SCENA II.

Alessandro — Elisa

Elisa

Volevo parlarti, prima.

Alessandro

A che scopo? E mi credi in uno stato d'animo tale da poter attendere ancora? Non l'ò interrogata subito, stanotte, perchè dubitavo di me, del mio coraggio, delle mie forze.... Dio! che notte ò passata!

Elisa

(umile, con un fil di voce) Non fu allegra neppur la mia, te lo giuro.

Alessandro

(con ira) La tua! la tua! Ma io ti consiglio di dolertene! di venire da me a farti consolare, a farti compassionare, da me!.... Ma per quel dio che mi à maledetto, ringraziami che non ammazzo te e lei e me stesso, per farla finita, una buona volta. Perchè non è la voglia che mi manca....

Elisa

(implorando) Alessandro!....

Alessandro

Lévamiti dai piedi! (Un silenzio) Non viene? Non viene? Dovrò dunque andare io da lei? (Si dirige furioso al fondo).

Elisa

(accorrendo) Alessandro, ti scongiuro, ascoltami: non è colpevole come la credi.

Alessandro

La difendi?! Oh! oh! dovevo aspettarmelo! La difendi tu! Chi può difenderla meglio di te? La giustifichi, forse, la scusi.... trovi naturale quello che à fatto!.... Non l'ài fatto anche tu? Ma bada! Fui così babbèo io.... T'avessi ammazzata quel giorno! Bada, a Giovanni sarò io che dirò: non perdonare, tu, no! finiamola con questa razza dannata!.... Io, glielo dirò, io, suo padre!....

Elisa

Alessandro, che orrore! che orrore! Pensa a quello che dici....

Alessandro

Taci! taci! taci! Non ài il diritto di parlare tu!

Elisa

Ebbene, sì, lo ò! Sono sua madre. Come moglie, ò fallato, fa di me quello che vuoi! E vent'anni che sono a' tuoi piedi, umiliata, avvilita; ed è giusto, ed è giusto....! Ma la madre no! Non ài nulla a rimproverarmi.

Alessandro

(sordamente) Ò da rimproverarti d'aver messo al mondo una figlia come te!

Elisa

(pronta, con impeto) Non lo è! (Poi, cogli occhi al cielo, angosciosamente) Dio! assistimi, dammi coraggio!.... guarda, guarda, come espìo!

Alessandro

Non lo è? E come lo affermi?

Elisa

(affettuosa) Alessandro, ti scongiuro, un po' di calma. Lasciami parlare. Se l'ira ti trascina, è finita.... sarà la rovina di tutti noi. È giusta, è giusta la tua ira, lo so! è il passato che ritorna.... ài ragione.... Ma a che avranno servito vent'anni di sofferenze....

Alessandro

(interr.) Io solo ò sofferto!

Elisa

Sì, sì, parlo di te, delle tue sofferenze, dei tuoi sacrifici.... Ebbene, a che avranno servito, se oggi, che è il giorno della gran prova, ti dimentichi, distruggi tutto?

Alessandro

Ma cosa temi? Che vada a dire a mia figlia: “sei come tua madre!„ Ma se ò aspettato a parlarle appunto per paura di dirglielo, iersera, nell'impeto dell'ira, sotto l'impressione del colpo ricevuto!

Elisa

Oh! ti giuro che se la mia vergogna rivelata a mia figlia, potesse essere utile ad evitare una disgrazia, sarei pronta anche a questo! Mi ammazzerei, forse, dopo; troverei questo coraggio che non ò trovato finora! Non importa, pur di salvarla, pur di farne una donna onesta per tutta la vita, se ora fosse sul punto di fallare. Sarei pronta a dirle: non essere quella che sono stata io, per non divenire una infelice per tutta la vita, come me. Dio! dopo questa prova terribile, credo che morrei perdonata!

Alessandro

Frasi! frasi! Basta colle chiacchiere! Voglio saper tutto. Chiama Eva.

Elisa

Aspetta, ti dirò tutto io!

Alessandro

Ma cosa? Eri a parte della tresca, tu?

Elisa

Oh! ti scongiuro, non usar più di queste parole. Si tratta di tua figlia, della tua Eva, per la quale ài sofferto tanto!

Alessandro

Parla!

Elisa

Stanotte ò vegliato con lei....

Alessandro

Dovevo immaginarlo.

Elisa

Sì, dovevi immaginarlo. Sono la sua mamma, è il mio sangue che adoro; ed essa mi ama.

Alessandro

(con amara ironia) Già!....

Elisa

Glielo ài permesso tu di amarmi.

Alessandro

Avanti!

Elisa

E non potevo, lo capisci bene, non potevo dominarmi come te, e aver il coraggio e la forza di aspettar delle ore a sapere quello che era avvenuto.

Alessandro

Ebbene? Chi è.... costui?.... Chi è?....

Elisa

(titubante) Se te lo dico....

Alessandro

C'è proprio, dunque, un uomo di mezzo! (Con amarezza) Stanotte, stanco di martoriarmi, ci fu un momento, perfino, in cui ebbi un lampo di speranza.... Un equivoco.... che so?.... Ma dovevo bene immaginare che non era possibile. Giovanni è troppo buono, è troppo serio, per un sospetto soltanto non avrebbe fatto quello che à fatto, e proprio jeri, un giorno.... che egli credeva sacro per me. Oh! non dovevo lusingarmi, neppure per un attimo. Suvvia, parla! Chi è costui?

Elisa

(titubante) Marinelli.

Alessandro

Il ragazzo?! Quel bellimbusto di vent'anni? Sempre così! L'amante non vale un dito del marito!

Elisa

(sdegnata) L'amante!.... Non lo è.

Alessandro

Te l'à detto lei? Ah! è qualcosa. C'è da credere a tua figlia....

Elisa

A nostra figlia!.... Oh! si direbbe, ad udirti, che non si tratta di lei!

Alessandro

Avanti!

Elisa

È un cattivo soggetto, quel ragazzo, lo sai. Tant'è vero che suo padre lo manda in marina....

Alessandro

Sì, ò parlato ieri col Conte.... Ah! il contino!... è il titolo che à ferito il cuore e la fantasia di tua figlia!....

Elisa

Tu sai.... cioè no, non sai, non te ne ò parlato mai per non inquietarti.... Quando era ragazza, Eva ebbe un momento di debolezza.... no.... una simpatia, insomma, da bambina, per lui.... La seguiva in istrada.... Appena ò scoperta la cosa, ò parlato seriamente all'Eva, le ò fatto capire che era assurdo.... un ragazzo più giovane di lei, un fannullone, un poco di buono.... Eva capì la ragione....

Alessandro

Perchè non me ne parlasti?

Elisa

Te l'ò detto: per non inquietarti inutilmente. Avrei ricorso a te se Eva avesse persistito. Poco dopo si concluse il matrimonio con Giovanni. Eva, interrogata da me, si dichiarò contenta: la sua prima passioncella era guarita perfettamente. Ma l'altro tornò alla carica, dopo, si capisce, con più entusiasmo di prima. Cavalcava sotto le finestre, le mandò dei fiori che essa nascondeva senza dir nulla a Giovanni....

Alessandro

E perchè?

Elisa

Non voleva mettergli una pulce nell'orecchio.... sperava che quell'altro si sarebbe stancato....

Alessandro

La finzione, sempre, vojaltre!

Elisa

Infine egli osò di scriverle. E qui fu l'errore di Eva. Dopo la seconda o terza lettera in cui minacciava romanticamente di uccidersi, essa si spaventò, si lasciò impressionare, e non osò parlarne a Giovanni. Una di quelle lettere diceva: non avete respinto i miei fiori, dunque posso sperare.... Ebbe paura di mostrarla. E allora fece la sciocchezza di rispondere, pregandolo di lasciarla tranquilla, di non pensare più a lei....

Alessandro

Doveva parlarne a me, almeno.... o.... a te.... Avresti avuto, spero, l'onestà di informarmi.... Non sapevi nulla tu?

Elisa

Nulla, ti giuro.

Alessandro

E poi? E jersera? Presto!

Elisa

Jeri l'altro le aveva scritto annunciandole la sua partenza, voluta dal padre. Implorava un abboccamento, il primo e l'ultimo, un addio....

Alessandro

E glie l'à accordato!

Elisa

A fin di bene!.... È una bambina, senza esperienza, ancora! Voleva ridargli le sue lettere, incoraggiarlo a partire, a dimenticarla.... Egli la minacciava, se non le accordava questo colloquio, di ribellarsi a suo padre, di non partire.... Essa, spaurita, gli rispose di trovarsi là, dietro l'orto, di sera, appena fuori della porticina. E finse di non voler venir qui per la malattia del bambino. Là si credeva quasi sicura, sulla porta di casa, pronta a rientrare, a chiamare ajuto, alla minima minaccia o violenza. Insomma un'imprudenza da bambina paurosa e inesperta delle nequizie del mondo....

Alessandro

(dopo un silenzio) Il piano di difesa è concertato bene.... L'avete ideato assieme?....

Elisa

Oh! Alessandro! un po' di pietà.... Pensa, è tua figlia!.... Quello che ti ò detto è la verità.

Alessandro

(con uno scoppio di commozione) Oh! se vorrei credere: ò bisogno di credere! Perchè è mia figlia, la mia figliola! C'è anche il mio sangue nelle sue vene; ed io sono onesto, e un po' della mia onestà deve averla nel sangue!.... La mia figliola! La mia figliola! Dio! Dio! fammi morire se tutto questo che ò udito non è la verità! Fammi morire piuttosto, perchè ò sofferto abbastanza....

Elisa

È la verità, te lo giuro!

Alessandro

Oh! i tuoi giuramenti!.... Voglio udirla, lei. L'ò fatta chiamare: perchè non viene? Non osa, eh?

Elisa

No, non osa. Volle che ti parlassi prima io.

Alessandro

À più confidenza in te!... Chiamala! Chiamala! Che venga adesso.

Elisa

Sì, la chiamerò.... ma....

Alessandro

Chiamala!!

Elisa

(implora col gesto, collo sguardo, ed esce a destra).