SCENA IX.

Giorgio e Nelli.

Nelli.

È un destino, perdio! A un bisogno, questa gente manca sempre! S’ostina poi a restarti tra i piedi dove è superflua e non serve ormai che a far più danno!

Giorgio.

Ma che m’importa degli altri! Che vuoi che me ne importi?

Nelli.

Oggi; lo so. Ma vedrai che te ne importerà domani.

Giorgio.

Prima di tutto, è inutile, perchè ormai sanno tutti: qua, là dove l’hanno vista e raccolta.... Ma quand’anche nessuno sapesse, se lo so io, non capisci, non capisci che per me è finita?

Nelli.

Io capisco, Giorgio, l’orrore che tu devi provare in questo momento. Ma bisogna che tu lo vinca. Lo vinca, sì, con la compassione che deve ispirarti quella poverina!

Giorgio.

Compassione? Tu parli a me di compassione?

Nelli.

Non vorresti averne?

Giorgio.

Ma che compassione vuoi che abbia io? Quella che potete aver voialtri, sì, e chiunque sappia di questo scempio, di quest’infamia! Oh! è facile! Chi può negargliela? Ma io sono il marito! sono il marito! Sono io, io solo veramente in presenza dell’orrore di questo scempio, che non è stato fatto a lei sola, ma anche a me! E in nessun altro, più che in me — neppure in lei — può essere più vivo e più crudo, questo orrore!

Nelli.

Sì, sì, t’intendo, Giorgio, t’intendo! È crudele, sì. Ma che vorresti fare?

Giorgio.

Non lo so.... non lo so.... Impazzisco.... Compassione, tu dici? Sai quale sarebbe la compassione vera in questo momento, per me? Che mi recassi là, sul letto di lei e per questo mio stesso amore la uccidessi, innocente!

Nelli.

Ma è irragionevole, scusa!

Giorgio.

Vuoi che ragioni?

Nelli.

Devi pur ragionare!

Giorgio.

Lo so, lo so: tu devi dirmi così, lo so! Ma se il caso fosse capitato a te? Ragioneresti tu?

Nelli.

Ma sì che ragionerei! Se qui non c’è colpa, scusa!

Giorgio.

E appunto questa è per me la crudeltà! Non capisci? Che ci sia l’offesa più brutale, senza esserci la colpa! Per me è peggio! Sarebbe offeso il mio onore, se ci fosse la colpa, e potrei vendicarmi! È offeso l’amore! E non intendi che niente è più crudele per il mio amore, che quest’obbligo che gli è fatto, di avere pietà?

Nelli.

Ma il tuo amore appunto, scusa, dovrebbe ispirare a te stesso la compassione!

Giorgio.

Impossibile! L’amore, no!

Nelli.

Ma sarebbe allora più crudele....

Giorgio

interrompendo.

Più crudele, sì!

Nelli

seguitando.

di ciò che quella poverina ha patito!

Giorgio.

Sì, sì! È proprio così! Il non aver compassione sarebbe crudele per lei; ma averne, è crudele per me! E quanto più tu ragioni, e quanto più io riconosco che sono giuste le tue ragioni, tanto più cresce la crudeltà per me! Debbo ragionare, già! Riconoscere che non c’è colpa; che ella è stata offesa più di me, nel suo stesso corpo, e che è là che soffre della violenza, dell’onta, del ludibrio.... E io che voglio? Che pretendo io? Rincarar la dose della crudeltà su lei? lasciarla così in quest’onta? disprezzarla?

Nelli.

Sarebbe ingeneroso!

Giorgio.

Sarebbe vile!

Nelli.

Vedi? Lo riconosci!

Giorgio.

Vile, sì, vile! Ma se si rivela così vile l’amore quando si trova come mi trovo io adesso, qua, al limite della sua più viva gelosia, che posso farci io? che posso farci?

Rompe in disperati singhiozzi.

Nelli.

Via, via, Giorgio.... Tu ti strazi inutilmente.... È il primo momento, credi....

Giorgio.

No! È la selva! È ancora la selva! È sempre la selva originaria! Ma prima almeno c’era l’orrore sacro di quel mostruoso originario, nella natura, nel bruto.... Ora, una villa coi suoi viali e le siepi e i sedili.... Una signora, in cappellino, che vi sta a dipingere, seduta.... Ed ecco il bruto. Ma vestito, oh! Decente. Mi par di vederlo! I baffetti pettinati.... Chi sa se non aveva i guanti! Ma no: l’ha tutta sgraffiata! Non senti quanto è più laido? quanto è più vile? E io che devo esser generoso; mentre qui il sentimento mi rugge come una belva.... Generoso.

Subito, troncando lo scherno.

No, no. Sento che non posso. Non posso, non posso. Ho bisogno d’andarmene. Parto. Me ne vado.

Nelli.

Ma come? ma dove? che dici! E vorresti davvero lasciarla così?

Giorgio.

Sarei più crudele, restando.

Nelli.

Ma che vuoi fare? dove vuoi andare?

Giorgio.

Ho bisogno di disperdere, fuggendo come un pazzo, quello che ora provo per questa ignominia!