LIII. IL SUO GRAND'UOMO...
E Claudio è lì, con Rosetta avvolta nel suo domino bianco, ad ascoltar quelle sue musiche ch'egli ama. E tutta la folla silenziosa, raccolta intorno, è presa da quel suono di pifferi e di tamburi, da quel canto di malinconia e di guerra. Claudio stesso sente, quella sera, come non sentì prima a tavolino, tutt'il misterioso e irresistibile potere di quei canti. E come si stringe, commossa, Rosetta al braccio di Claudio, com'è felice nel suo amore, come sarà bello divider tutta la vita con lui, esser partecipe di tutte le sue battaglie e d'ogni suo trionfo, com'è orgogliosa del suo grande artista ch'ella adora, del suo grand'uomo che l'adora!...