LV. LA «FESTA CIRANESCA».

Nel giardino e nelle sale la «festa ciranesca» è nel suo pieno splendore, ma, non ostante l'eleganza e la signorilità che Grazia ha cercato di conferirle, è una festa paesana, chiassosa e disordinata. Quel mondo di provinciali in festa s'è diviso in due gruppi: quelli che vogliono veder tutto e sono in un continuo andirivieni che fa un gran chiasso e un gran disordine e quelli che non osano veder nulla e restano lì, per ore e ore, dove il caso della prima entrata li ha messi, su una poltrona, su una sedia da giardino, sotto l'arco d'una porta o appoggiati al tronco d'un albero. Quelli che sono mascherati sono i più vivaci. Nei giorni passati Grazia ha fatto loro provare come si dovevano divertire per divertire gli altri. E c'è Ragueneau che distribuisce paste e marrons glacés... E ci sono i cuochi della Rosticceria che sfornano, in un riflesso di lampadine rosse, grosse torte che, tagliate a fette, spariscono in un batter d'occhi. Qua e là, per le sale, i Guasconi intrecciano a duello gli spadoni. E c'è un gran roteare di colpi che sovente non cadono su le spalle dei duellanti ma su quelle degli invitati. Ne ha preso uno, curiosando, il maestro di scuola, così forte da fargli credere d'aver lussata una spalla. Azzimato nel suo frac, la bocca piena di pasticcini, don Giovannino si pavoneggia in un gruppo di damine secentesche. Il conte Spada, che è gran signore e gran lettré, gli ha detto or ora:

— Queste damine dovrebbero essere le précieuses ridicules dell'Hôtel Rambouillet... Ma le preziose son loro e il ridicolo sei tu...

Olà! Voleva, don Giovannino, protestare, ma voltandosi s'è trovato davanti il naso formidabile di Cirano che continua a andare su e giù pei salotti gridando con la voce stentorea:

Questi sono i Cadetti di Guascogna,

tutti spavalderia, tutti menzogna...

E il conte Spada è fra le signore attempate che fan da tapisserie attorno alla sala con certi décolletés di raso dai colori violenti che sembran tavolozze di pittori futuristi: e c'è la moglie del sindaco, e c'è quella del preside del liceo, e c'è la signora del ricevitore delle imposte: il fior fiore, insomma, della buona società di Collina Verde. Ci sono anche le ragazze che son più carine, certo, e più ben vestite che le mamme. Ma chi le trova più le ragazze? Sono tutte, da un'ora, attorno a Claudio Arceri. A distanza, sì, perchè Claudio è con la sua fidanzata; ma attorno. E dove va lui arrivan loro.

Ha girato da per tutto, Claudio Arceri, alla ricerca di Grazia. Ha chiesto apertamente di lei ai quattro «amici del dopo-pranzo» ma nessuno l'ha vista e tutti se ne meravigliano: una festa così, senza padroni di casa... Una vera sconvenienza: ha detto don Giovannino, con la bocca piena della torta di Ragueneau...