparato prima, dove uomini e ragazzi li uccidevano a colpi di randello.
[119]. Si è a lungo chiesto se il ghetto del sud fosse stato incendiato incidentalmente o volontariamente dai Mercenarî. Ora è assodato che furono questi ad appiccar l’incendio
[120]. Molte case resistettero più di una settimana: una di esse resistette undici giorni. Ogni casa fu presa d’assalto come un forte, e i Mercenarî furono obbligati ad attaccare piano per piano. Fu una lotta micidiale. Non si chiedeva nè si concedeva tregua. In quel genere di combattimento, i rivoluzionarii avevano il vantaggio di essere in alto. Furono alla fine distrutti, ma a prezzo di forti perdite. Il fiero proletariato di Chicago si mostrò degno della sua antica reputazione. Tanti morti ebbe, altrettanti nemici uccise.
[121]. Gli annali di questo intermezzo di sconforto furono scritti col sangue. La vendetta era il motivo dominante; i membri delle organizzazioni terroriste non si preoccupavano punto della loro vita e non sapevano nulla dell’avvenire. I Danites, ch’ebbero nome dagli angeli vendicatori della Mitologia dei Mormoni, e origini nelle montagne del Great West, si sparsero lungo tutta la costa del Pacifico, dal Panama all’Alaska. Le Valchirie erano una organizzazione di donne, e la più terribile di tutte. Non era ammessa nell’organizzazione se non colei che avesse avuto parenti prossimi assassinati dall’Oligarchia. Avevano la crudeltà di torturare i loro prigionieri fino alla morte. Un’altra famosa organizzazione femminile era quella delle Vedove di Guerra. I Berserkers (guerrieri invulnerabili della mitologia scandinava) formavano un gruppo affine a quello delle Valchirie, composto di uomini che non davano importanza alla vita. Furono essi a distruggere completamente la città dei Mercenarî chiamata Bellona, con una popolazione di più di centomila anime. I Bedlamiti e i Helldamiti erano associazioni gemelle di schiavi. Una nuova setta religiosa, che non prosperò a lungo, si chiamava «Lo sdegno di Dio». Questi gruppi di gente terribilmente seria, avevano i nomi più fantastici; fra gli altri: «I cuori sanguinanti»; «I figli dell’alba»; «Le stelle mattutine»; «I fenicotteri»; «I tre triangoli»; «Le tre Barre»; «I Rubonici»; «I Vendicatori»; «Gli Apaches» e gli «Erebusiti».
[122]. Qui è interrotto il manoscritto di Everhard. Fu interrotto bruscamente, a mezzo d’una frase. Avis dovette essere avvisata dell’arrivo dei Mercenarî, perchè ebbe tempo di mettere in salvo il manoscritto prima di scappare o di essere fatta prigioniera. È doloroso che non sia vissuta per finirlo, poichè avrebbe certamente fatta la luce sul mistero che, da settecento anni, avvolge la condanna e la morte di Ernesto Everhard.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.