NOTE:
[1]. E così ci è parso doverlo intitolare, quantunque nel corso dell'opera il Poeta chiami sempre Ranaldo, ed una volta Rainaldo, l'eroe del poema, che nel Furioso è nominato Rinaldo. Nè può cader dubbio che sieno due personaggi diversi, venendo sotto ambedue le denominazioni ciascuno qualificato per figlio d'Ammone paladino di Francia, Signor di Montalbano e fratello di Bradamante; cosicchè di tal cambiamento non può addursi per causa che il buon piacere dell'Autore.
[2]. Venezia 1551, presso il Marcolini a pag. 82.
[3]. Opuscoli del Calogerà vol. XII pag. 143 a 214.
[4]. Ora V. per le ragioni addotte a pag. XXI.
[5]. Qui sbaglia il Baruffaldi, perchè Bradamante non era donna di Rinaldo, ma sorella di esso e di Ricciardetto.
[6]. Ed una di nove, potea aggiungere.
[7]. Nel primo foglio che serve di guardia al Codice si legge di non antico carattere: Questo fu scritto dall'Ariosto, dopo il 1512, perchè descrive la gran battaglia seguita in Ravenna nel detto anno, vinta dai Francesi per opera del Duca Alfonso Primo, descritta dal Sardi nel lib. 2 della sua storia. Nell'altro foglio poi che forma la guardia in fine, si legge il seguente attestato:
Ferrara 30 Gennajo 1840.
Attesto io sottoscritto Bibliotecario della pubblica Biblioteca di questa città, che le qui unite carte num.º trenta di stanze 244, alcune delle quali imperfette, contenenti parte d'un poema inedito dell'Ariosto intitolato il Rinaldo, di cui parla il Baruffaldi Vita dell'Ariosto alle pagine 172-3, recandone saggio alle pagine 310-14, sono scritte di mano di Lodovico Ariosto, avendone io fatto il confronto tanto col poema intitolato Orlando furioso, che colle Satire, e con altri scritti, che autografi si conservano in questa pubblica Biblioteca; e per convalidare vieppiù questa mia attestazione vi ho posto il sigillo di questo pubblico stabilimento presenti i sottoscritti testimonj consultati nel confronto.
- Don Pietro Caprara
- Don Giuseppe Antonelli Vice Bibl. Testimonio
- Don Gaetano Ortolanini Aggiunto alla Bibl. Testimonio
- Andrea Borgonzoni maestro di Calligrafia
- Benedetto Giovanelli Custode.
Ad onta però di questa solenne ed ingenua testimonianza di persone per ingegno e per probità commendabilissime, non son mancati certi cotali che da quell'oscurità che è la loro atmosfera hanno cercato, da bassa invidia o da crassa ignoranza mossi, di sparger dubbiezze sulla originalità del nostro Codice. Noi condoniamo loro il misero tentativo di nuocerci, perchè li uomini di sano giudizio faranno la nostra vendetta coi plausi, e perchè è rimasto ad essi tanto pudore da non volere, quantunque invitati e provocati, far pubblica la loro sentenza, per tema, ci crediamo, che non divenisse quel che fu a Mida il motto susurrato alla terra dal di lui barbiere. Però da buoni Cristiani preghiamo il Cielo che a tali giudici apra li occhi corporali, e spiani e raddirizzi le loro menti storte e contraffatte.
[8]. V. questa prefazione a pag. [XI].
[9]. La stampa di questi Frammenti col fac-simile del carattere dell'Autore speriamo che ecciterà i bibliotecari ed i possessori di antichi manoscritti di poesie sconosciute ed anonime a fare degli studj e delle ricerche per entro ai medesimi, e ad istituire dei giusti confronti; e chi sa che un giorno qualcuno più avventurato di noi, seguendo la via che abbiamo aperta, non giunga a completare questo lavoro?
[10]. Roma, Tipografia delle Belle Arti 1835.
[11]. ciuffa per zuffa.
[12]. cum per con qui ed altrove costantemente.
[13]. cade per cadde.
[14]. Anci per anzi qui ed altrove.
[15]. Nè il ciel credette aver già secondo.
[16]. Trovansi in questi Canti troncate molte voci di due e di tre sillabe, che regolarmente non consentirebbero il troncamento; però non mancano esempi tra gli antichi rimatori di quest'uso più che licenza, che non si riferiscono per brevità; e le più comuni sono: col per collo, car per carro, tor per torre, lor per loro, don per donna, fal per fallo; parol per parole; schier per schiera; fer per ferro; le quali si notano qui tutte insieme per non ripeterle ai luoghi respettivi.
[17]. accade per accadde.
[18]. cade per cadde.
[19]. ciambra per camera qui ed altrove.
[20]. frissata per fregiata, adorna.
[21]. rada per rara, straordinaria.
[22]. Fada per fata, maga, dallo spagnuolo Fada o hada.
[23]. E sol cercava acciò.
[24]. Don per donna.
[25]. gran core.
[26]. distolte per liberate.
[27]. Ninfe io son la prima.
[28]. Che così dette son le ninfe d'acque.
[29]. E credo il mio servir non gli dispiacque.
[30].
La tua impresa da lei fia meritata,
Qual viepiù (credo) che ogni altra gli piacque.
[31]. Per dimostrar.
[32]. Fu crocifisso.
[33]. ogni altro Deo.
[34]. nuoi e vuoi per noi e voi qui ed altrove.
[35]. sciò per so qui ed altrove; sciai e scià, scianno per sai, sa e sanno.
Il Bojardo cantò: Ben scio certo che pria.... Ben sciò ch'io sosterrei (Sonetti e Canzoni, Milano 1845 pag. 32).
[36]. Toccavassi per Toccavasi.
[37]. Ferraù.
[38]. Stanza mancante del sesto verso.
[39]. fa scordarli.
[40]. dama.
[41]. puoco per poco qui ed altrove.
[42]. E a ogni sfrenato cuor.
[43]. Come in lucerna.
[44]. Quella spoglia mortal dal dì che in fasce.
[45]. Ella.
[46]. Bastammi per Bastami.
[47]. Esser propizia.
[48]. puoi per poi qui ed altrove.
[49]. dicerne per discerne.
[50]. ricerca.
[51]. Son disposto, dama, condurmi. Condure per condurre, in grazia della rima. Dante cantava:
La mente innamorata che donnea
Colla mia donna sempre, di ridure
Ad essa gli occhi più che mai ardea.
(Parad. C. XXVII v. 88-91).
[52]. tornarmi bisogna.
[53]. Quale era direttiva al magno conte.
[54]. cioè Orlando.
[55]. mirando.
[56]. sciolsella per sciolsela. Verso mancante di due sillabe.
[57]. chi la manda.
[58].
E pregate che come la passata,
Questa altra notte sia da te trattata.
[59]. il vero.
[60]. diedi l'amore e l'alma.
[61]. e di me resti sazio.
[62]. il dì potevi rivedermi.
[63]. non crederia.
[64]. Verso con una sillaba di più.
[65].
Non che l'usasse, ma pensar potesse
Di usarlo, alcun non scià che lo credesse.
[66]. sapeva di quel caso.
[67]. E ridente il baron s'estima.
[68]. accarecciar per accarezzar.
[69]. presella per presela.
[70]. Dovrebbe invece leggersi levante.
[71]. Piacemmi per piacemi.
[72]. Conoscessi per conoscesi.
[73]. Aver il cervello dove la civetta ha il gozzo, vuol dire non averne.
[74]. Così non ti vergogni, e mi.
[75]. partito per scommessa.
[76]. parangone per paragone, prova; dall'antico francese parangon; ripetuto in seguito.
[77]. debbassi per debbasi.
[78]. detto ha.
[79]. facciammi per facciami.
[80]. cioè, chi dice ch'io non ho cervello, indovina peggio di quello che non veda io.
[81]. Il sdegno.
[82]. Volsessi per vollesi.
[83]. Muta l'effigie.
[84]. dolor.
[85]. e dentro.
[86]. uso per usato, avvezzato, adoprato.
[87]. articola, cioè, dimostra minutamente.
[88]. Azael e la Clavicola, titoli d'opere di Magia e Negromanzia.
[89]. cioè, per la via più comoda che può.
[90]. allestra per allestisce, prepara.
[91]. nome del folletto o demone lasciato in sua vece da Malagigi, chiamato da Dante Libicocco Inf. C. XXI.
[92]. Per prenderlo pregion.
[93]. L'armata turba de Galliciana.
[94]. Orlando vien dai poeti e romanzieri dipinto come guercio o strabo.
[95]. metaforicamente per li percuote.
[96]. Chi se gli fe' vicin, stavan lontani.
[97]. abaglian per abbaiano, latrano.
[98]. in frotta.
[99]. più stravagante, più bizzarro.
[100]. mostrar sua forma al conte.
[101]. questo uno.
[102]. E mentre per la ciambra un gran fracasso.
[103]. balci per sbalzi, salti.
[104]. cioè quando la grandine cade con tanta furia da sbucciare i salci.
[105]. ponto pose quel che in ne le.
[106]. cioè, e se non fosse accaduto che la regina ne era molestata.
[107]. latino per sono; e ciò per dar maggior solennità all'esorcismo.
[108]. cioè, gridò all'asino.
[109]. volse per volle come altrove.
[110]. Calcabrino demonio nominato da Dante (Inf. C. XXI e XXII).
[111]. Mossessi per Mossesi.
[112]. per gagliardi qui ed altrove.
[113]. Movendossi per Movendosi.
[114]. Che il gettò a terra, e non gli fece peggio.
[115]. Camilla e Pentesilea, valorose eroine rammentate da Virgilio.
[116]. cioè vi sparpaglio, vi dissolvo.
[117]. da voi.
[118]. uccide.
[119]. quello.
[120]. cioè ristringa, rimpicciolisca.
Che tutte le smarisse, anci le occide,
Così la dama i sarracin divide.
Tal sono a parangon de altri men forti
Contra pagan la dama e Dudon sorti.
[122]. Si sforzano portar vittoria e vanto.
[123]. spenti per spinti.
[124]. latinamente per pena.
[125]. per caccia, spinge.
[126]. Il gigante la sua nell'elmo ferma.
[127]. Al buon Dudone.
[128]. Non volse il cavaliere in quel drapello.
[129]. ello.
[130]. da Ranaldo mutato.
[131]. schismo, metaforicamente per l'atto di staccarsi donde si trovava, e scagliarsi addosso a Rinaldo.
[132]. de fuga, cioè precipitosamente.
[133]. parossismo, termine di medicina, esacerbazione.
[134]. cioè, risponderle coll'armi.
[135]. alciata per alzata.
[136]. troncamento licenzioso.
[137]. cazza per caccia, fuga.
[138]. L'ordine di.
[139]. e il suo.
[140]. Cum trenta milia.
[141]. Primo a ferir.
[142]. secco per seco.
[143]. e grida Bradamante.
[144]. de un forte l'onore.
[145]. Che preso.
[146]. Ordine fu.
[147]. o vero al tutto occide o in terra.
[148]. Allor pagano alcun più non sofferse.
[149]. L'assalto..... tradito.
[150]. Dall'altro canto.
[151]. Mossessi per mossesi.
[152]. dove Marcallar.
[153]. fu allor.
[154]. investisse cioè investisce o meglio investe.
[155]. per sforzasi.
[156]. quel.
[157]. Il fatto cui qui si allude, come gli altri avvenimenti accennati nelle St. III. IV. V. e VI. son toccati nell'Orlando Furioso Canto III. St. LIII. LIV. LV. Canto XIV. St. II. e seg. C. XXXIII. St. XL. e seg. e ne parlano il Guicciardini nella Storia d'Italia lib. VIII e IX, e il Giovio nella vita d'Alfonso d'Este.
[158]. tre.
[159]. E posto in seggio cum.
[160]. Che sol prudenzia gli donò.
[161]. L'inclito Alfonso Estense signor mio.
[162]. contra a chi di lui ha maggior.
[163]. per rimuova.
[164]. Ravenna, Zanniolo.
[165]. Quanto di Alfonso fu la sorte rea.
[166]. Che 'l vincer a ogni via non fa mai.
[167]. salvar lor.
[168]. cum furor.
[169]. E Balugante allor tosto soccorse.
[170]. lor.
[171]. il favor.
[172]. il capo si lavasse.
[173]. ardente.
[174]. li ebbe.
[175]. L'esercito.
[176]. Stavali in mezzo.
[177]. Va.
[178]. quelle stanze.
[179]. Quell'arbor sagittar par.
[180]. troncamento licenzioso, come fu avvertito.
[181]. colli.
[182]. gambe.
[183]. quadriga, nel genere mascolino, manca d'esempio.
[184]. dritta.
[185]. Ma in alto va talora e talor basso.
[186]. Va sfrenato talor.
[187]. Tardi talor, talor.
[188]. Feraguto allora.
[189]. tranno i pregi, cioè, gittano i preghi.
[190]. Cum dolci.
[191]. Sperano.
[192]. implorano, invocano.
[193]. con berrette su una parte, cioè alla smargiassa.
[194]. pettinata.
[195]. per vedeasi.
[196]. Perchè fur, benchè non sian, nupte quelle.
[197]. tien.
[198]. Quello che dicesi qui con poca reverenza del costume degli Ecclesiastici, non vuolsi prendere a rigore, ma qual vivacità poetica, sebbene alquanto abusivamente satirica, alla quale però essi pure non mancavano forse di dare appiglio, se si consideri la corruzione grandissima di quei tempi. Inoltre la libertà colla quale, per mancanza di clausura, i preti ed i frati conversavano colle monache, dava campo ai maligni ed ai belli spiriti di interpretar sinistramente la loro innocente familiarità; S. Chiesa però pose riparo a queste cause di scandalo, santamente provvedendo alla esemplare riforma claustrale.
[199]. ciera.
[200]. cercano.
[201]. puote per potè.
[202]. lanza.
[203]. lanza.
[204]. dal pomo.
[205]. non vi rendo.
[206]. Come Idio vole sue mercede assetta.
[207]. Come Dio vole — Come esso alfine.
[208]. difeso ha con sua mano.
[209]. essendo Ispano.
[210]. per mostrandolo.
[211]. verso con rima sbagliata.
[212]. cioè, si distacca, si divide.
[213]. Di sangue.
[214]. occide.
[215]. andasse.
[216]. nome della spada d'Astolfo.
[217]. Anglese per Inglese.
[218]. a gran ventura.
[219]. cioè, la conquista di Gerusalemme e del S. Sepolcro.
[220]. Chi cum offizii.
[221]. verso di soverchio alla stanza.
[222]. Mentre che questo.
[223]. Facea re Carlo, gionse un messaggiero.
[224]. Leone III.
[225]. cioè ridotti a mal punto.
[226]. cioè incontro.
[227]. gran rapine.
[228]. Se è riprovevole la libertà che qui usa il Poeta riprendendo alcuni abusi, che pur sfortunatamente s'introdussero nella Corte Romana in tempi lacrimevoli per S. Chiesa, si prega il Lettore a non volere esser con esso più rigoroso di quel che questa pietosa Madre si mostrò verso Dante, il Petrarca ed altri gravi scrittori ortodossi; perchè ad onta di tante zizzanie seminate nella mistica vigna, portae Inferi non praevalebunt adversus eam, e la pietra angolare su cui Gesù Cristo fondava la Chiesa in aeternum non commovebitur.
[229]. onore.
[230]. per miglia.
[231]. Della adorna cittade di Parigi.
[232]. cioè ricche.
[233]. Di tutte sorte.
[234]. Rellique sante e in man ricci messali.
[235]. E dopo lui ognun forte chiamava — Italia, Italia.
[236]. V. Plutarco nelle vite degli illustri capitani qui nominati, ove son descritte diffusamente le loro imprese, ad ingrandimento della potenza Romana.
[237]. Cesar la Franza, e Mario li Alemani.
[238]. spesso.
[239]. Della guerra di Carlo Magno contro Desiderio e suoi collegati parla il Poeta nel I e II dei cinque Canti aggiunti al Furioso. Qui dice che il re longobardo fu vinto non per valore de' nemici, ma per gastigo divino, tenendo egli le parti contra la Chiesa.
[240]. cioè, baciògli.
[241]. Nè prima il sacro imperator levosse.
[242]. cioè, sollevandolo da terra, facendolo sorgere. Modo nuovo di usar questo verbo attivamente.
[243]. In piede, e a ciò che vole il papa cede.
[244]. Montò il destrero senza altri letigi; cioè senza contesa di complimenti.
[245]. quella di re.
[246]. cioè, il suo capo.
[247]. Stavano de' Romani.
[248]. cioè da viandante.
[249]. cioè scelto, eletto.
[250]. Carlo quel giorno.
[251]. avuta da re Carlo.
[252]. forse qui s'allude all'impresa contro Urbino.
[253]. In tutti i romanzi e poemi di cavalleria, Orlando è chiamato senator romano.
[254]. E fu di chiara e nobil nazione.
Come di nome, detto Scipione
Nato di quell'illustre nazione.
[256]. nè tra lor si noma.
[257]. cioè convenienti in precedenza ed etichetta.
[258]. cioè mal custodite.
[259]. andavano.
[260]. Tutte sonare in guisa di allegrezza.
[261]. Tamburi e trombe et altre cose strane.
[262]. mottetti.
[263]. Papa Leone.
[264]. per magione, stanza, da maison.
[265]. fio per figlio. Dissero gli antichi, Figiovanni, Fighineldi per figlio di Giovanni, figlio di Ghineldo.
[266]. Tornata era la dama colorita.
[267]. Quivi fu udito.
[268]. cioè volgere, indirizzare.
[269]. Passata ha l'Alemagna.
[270]. Il suo viaggio tien.
[271]. Pur quanto più da Franza si allontana.
[272]. Tiensi dal lato verso tramontana.
[273]. troncamento licenzioso, come fu avvertito.
[274]. A crudel morte.
[275]. Piagne meschina.
[276]. cioè che la vede oggetto d'amore.
[277]. alcun.
[278]. verso viziato nella desinenza per ripetervisi la rima colla stessa voce del verso secondo.
[279]. per spanna.
[280]. cioè la natura adoprò ogni potere per farlo il più vigliacco e il più poltrone di tutta Spagna.
[281]. troncamento licenzioso.
[282]. Tanto.
[283]. Non men vaghe al veder che.
[284]. disconzo per disturbo.
[285]. cioè munte.
[286]. mostri.
[287]. troncamento licenzioso da non usarsi.
[288]. Qui il Poeta segue la credenza volgare al suo tempo sulla grandezza comparativa tra il Sole e la Terra; ed il Varchi nella XIX lezione sulla Divina Commedia dice, il Sole, il quale è il maggiore anzi il padre di tutti i lumi, contiene la terra 166 volte e 3⁄8 (V. Varchi, Lezioni sul Dante pag. 529). Gli astronomi moderni però fanno il Sole 1,326,480 volte maggior della Terra (V. Annuaire du bureau des longitudes pour 1846.)
[289]. pare.
[290]. Ranaldo che si vide il mostro accosto.
[291]. mossessi per mossesi.
[292]. troncamento vizioso da non seguirsi.
[293]. vacce per vacche.
[294]. ad altro.
[295]. Non rivolse che a Ismonda ogni.