SCENA IV.

Alessandro, Marzotti, Elisa, Eva

Marzotti

Oh! signora, buon giorno! Come? Anche lei, signora Eva? Il signor Fara mi à detto adesso della malattia del suo piccino. Speriamo che sia cosa passeggiera. Già i bambini fanno tanto presto ad aggravarsi e a migliorare.... E come mai lo à lasciato?

Alessandro

Ma.... si deve fargli una piccola operazione.... alla gola.... Non ò voluto io che assistesse. L'ò condotta qui e la ricondurrò tra poco....

Marzotti

(a Eva) Via, non si rattristi così, signora Eva. La scienza à fatti tali progressi!.... Bisogna darsi coraggio, e sperar bene. Nevvero, signora Elisa?... Proprio oggi! Peccato! Oggi che doveva essere giorno di festa, il trionfo di papà....

Alessandro

(venendo colla lettera) Ecco.

Marzotti

A meraviglia! Speriamo di riuscire. Dunque, arrivederci, e tanti augurii. A proposito! Perdoni, caro signor Fara, capisco che lei à altro per la testa, ma sono benedette combinazioni! Senta: il giurì, come sa, aveva scelto il suo balcone, che è nella migliore posizione del corso. Vuole che si cambi?

Alessandro

Sì, mi fa un vero favore.

Marzotti

Potrebbe andare all'Aquila d'oro, se il balcone non è già affittato.

Alessandro

Ecco: ora che ò questa disgrazia in casa.... Sa, non si saprebbe far gli onori....

Marzotti

Vuol dire che abbiamo 4 o 5 ore dinanzi a noi. Se il bambino migliorerà, come non dubito, ella ci avvertirà. Che vuole? Siamo al servizio della patria, bisogna sacrificarsi, vittime del proprio dovere! Di nuovo.... Allora passerò più tardi a prendere notizie, e a dire l'esito del tentativo col Galli.... Arrivederci. (Esce).