DCCCCXXII

Anno diCristo DCCCCXXII. Indiz. X.
Giovanni X papa 9.
Berengario imperadore 8.
Rodolfo re d'Italia 2.

Se crediamo a Frodoardo [Frodoardus, in Chron., tom. 2, Rer. Franc. Du-Chesne.], solamente in quest'anno dovette comparire in Italia coll'esercito suo Rodolfo re di Borgogna, scrivendo egli: Berengario Longobardorum (dovendo dire Romanorum) imperatore regno ab optimatibus suis deturbato, Rodulfus cisalpinae Galliae rex ab ipsis in regnum admittitur. Ma io tengo che la calata in Italia di Rodolfo e l'elezione sua in re d'Italia succedessero negli ultimi mesi dell'anno precedente. Il Dandolo scrisse [Dandul., in Chron., tom. 12, Rer. Ital.]: Rodulfus regnum Italiae obtinuit anno Domini DCCCCXXI, qui invitatus ab Italicis in Lombardiam venit, et Berengarium regem bellando vicit, et sic regnum obtinuit. So non essere questo autore di tale antichità da poter decidere tal controversia; ma, a buon conto, ho io pubblicato [Antiq. Ital., Dissert. LXXIII.] un diploma di Rodolfo, che ci assicura che egli nel dì 4 di febbraio dell'anno presente era già dichiarato re d'Italia, e pacificamente soggiornava in Pavia, dove confermò ad Aicardo vescovo di Parma la badia di Berceto. Fu dato quel diploma II nonas februarii anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Christi DCCCCXXII, Indictione X, regnante domno nostro Rodulfo rege in Burgundia XI, in Italia I. Datum Ticini civitate, ad intercessione di Lamberto arcivescovo di Milano e di Adalberto marchese d'Ivrea. A questa elezione non dovette consentire Guido duca di Toscana, perchè si veggono tuttavia notati gli anni di Berengario in una carta dell'archivio archiepiscopale di Lucca, scritta anno VII Berengarii imperatoris pridie halendas majas, Indictione X, cioè nell'anno presente; ed altri susseguenti atti continuano col medesimo stile. Riuscì dunque a Rodolfo re di occupar Pavia, e di farsi eleggere e coronare re di Italia dal suddetto arcivescovo e dai principi ribelli dell'imperador Berengario. Si ricoverò esso Berengario a Verona, e quivi si sostenne coll'aiuto degli Ungheri, che verisimilmente in questa congiuntura, ad istanza sua, vennero in Italia. Frodoardo chiaramente dopo le parole sopra allegate aggiugne: Hungari actione praedicti Berengarii, multis captis oppidis, Italiam depraedantur. Perciò Rodolfo dovette contentarsi delle conquiste fatte, senza turbare Berengario nel possesso di Verona, e conseguentemente nel ducato del Friuli. Truovasi in Pavia Rodolfo nel dì 7 di dicembre dell'anno presente, seppure, secondo l'era pisana, non è da riferire al precedente, ciò apparendo da un suo diploma [Antiq. Ital., Dissert. XXXIV.], in cui conferma ai canonici di Parma i lor privilegii. Fu esso dato VI idus decembris anno dominicae Incarnationis DCCCCXXII, domni vero Rodulfi piissimi regis in Italia I, in Burgundia XII, Indictione X. Actum Papiae. L'Indizione X corrente nel mese di dicembre, secondo l'uso più comune d'allora, indica l'anno precedente. Un altro simile diploma, ma differente nelle note, vien rapportato dall'Ughelli [Ughell., Ital. Sacr., tom. 4, in Episcop. Bergom.], dato III nonas decembris anno Incarnationis dominicae DCCCCXXII, domni vero Rodulfi piissimi regis in Italia I, in Burgundia XI, Indictione XI. Actum Papiae. Come vi possa essere tal divario fra atti spediti nello stesso tempo dalla medesima cancelleria, chi mel sa dire? Per me credo l'un di essi difettoso. Nell'ultimo di questi privilegii, conceduto ad istanza di Lamberto arcivescovo di Milano, di Guido vescovo di Piacenza, di Benedetto vescovo di Tortona e di Gilberto illustre conte, diletti consiglieri suoi, Rodolfo concede ad Adalberto vescovo di Bergamo e a' cittadini di poter fortificare la loro città già distrutta, quae nunc maxime Suevorum et Ungarorum incursione turbatur.