SCENA VI.

Alessandro, Elisa, Rocco

Alessandro

Non siete andati alla fabbrica? Cosa c'è?

Rocco

(fa un passo avanti. È turbatissimo, tremante).

Alessandro

Cosa c'è'?! Il bambino sta male?

Rocco

No; no!

Alessandro

Allora? Di', parla! Cosa ài? Tremi? Una disgrazia?

Rocco

No, no!...

Alessandro

E come mai sei qui a quest'ora? Il fuoco alla fabbrica? Parla! Parla!

Rocco

Vorrei parlare a.... lei solo.

Alessandro

Perchè a me solo? Cosa è stato?

Rocco

Niente di grave. Credevo trovarla qui solo... Credevo che la signora...

Alessandro

(a Elisa) Vattene.

Elisa

No, rimango. È una disgrazia, Rocco? Riguarda noi? Ò il diritto di sapere, anch'io. Parlate in nome d'Iddio.

Alessandro

Cosa è stato? Cosa è stato? Rocco?

Rocco

Siamo tornati alla fabbrica. Siccome è festa non c'era nessuno, altro che Teresa, mia moglie, in portineria. Essa ci accoglie con grande stupore, spaurita. Il signor Giovanni l'interroga, Teresa risponde: “Credevo rimanesse più a lungo dal signor padrone.„ Mi parve di notare un gran turbamento sulla faccia del signor Giovanni, come un presentimento. Egli infilò le scale di furia....

Alessandro

Ebbene?!

Rocco

La signora Eva.... non c'era. Io non avevo ancora potuto interrogare Teresa che il signor Giovanni era abbasso di nuovo. Investe mia moglie così di furia, con tanta violenza.... essa si smarrisce.... una bestia! una donnicciuola da due soldi!... poteva dire.... far credere...

Alessandro

(violento) Via, via, al fatto!... (dà un'occhiata feroce a Elisa, poi di nuovo a Rocco) al fatto!

Rocco

Mia moglie gli risponde che la signora non è uscita dalla fabbrica. L'aveva vista avviarsi giù in fondo alla terza corte. Dietro il fabbricato delle macchine. Il signor Giovanni non ascolta più, si mette a correre all'impazzata, ma silenzioso, anzi colla preoccupazione di non far rumore. Io appresso. Che so? Temevo una disgrazia. Giunto alla porticina dell'orto che dà sul viottolo nei campi, la trova socchiusa. Si avvicina ancora, ma inciampa in qualcosa e produce un rumore. Allora si ode un grido al di fuori, e si sente qualcuno che fugge a precipizio per la campagna. Il signor Giovanni si precipita fuori della porticina. Lì dietro al muro di cinta....

Alessandro

Parla!

Rocco

C'era la signora Eva. Egli l'afferra e la spinge dentro.... Poi quello che è avvenuto non so.... Il signor Giovanni aveva perduto il lume degli occhi.... non l'ò mai visto così....

Elisa

L'à ammazzata?!

Rocco

No, no, signora.... Di male.... non glie ne à fatto. Fu una scena breve, violenta. La povera signorina pareva morisse di paura.... non diceva niente.... L'à trascinata sino in portineria, poi è corso su in casa, lui solo, è ridisceso con un velo della signora. Glie lo à buttato addosso e le à detto: “Torna a casa tua!„ Il cavallo non era ancora staccato.... mi à ordinato di condurre qui la signora.... ò dovuto ubbidire.

Elisa

(si è lasciata cadere sul divano, affranta, annichilita).

Alessandro

È qui?! (Si dirige alla porta).

Rocco

(trattenendolo) No, senta.... La scongiuro, pei suoi poveri morti....

Alessandro

Lasciami....

Rocco

Senta, io giurerei che è un equivoco.

Elisa

(con un fil di voce) Alessandro....

Alessandro

(le lancia un'occhiata terribile) Taci, tu!

Rocco

È un malinteso, creda.... Il signor Giovanni non l'à neppure lasciata parlare.... le à fatta una paura.... Oh! come invocava il suo bambino, dopo, durante la strada! Non può aver fatto nulla di male. Io non volevo neppure condurla qui.... ma cosa fare? dove andare? Io non so....

Alessandro

(che si è dominato un poco) Dille che salga....

Elisa

(si alza, fa per uscire) Vado io....

Alessandro

No!! (A Rocco) Dille che salga. C'è suo padre.... c'è sua madre, qui, non à nulla a temere. (Rocco si avvia) E tu.... bada! non una parola!

Rocco

Oh! signor padrone! (Esce).