SCENA VIII.

Alessandro, Giovanni, poi Elisa, Eva, Sandrino

Giovanni

(Si presenta al fondo. Si guarda attorno. Vede Alessandro, gli si avvicina. Questi, accasciato, colla testa tra le mani, non l'ode. Giovanni lo tocca su una spalla).

Alessandro

(à un sussulto. Si alza, esterrefatto, lo fissa, e rincula verso la destra).

Giovanni

(lo interroga collo sguardo dolorosamente presago).

Alessandro

Giovanni.... perdonami....

Giovanni

(fa un passo innanzi, fremente).

Alessandro

Perdonami; abbia compassione dei miei capelli bianchi, dello strazio che mi uccide. Ti avevo data la mia figliola, credendo di averne fatta una figliola onesta e buona.... L'ò difesa stamane.... credendo — te lo giuro — che avesse diritto alla mia difesa....

Giovanni

(si slancia verso la porta di destra) Ah! sgualdrina!

Alessandro

(rincula sino alla porta di destra e la copre colla sua persona reggendosi a stento per l'emozione e lo strazio. — Giovanni ve lo raggiunge sempre minaccioso tentando varcare la soglia) No.... non ucciderla, è una vendetta che è una liberazione per quegli che à fallato.... Colpisci e castiga come ò castigato io....

Giovanni

(che si è frenato, sordamente) No! E se non vuoi farmi assassino, fa che io non la veda più, mai più. (Poi, imperioso) Mio figlio!

Alessandro

(gli accenna di sì, colla testa. Giovanni ritorna nel mezzo della scena. Alessandro socchiude la porta e, a bassa voce, angosciosamente, chiama) Elisa? Il bambino.

Elisa

(entra con Sandrino e si ferma sulla soglia).

Alessandro

(prende per mano il piccino e lo conduce a Giovanni che lo prende in collo con effusione e lo bacia e ribacia).

Giovanni

(dopo un lungo silenzio, volge un poco la testa verso Alessandro che è rimasto in piedi, colla testa china, accanto a lui, e a voce bassa, angosciosamente) Addio.

Alessandro

(con un fil di voce) Mi permetterai di vederlo, qualche volta?....

Giovanni

(vinto dall'emozione, accenna di sì, e si dirige al fondo per escire).

Alessandro

(guarda Elisa, poi con impeto) Giovanni! (Questi si ferma sulla soglia e si volge. Alessandro gli va vicino, e a bassa voce) Vuoi perdonare.... come ò perdonato io?....

Giovanni

(sordamente) Per averne un ugual frutto?....

Alessandro

(vinto, abbassa la testa, reggendosi appena).

Eva

(di dentro, straziata) Sandrino! Il mio Sandrino! (Entra) Giovanni! (Cade in ginocchio).

Giovanni

(con impeto, con furore, sta per slanciarsi verso di essa).

Alessandro

(sollevando appena il braccio, con uno sforzo supremo, lo arresta, e implora collo sguardo).

Giovanni

(lancia ancora uno sguardo d'odio ad Eva, ed esce con Sandrino).

(Dopo un momento si ode dalla via un susurro che si avvicina ed ingrossa. Poi voci, clamori, evviva ad Alleluja, e i coriandoli che giungono sul balcone e sbattono contro i vetri. Alessandro, reggendosi appena, curvo, accasciato, ridiscende la scena, e viene a cadere sopra una sedia, come corpo morto. Cala la tela).

Fine.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.