SCENA III.

Alessandro, Filippo, poi Marzotti

Filippo

(dal fondo, col servizio da caffè) Ecco il caffè. Ne ò fatte 3 tazze. Va bene? C'è di là il signor Marzotti.

Alessandro

Marzotti?

Filippo

Sì, tutto scalmanato.... à urgente bisogno di parlarle. Mi à chiesto se era già levato.

Alessandro

E gli ài detto di sì?

Filippo

Naturalmente.

Alessandro

Non ò voglia, non ò tempo. Digli che....

Filippo

Ma dev'essere per la faccenda della mascherata.

Marzotti

(entrando) Gloria ad Alleluja! Perdoni se entro senza permesso. Ma la cosa è così importante e così urgente che ogni indugio sarebbe fatale. Una disgrazia enorme. Se non ci ajuta lei siamo fritti. Ecco qua. Il carro è pronto. Si è lavorato tutta notte. Una meraviglia! Il Bacco fa ridere solo a vederlo. Ma.... c'è da sudare a pensarci. Si sono sbagliate le misure, di pochi centimetri, e il carro non passa dalla porta.

Alessandro

Senta....

Marzotti

Un momento. Per l'altezza, presto fatto: si leva il Bacco e lo s'inchioda dopo, quando il carro è fuori: questo era già calcolato. Ma la larghezza? Ma la larghezza? Per 5 centimetri non si passa. Il carro è nel cortile e non si può farlo uscire. (Disperato) Invece di condurlo attorno per la città, bisognerà invitar la gente a girargli attorno!

Alessandro

Ecco! giustissimo.

Marzotti

Lei scherza! C'è da far ridere i polli.

Alessandro

Ma cosa vuole da me? L'ò fatto io il carro?

Marzotti

No, il carro l'ò fatto io sui suoi disegni. Ò sbagliate le misure di 5 centimetri, deve essere la mia morte? Devo impiccarmi?

Alessandro

Senta, signor Marzotti, sono dolente, ma non ò proprio nè tempo nè voglia....

Marzotti

Come?!!

Alessandro

Ò mio nipotino molto malato....

Marzotti

Oh! davvero? Quanto mi dispiace!

Alessandro

Capirà....

Marzotti

Senta, io non le chiedo che un quarto d'ora...

Alessandro

Impossibile!

Marzotti

Venga con me dal Galli, l'oste.

Alessandro

A far che cosa?

Marzotti

Ecco: l'unico rimedio — e non faccio per vantarmi, l'ò trovato io — è di pigliare un piccone e buttar giù 3 centimetri di porta per lato, un po' d'intonaco e un mattone.

Alessandro

Benissimo. Arrivederla.

Marzotti

Ma l'oste non ne vuol sapere. “È già anche troppo che vi ho prestato il cortile — dice — e me l'avete ridotto un arsenale. Ora volete buttarmi giù la casa. Neanche venisse Domeneddio a pregarmi in ginocchio.„

Alessandro

Allora!....

Marzotti

Un momento. Neanche Domeneddio, lo credo! Ma se ci viene lei, il nostro presidente, a pregarlo! Perchè, poi, che danno gli si arreca? Domani un muratore in mezzora gli rimette la porta in ordine...

Alessandro

Senza contare che se il carro non esce, la folla gli invaderà il cortile, la casa, l'osteria, per vederlo; nascerà un putiferio, e l'oste avrà maggior danno.

Marzotti

Bravo! Non c'è che lei per trovare le ragioni convincenti. Se lo dicevo io! — Venga, venga con me.

Alessandro

Senta, vada lei, e lo preghi a mio nome.

Marzotti

Non vuol udir ragioni, da me. Venga lei.

Alessandro

Debbo recarmi subito alla fabbrica....

Marzotti

Bravo! A meraviglia! Montiamo in vettura, passiamo dal Galli....

Alessandro

Verrò nel ritorno. Intanto cerchi lei....

Marzotti

(disperato) Ò capito! Lei ci abbandona! Oh! che figura ci facciamo! C'è da prendere il treno e scappare. La cittadinanza ci piglierà a torsi di cavolo....

Alessandro

(seccato, avviandosi) Infine! come vuole! Io non ò tempo! Non ò voglia! Non so che dirle. Arrivederla.

Marzotti

Mi permetta di dirle, signor Fara, che questo non è il modo di agire. Chi organizza, chi briga, chi fa tutto? Lei! Poi quando c'è un intoppo, un guajo, si ritira! Bella figura ci fa fare! Quando si à una carica, quando si prende un'iniziativa, bisogna sopportarne il peso, e andare fino in fondo!.... Suo nipote.... va bene! ma non è lei che lo guarirà, e non morrà se tarderà cinque minuti a vederlo. Tanto tempo che si discute: fosse venuto subito, a quest'ora era un affare finito. E poi, si ànno dei doveri anche verso i propri concittadini, e non si assumono quando non si può adempirli!

Alessandro

Senta, signor Marzotti....

Marzotti

Senza contare poi che nella Società, e lei lo sa meglio di me, abbiamo un partito che ci è avverso, che trova tutto mal fatto quello che facciamo noi, che vuol buttarci giù per andar esso al potere. Sono pochi, d'accordo, ma diverranno maggioranza oggi, e domani il Tiraboschi sarà presidente, il Tomarelli vice-presidente, e io e lei potremo andarci a nascondere. E la Squilla poi, quel giornale libello....

Alessandro

(interr.) Senta, glie lo chiedo in grazia, mi lasci tranquillo, adesso. Non ò testa.... Vada dal Galli, tenti ancora. Se non riuscirà, verrò io, parola d'onore.

Marzotti

Quello che posso accordarle è questo: mi scriva due righe pel Galli: glie le porterò.... ma se neppur....

Alessandro

Sì, sì, va bene. Glie le scrivo subito. (Siede al tavolo e scrive).