XXXV.

SARAH BERNHARDT

Her eyes were as a dove's that sickeneth.
SWINBURNE

Bianca apparizïon dagli occhi immensi,
Dal magro viso smorto, dove un fiore
Sanguigno par la bocca che nei sensi
Versa ignoto languore,

Ella s'avanza, arcana creatura,
Dell'ideai col vero unione estrema,
Anima che traspar dalla figura
E il corpo strema.

Ed in mezzo al silenzio uno strumento
Nuovo risuona per la vasta sala…
È la sua voce musical, portento
Ch'alta dolcezza esala.

Le rime echeggian nuove ed ecco i vieti
Ritmi ne sembra udir la prima volta;
Quelli accenti di fàscini segreti
Empion la vôlta.

Ella commove fin le turbe sorde
E l'ascosa rivela umana fibra.
Lira vivente dalle cento corde
Che ad ogni tocco vibra.

Or la vediamo pura statua, eterna
Classica imago dalle caste pose;
Ma all'indomani si rifà moderna,
E con le ondose

Movenze ed il febbril gesto e il sorriso
Parigina si mostra—avventuriera—
Gran dama—amante dallo stanco viso,
Smorta, morbosa, vera.

La lunga stola dalle pieghe belle
Tragicamente cade sul suo piede;
Ella prega ed impreca—irosa—imbelle
Comanda, chiede,

Schiava, regina dal gemmato crine—
Innamorata, ascetica, pagana…
—Poi sovra il raso sa sgualcir le trine
Occhïeggiando vana.

E a dieci lustri d'intervallo il dramma
Rifulge ancor nella novella attrice,
Arde in quell'esil corpo una gran fiamma
Divoratrice.

E, presente, il Poeta imperituro*
Rammenta il dì della battaglia vinta!
Ed al supremo suo trionfo puro
Ora la vuole avvinta.

E dico a Lei: avventurosa, insieme
Al plauso della folla il plauso ottieni
Di Lui che ancor dall'alto tuona e geme,
Spezzati i freni.

Vivo Egli assiste alla sua gloria intera;
E applaude a te, artista, e a te sorride.
—Il tuo meriggio unito alla sua sera
Non scorderà chi vide.

* Victor Hugo assisteva nella primavera del 1879 alla prova generale di Ruy Blas—in cui Sarah Bernhardt aveva assunto la parte della Regina.