N

Napo, ossia Napoleone, dalla Torre, si fa proclamar signore di Milano, V, 54. Soccorre Brescia, 61. Rigetta Ottone Visconte eletto arcivescovo, 68. È insultato dai Vestarini, 84. Se gli ribellano i Comaschi, 93. Suoi negoziati con papa Gregorio X, 101. Riconosce per re de' Romani e d'Italia Ridolfo, 107. Sua guerra coi Pavesi, 112. Sconfitto e fatto prigione da Ottone Visconte, 122. Sua morte, 172.

Napoleone degli Orsini, cardinale, V, 227. Governatore del ducato di Spoleti, va, per ordine di papa Bonifazio VIII, ad assediar Gubbio, 269. Tratta con Filippo il Bello re di Francia contro il papa, 282. Alla morte di Bonifazio XI, capo della fazione parteggiante per l'elezione d'un papa franzese, 295. Spedito in Italia da papa Clemente V per pacificare le città, 304. Fa una gran raunata di gente contro i Fiorentini, 314, 315. Aderisce all'elezione di Cassone dalla Torre in arcivescovo di Milano, 322.

Napoletani, sudditi de' Greci, III, 362, 368. Guerra loro fatta da Sicone duca di Benevento, 557. E da Sicardo, 600. Si danno a Lodovico re di Ungheria, V, 599. Ripigliano la regina Giovanna, 602. Sconfitti dagli Ungheri, 607. La loro capitale è presa da Lodovico duca d'Angiò, 817. Si danno al re Ladislao, 890. A Carlo VIII, VI, 128. Richiamano il re Ferdinando II, 135.

Napoli, presa da Belisario, e barbaramente saccheggiata, II, 864, 865. Assediata dal re Totila, 895. E presa, 898. Assediata dai Longobardi, 1042. Presa da Pandulfo IV principe di Capoa, IV, 161. Guerra ad essa fatta dal re Ruggieri, 636, 639. A lui si sottomette, 661. Si ribella al re Corrado, 1223. Che ne forma l'assedio, 1230. E forza i cittadini alla resa, con infierir poscia contro essa, 1234. Riceve Carlo I conte d'Angiò, V, 59. È presa da Lodovico duca d'Angiò, 817. Suo regno conquistato parte da' Franzesi, parte dagli Spagnuoli, VI, 186, 187. Resta tutto agli ultimi, 208. Invaso di nuovo da' Franzesi, 453. Sollevazione del popolo per cagion dell'Inquisizione, 585. Altra a causa dell'annona, 805. Altra per cagione d'una gabella loro imposta, 1149, 1150. La quale quetata si rinvigorisce, 1157, 1165. Strage ivi fatta dalla peste, 1205. Fiero tremuoto in quel regno, VII, 113. Mal ordita sollevazione ivi mossa in favor dell'imperadore Leopoldo, 161. Suo regno conquistato dalle armi imperiali, 213. Inondazione grave in quella città, 335. Fieri tremuoti in quel regno, 363, 364, 372. Suo regno conquistato dall'infante don Carlo, 400.

Narbona, capitale della Linguadoca, presa dai Saraceni, III, 165.

Narciso, iniquo e prepotente liberto di Claudio Augusto, I, 150, 157. Sua destrezza per abbattere l'infame Messalina Augusta, 173, 174, 186, 187. Protegge Britannico, 192. Ucciso per ordine d'Agrippina, 196.

Narni, città presa dai Longobardi, III, 182.

Narsete, re di Persia, dà una rotta a Galerio Massimiano, I, 1042. Da cui poscia resta disfatto e ferito, 1043.

Narsete, eunuco, capitan delle guardie di Giustiniano Augusto, II, 847, 848. Spedito in Italia, non va d'accordo con Belisario, 876. Richiamato a Costantinopoli, 880. Rispedito in Italia, 932, 939. Colla sua armata giugne a Ravenna, 940. Rotta da lui data a Totila re de' Goti, il quale nella zuffa resta morto, 941. Riacquista Roma, 943. Dà battaglia ai Goti, nella quale resta ucciso il loro re Teia, 945. Assedia e prende Lucca, 948, 949. Sconfigge Buccelino duce degli Alemanni, 953. Sue virtù, 965, 966. Ricupera Verona e Brescia, 975. Abbatte Sindualdo re degli Eruli, 983. È richiamato a Costantinopoli, 991. Termina i suoi giorni, 992.

Nasamoni, popoli vinti dai Romani, I, 339.

Naulobat, capitano degli Eruli disfatto, I, 930.

Navi, ornate d'oro e d'avorio, I, 230.

Navarro, ammiraglio spagnuolo, si unisce a Tolone con la flotta franzese per battersi contro gli Inglesi, VII, 535. Sue maraviglie di valore, ancorchè abbandonato dalla flotta franzese, ivi.

Nazario, insigne oratore ai tempi degli imperadori Costantino juniore, Costanzo e Costante, I, 1220.

Nebridio, prefetto del pretorio delle Gallie, sotto l'imperadore Costanzo, II, 98. Corre pericolo di perdere la vita, 104.

Negrino (Domizio), congiurato contro Adriano, è tolto di vita, per ordine di lui a Faenza, I, 442, 443.

Negro (Caio Pescennio), soprannominato Giusto, I, 597. Spedito contro i sediziosi da Commodo, 612. Si fa proclamare imperadore nell'Asia, 644, 653. Sua vanità e preparamenti per la guerra, 654, 655. Sconfitto e preso, perde il capo, 658.

Negroponte, assediata da Maometto II, imperadore de' Turchi, VI, 35. Niccolò Canale, general dei Veneziani tacciato di poco provvedimento nel difenderla, ivi. Presa per assalto, data al sacco, e i soldati ed abitanti posti a fil di spada, ivi.

Neocesarea, città del Ponto, intieramente rovinata dal tremuoto, eccetto la cattedrale, e la casa del vescovo (era san Gregorio Taumaturgo), II, 17.

Neoterio, generale di Valentiniano, spedito in Oriente, II, 151.

Nepotismo, riformato da papa Innocenzo XII, VII, 99.

Nepoziano (Flavio Popilio), console, nipote di Costantino il Grande, I, 1207. Sue pretensioni all'imperio, per cui, presa la porpora, con una frotta di scapestrati, ladri e gladiatori va alla volta di Roma, II, 35. Sconfigge le genti contra di lui spedite da Magnenzio, ivi. Per forza entra in quella città, ivi. Per tradimento sconfitta la sua armata, ed egli ucciso, ivi.

Nepoziano, padre dell'imperadore Giulio Nipote, II, 652.

Nerone, primogenito di Germanico Cesare, I, 59. Sue nozze con Giulia figlia di Druso, figlio di Tiberio, 62. Tradito da Seiano, 77, 78. Relegato nell'isola di Ponza, 84. Ucciso, 89.

Nerone (Lucio Domizio Enobarbo), che fu poi imperadore, amato dal popolo perchè figlio d'Agrippina, I, 176. Sua giovinezza e sponsali con Ottavia figlia di Claudio Augusto, 179. Adottato da esso Augusto, 181. È intitolato principe della Gioventù, 183. Nozze di lui con Ottavia, 189. Creato imperadore, 194. Buoni principii del suo governo, 197. La rompe colla madre, 199. Morte da lui data a Britannico, 200. Abbassa la madre, 201. Si dà ad una vita scapestrata, 203. Spettacoli da lui dati in Roma, 205. S'innamora di Poppea Sabina, 208. Da cui è acceso contro Agrippina sua madre, 210. Trama per farla perire in mare, 212. Finalmente la fa uccidere, 214. Perseguitato da orridi fantasmi, 215. Perduto nel divertimento delle carrette o della musica, 217. Ripudia, e poi fa uccidere Ottavia sua moglie, 225. Creduto autore del formidabile incendio di Roma, 231. Sua premura nel far rifabbricare la rovinata città, 232. Suo mirabil palazzo, ivi, 233. Sua persecuzione contro i cristiani, la prima, ivi, 234. Congiura scoperta contro di lui, 235. Con un calcio nella pancia uccide la moglie Poppea, 239. Fa crocifiggere san Pietro Apostolo, e nello stesso giorno decollare san Paolo, ivi. Si rimarita con Statilia Messalina, 240. Varii personaggi da lui fatti uccidere, ivi, 241. Sua magnificenza nel dare al re Tiridate la corona dell'Armenia, 242, 243. Va in Grecia per farsi conoscere eccellente musico, 245. Corre in carretta ne' giuochi olimpici d'Elide, e cade, per cui è obbligato a letto per varii giorni, 246. Nei giuochi istimici fa strangolare sul teatro un tragico impolitico, 247. Tenta di tagliare lo stretto di Corinto, ivi. Suo ritorno in Roma, ove entra trionfalmente, 248. Spedisce generale nella Giudea Flavio Vespasiano, ivi. Ribellione contra di lui nelle Gallie, 249. Altra nelle Spagne, 251. Suo sbalordimento per ciò, ivi. Poi torna alle sue ragazzerie, ivi. Suoi pensieri d'inumanità e barbarie, 253. Condannato e disperato si uccide, 255.

Nerva (Marco Cocceio), insigne giurisconsulto, uomo giusto, uno del consiglio di Tiberio, non potendo più tollerare le iniquità di quell'imperadore, si uccide, I, 99, 100.

Nerva (Marco Cocceio), console, I, 292, 345. Gli è esibito l'imperio, 367. Sue belle doti e virtù, 370. Dichiarato imperadore, 371. Sue lodevoli azioni, e governo, 373, 374. Congiura contro di lui, 376. Insultato dai pretoriani, ivi. Elegge Traiano suo collega, 378. Fine dei suoi giorni, 379.

Nestore (Giuliano), prefetto del pretorio sotto Macrino, ucciso da Elagabalo, I, 755.

Nestorio, vescovo eretico di Costantinopoli, II, 473. Condannato da papa Celestino, 478. E dal concilio efesino, 480. Confinato in un monastero d'Antiochia, ivi. Suoi libri abbruciati, 490. Rilegato in Oasi d'Egitto per ordine dell'imperadore Teodosio II, 403. Sua mala morte, ivi.

Neustria: così chiamata la parte occidentale della Lombardia, III, 82.

Nevigaste, generale di Costantino, tiranno della Gran Bretagna, tratta di pace con Saro generale dell'imperadore Onorio nelle Gallie, II, 379. Per ordine di Saro gli è tolta la vita, ivi.

Nevitta, generale di Giuliano Augusto, poi console, II, 104, 112, 119.

Niccolò I papa. Sua elezione, III, 684. Suo libro dogmatico perduto, 688. Manda legati a Costantinopoli in favore di sant'Ignazio, 692. Scomunica Giovanni arcivescovo di Ravenna, 694. Abolisce le inique di lui consuetudini, 695. Suo zelo contro Lottario re di Lorena pel ripudio della moglie, 698. Da re Carlo Calvo ottiene il perdono a Baldoino conte di Fiandra, 700. Procede contro i vescovi da lui spediti a Metz pel ripudio fatto da re Lottario, e venduti alla corte, e riprova il concilio colà celebrato, ivi. Insulti a lui fatti da Lodovico II Augusto, 702. A lui spediscono un'ambascieria i Bulgari, 708. È richiamato a miglior vita, 714.

Niccolò II papa. Sua intronizzazione e concilio, IV, 288. Celebra un altro concilio in Melfi, 290. Stabilisce un accomodamento coi Normanni, 291. Umilia i baroni romani, 293. Suoi viaggi, 297. Dà fine a' suoi giorni, 299. Sconcerti accaduti dopo la sua morte, ivi.

Niccolò, arcivescovo di Salerno, IV, 946.

Niccolò, vescovo di Reggio, per ordine di papa Gregorio IX mette concordia tra i Bolognesi e i Modenesi guerreggianti tra loro, IV, 1091.

Niccolò III papa. Sua elezione, V, 121. Ottiene da Bidolfo re de' Romani il dominio e possesso della Romagna, 126. Abbassa Carlo re di Sicilia, 127. Fine di sua vita, e suoi alti disegni, 136.

Niccolò IV papa. Sua elezione, V, 193. Stabilisce tregua tra i due emuli re di Sicilia, Carlo e Giacomo, 200. Sua gran parzialità pei Colonnesi, 209. Sua premura e diligenza nel far pubblicare la crociata per tutti i regni cristiani, e somministrar denaro per soccorrere i cristiani in Soria, 211. Passa all'altra vita, 217.

Niccolò, patriarca di Gerusalemme, V, 213.

Niccolò da Prato, cardinale, spedito da papa Benedetto XI per pacificare i Fiorentini in guerra fra loro V, 290. Nel conclave dopo la morte di detto papa capo della fazione franzese, 295. Suggerisce al papa Clemente V di rispondere al re Filippo di Francia, che non poteasi che in un concilio trattare le faccende in quistione tra essi, 309. Consiglia lo stesso pontefice a far che tosto s'unissero gli elettori dell'imperio per eleggere Arrigo conte di Lucemburgo a successore dell'imperadore Alberto d'Austria, 517.

Niccolò I, marchese d'Este, V, 483, 503. Fatto prigione in battaglia, 510. Guerreggia contro Modena, 526. Che gli è ceduta, 530. Manca di vita, 573. Niccolò, patriarca d'Aquileia, fratello naturale dell'imperadore Carlo IV, fatto signore di Siena, poi vergognosamente deposto e cacciato, V, 645.

Niccolò II, marchese d'Este, signor di Ferrara, V, 685. Sua lega contro i Visconti, 687. Pace fra essi, 696. Di nuovo fa lega contro di essi, 705. Va al servigio del papa Urbano V, venuto in Italia, 708. Sua flotta sbaragliata da quella de' Visconti, 713. Fa pace con essi, 718. Infelice suo tentativo per prendere Reggio, 727. Ripiglia Sassuolo, 737. Compra e perde Faenza, 756. Fine di sua vita, 825.

Niccolò di Guarco, doge di Genova, V, 768. È deposto, 796.

Niccolò III, marchese d'Este, signor di Ferrara, succede al padre, V, 857. Guerra fattagli da Azzo, pur marchese d'Este, 862, 866. Capitan generale del papa Bonifazio IX contro i duchi di Milano, 913, 916. Invano tenta l'acquisto di Reggio, 923. Va in aiuto del Carrarese, 927. Ricupera Rovigo, 930. Lo rende, e fa pace co' Veneziani, 936. Gli muove guerra Ottobuono de' Terzi tiranno di Parma e di Reggio, 959. A cui fa levare la vita, 968. Divien padrone di Parma e di Reggio, 968. Fatto prigione, e rilasciato, 990. Cede Parma al duca di Milano, 1032. Tratta la pace fra i Veneziani e il duca di Milano, 1072, 1074, 1101, 1112. Ricupera Rovigo, 1133. Tratta ancora di pace tra i Veneziani e il duca di Milano, 1150. Sua morte, 1154.

Niccolò Piccinino: principii della sua milizia, V, 1010. Va all'assedio d'Aquila, 1055. Fatto prigione in Val di Lamone, 1060. Va al servigio del duca di Milano, 1062. E al soccorso della cittadella di Brescia, 1065. Generale dei Genovesi, 1083. Dà una rotta a' Fiorentini, ivi, 1084. E a' Veneziani, 1088. Fa guerra in Toscana, 1090. In Valtellina, 1097. Fa guerra al conte Francesco Sforza, 1106. Dà una rotta a Veneziani e Fiorentini, 1109, 1125. Occupa Bologna, 1131. Fa nuovamente guerra ai Veneziani, 1133. Assedia Brescia, 1134, 1137. Suoi pregressi contro i Veneziani, 1138. Prende Verona, ed è sconfitto da Francesco Sforza, 1140. Guerreggia in Toscana, 1143. Torna a far guerra ai Veneziani, 1151. Fa pace col conte Francesco Sforza, 1159. Prende e saccheggia Assisi, ivi. Se gli ribellano i Bolognesi, 1163. Fa guerra a Francesco Sforza, 1164. Da cui resta sconfitto, 1167. Rotta da esso Sforza data a Francesco di lui figlio, 1170. Fine del suo vivere, 1171.

Niccolò Albergati, cardinale, da papa Martino V spedito a Venezia per trattar di pace fra quella repubblica ed il duca di Milano, V, 1067. Malcontento del duca di Milano, se ne torna al suo vescovato di Bologna, 1069. Rimandato a trattar di pace, 1073. E la conchiude, 1074. Presidente del concilio generale tenuto in Ferrara, 1026.

Niccolò, cardinale di Capoa, V, 1119.

Niccolò V papa. Sua elezione, V, 1185. Estingue lo scisma dell'antipapa Felice V, 1203. Fugge dalla peste, che faceva strage in Roma, 1213. Solennizza il giubileo, ivi. Sue insigni opere e fabbriche 1220. Suo zelo contro i Turchi, 1231. Congiura contro di lui, 1234. Fine del suo vivere, 1239.

Niccolò Forteguerra, cardinale, VI, 14.

Niccolò Tron, doge di Venezia, VI, 41. Sua morte, 46.

Niccolò Marcello, doge di Venezia, VI, 46. Manca di vita, 49, 50.

Niccolò Orsino, conte di Pitigliano, generale dei Fiorentini, ricupera Sarzana, VI, 98. Generale de' Veneziani, 198, 227. Obbliga i Franzesi ad abbandonar varii luoghi da essi presi e ritirarsi oltre l'Adda, 234, 235. Intervenne alla battaglia di Ghiaradadda, da cui fuggendo vergognosamente si mise in salvo, 236. Ricupera Padova, 242. Difende essa città assediata dagli imperiali, 247. Termina i suoi giorni, 250.

Niccolò da Ponte, doge di Venezia, VI, 778.

Niccolò Sfondrati, vescovo di Cremona, eletto papa, VI, 830. V. Gregorio XIV.

Niccolò Donato, doge di Venezia, VI, 959.

Niccolò Contarino, doge di Venezia, VI, 1032. Sua morte, 1048.

Niccolò Coscia. V. Coscia (Niccolò).

Nicea, città totalmente atterrata dal tremuoto, II, 171, 172.

Niceforo, figlio di Artabaso, dichiarato imperadore dal padre, III, 230.

Niceforo, patrizio e logoteta generale in Costantinopoli, si rivolta e si fa proclamare imperadore, III, 436. Suoi ambasciatori all'imperadore Carlo Magno, 439. Compera la pace da' Saraceni con promessa d'un annuo tributo, 450. S'attira addosso l'odio di tutto il popolo, 468, 469. Esce contro Crumno re da Bulgari, da cui è disfatto coll'esercito, e morto, 476.

Niceforo, patriarca di Costantinopoli, III, 477.

Niceforo Foca, generale di Romano imperador di Grecia, conquista l'isola di Creta, III, 1152, 1153. Divenuto imperadore, rinfaccia a Liutprando, ambasciatore d'Ottone, la crudeltà del suo signore, 1179. Sua alterigia e suoi vizii, 1185, 1186. La moglie ed il popolo tutto congiurano contra di lui, e l'uccidono, 1192, 1197.

Niceforo Botoniata, scomunica contro di lui fulminata da un concilio tenuto in Roma da papa Gregorio VII, perchè avea usurpato il trono imperiale, IV, 390.

Niceta, vescovo d'Aquileia, II, 559.

Niceta, vescovo di Selva Candida, III, 131.

Niceta, patrizio greco, viene in soccorso de' Veneziani, III, 460.

Nicezio, vescovo di Treveri: sua lettera. II, 977.

Nicomedia, città della Bitinia, in un istante ruinata dal tremuoto, II, 86.

Nigidio, generale de' Romani nelle Gallie, II, 610. Lo stesso che Egidio, 614. V. Egidio.

Nigriniano, forse figlio di Alessandro tiranno dell'Africa, I, 1092.

Nilo (San), abbate, fondatore del monistero di Grottaferrata. Sua predizione ad Aloara principessa di Capoa, III, 1276. Detesta l'obbrobrioso trattamento fatto da' Romani all'antipapa Giovanni, IV, 29.

Nipote (Giulio), da Leone imperadore spedito con un'armata in Italia contra di Glicerio sedicente imperadore, II, 652. Sposa una nipote dello stesso Leone, ivi. D'ordine dell'imperadore proclamato a Ravenna Cesare da Domiziano uffiziale imperiale, ivi. Va a Roma, ivi. Obbliga colà Glicerio a deporre la porpora, ivi. Proclamato poscia imperadore d'Occidente, ivi. Spedisce santo Epifanio Vescovo di Pavia ad Enrico re de' Visigoti a Tolosa, da cui ottiene la pace, 653. Crea patrizio, indi generale d'armata nelle Gallie Oreste, 655. Il quale gli si ribella, ivi. Si ritira in Ravenna, ivi. Da dove, non potendo resistere, fugge a Salona in Dalmazia, e quivi ritiene il dominio, 656. Ricorre a Zenone imperadore d'Oriente, acciò lo aiuti a ricuperare l'imperio, 665. È ucciso per insidie degli uffiziali della sua corte. Viatore ed Odiva, 676.

Nizone, vescovo di Frisinga, IV, 254.

Nizza presa da' Franzesi, VII, 190, 191, 211. Congresso ivi tenuto fra i ministri delle potenze, 699.

Noaglies (Adriano Maurizio duca di), generale dei Franzesi in Italia, VII, 409. Dichiara la sospension d'armi fra essi e l'imperadore Carlo VI, 412.

Nocera, città della Puglia presa e diroccata da Costante Augusto, III, 11.

Nola, distrutta dai Vandali, II, 581.

Nolfo, conte, toglie al conte Speranza il dominio di Urbino, V, 530. Generale de' Pisani, 562.

Nomenoio, duca della minor Bretagna, si ribella a Carlo Calvo, III, 629, 644.

Nonantola, monistero insigne del Modenese, III, 253, 443, 838. Ivi seppellito Adriano III papa, 847. Distrutto dagli Ungheri, 938. Sue ricchezze, 1077, 1098, 1173, 1235.

Nonnechia, moglie di Geronzio, ribelle all'imperadore Onorio nella Spagna e nelle Gallie, II, 411. Lodata da Sozomeno, ivi.

Norbano, prefetto del pretorio, congiura contro Domiziano, I, 367.

Norberto, vescovo di Reggio, spedito ambasciatore al greco imperadore Leone dall'Augusto Lodovico Pio, III, 491.

Norberto, abbate di S. Pietro in Coelo aureo di Pavia, III, 1196.

Nori Sitifensi, popoli dell'Africa soggetti al romano imperio, mandano ambasciatori a Valentiniano Augusto, II, 522.

Noris (Enrico), Veronese, cardinale: sua morte, VII, 188.

Normanni, o Danesi, cominciano ad infestar le Gallie, II, 796. Corsari, quai popoli fossero, III, 463. Loro incursioni nella Frisia, 599. Saccheggiano e bruciano Roano, 622. E Parigi, 643. Occupano varie provincie delle Gallie, 650. Altre provincie e città da loro desolate, 663, 668, 684. Passano nel Mediterraneo, 688. Danno il sacco a Pisa, 690, 691. Loro inumanità nella bassa Germania, 827, 833. Poco prosperamente fa lor guerra Carlo il Grosso Augusto, ivi, 834. Assediano Parigi, 851. Lor venuta in Puglia, IV, 117. Danno una rotta ai Greci, 119. Poi sconfitti da essi, 125. Fondano la città di Aversa, 165. Privilegiati da Corrado Augusto, 198. Fan guerra ai Greci, 208, 210. Loro vittorie, e divisione di Stati, 214, 215. Danno aiuto ai Greci, 217. Sempre più divengono potenti nella Puglia, 233. Odiati per le loro avanie, 258. Loro armata contro il papa Leone IX e collegati per cacciarli dalla Puglia, 261. Che sbaraglia quella dei collegati, e fa il papa stesso prigione, 262. Lor battaglia con Argiro duca d'Italia per l'imperador greco, 264. Loro progressi in Puglia e Calabria, 268. Difensori della santa Sede, 293.

Notekerio, ossia Noterio vescovo di Verona, III, 1008, 1047,

Notingo, vescovo di Brescia, III, 652. Dall'imperadore Lodovico II spedito ambasciatore a Lodovico re di Germania, 685.

Novalesa, monistero a piè del monte Cenisio: sua fondazione, III, 211.

Novaio, cattolico, vescovo di Sitifa, esiliato da Genserico re de' Vandali, II, 496.

Numaziano (Claudio Rutilio): suo Itinerario, II, 447.

Numeriano, grammatico: curiosa sua malizia in favore di Severo Augusto, I, 666, 667.

Numeriano (Marco Aurelio, ossia Marco Numerio), figlio di Caro Augusto, I, 1001. Succede al padre nell'imperio mentre si trova nell'Oriente contro i Persiani, 1004, 1005. Riconosciuto in Roma e in tutte le provincie, 1005. Parte per l'Italia, e mentre si trova in Eraclea della Tracia, dal suocero Ario Apro, prefetto del pretorio, è ucciso, 1006.

Numerio Attico, senatore, finge deificato Augusto, I, 43.

Numidi, popoli dell'Africa, soggetti al romano imperio, mandano ambasciatori a Valentiniano Augusto, II, 522.