XXXVII. COLUI CHE HA A TUTTO RINUNZIATO.
Pallida figura di Cristo su la grigia parete della cella ove Grazia ha trascorso, in affannosa veglia, la notte... E, d'innanzi a Colui che seppe a tutto rinunziare, la Badessa e Grazia sono inginocchiate pregando.
Nella lunga meditazione notturna, con la lunga preghiera, la serenità è ritornata nel cuore di Grazia. Il suo dolore è, adesso, pacato e forte. Ella accetta, gravemente, eroicamente, nella speranza d'un bene ultraterreno più tardi, la rinunzia suprema. Sollevando gli occhi verso la Madre Badessa che, come una madre veramente, le accarezza i capelli, Grazia sussurra:
— Rinunzio anch'io... come Lui... Porto anch'io... come lui... la mia Croce!
Un'ultima debolezza ed ella s'abbatte piangendo su le ginocchia della Madre. Ma questa, dolcemente, con parole che invocan la grazia, la risolleva. E la piccola martire chiede, chiede alla Badessa, e chiede ancor più a Lui:
— Ma come, come vincere la tentazione?... Come resistere al mio amore?
La Badessa non risponde. Colui che ha a tutto rinunziato risponde in fondo all'anima della fanciulla con misteriose parole. Grazia e la Madre si son levate e sono uscite. Sono adesso nel giardino del convento, appoggiate alla balaustra, d'innanzi all'ampio paesaggio azzurrognolo della pianura laggiù. E Grazia dice:
— Laggiù, al piano, il sacrificio mi sembrava ieri tremendo.....
E china il capo su la spalla della Badessa che ancora, come una mamma inconsolabile nel consolare, le accarezza dolcemente e lentamente i capelli....